Intervista a orsobalsamico Tiziano Mangiapia

D: Sul tuo profilo si legge: pigro, goloso, papà timido, scarpe comode e valigia ci spieghi a cosa ti riferisci
R: Ho cercato di condensare in “100gr di me” le mie principali caratteristiche. Ho scelto questa particolare unità di misura per descrivermi perché mi piace pensarmi come parte di una ricetta, la vita! Così mi sono descritto ai miei lettori, così mi descrive chi mi conosce bene:“Tiziano, classe 1981. Crema pasticcera, barba e occhi curiosi. Nord e sud, palla al centro. Camicia e tatuaggi. Scarpe comode, valigia e autostrada. Pigro, goloso e vagabondo. Papà. Timido, sognatore e razionale. Tortellino in brodo e Babà. Lampredotto e Lambrusco. Più dolce che salato. Modena, Napoli e un pizzico di Firenze. Nella vita precedente americano. Agitare bene prima dell’uso”. In particolare faccio il riferimento a scarpe comode e valigia perché la vita e il lavoro mi portano a viaggiare quasi quotidianamente e sempre di corsa … per questo indosso scarpe comode ed in auto ho sempre pronta una valigia.
D: Il tuo account su Instagram  @orsobalsamico rispecchia il tuo modo di essere ?
R: Credo proprio di sì, almeno lo spero. Ho cercato di creare una pagina incentrata principalmente sul mio grande amore, la cucina, ma che allo stesso tempo potesse trasmettere a chi mi segue qualcosa anche sulla mia personalità e quello che nel quotidiano faccio. Passione, colore, sorrisi ed ironia (autoironia soprattutto) sono alla base dei contenuti da me postati.
D: Cosa è per te il Food ? cosa è per te il Travel ?
R: Nonostante la parola “Balsamico” nel mio nickname riporti immediatamente in Emilia e a Modena, città dove sono nato e cresciuto, le mie radici affondano all’ombra del Vesuvio. I miei genitori sono entrambi di Napoli. Sono stato svezzato con lasagne e sartù, tortellini e genovese, ragù emiliano e ragù napoletano, zuppa inglese e babà… un mix esplosivo insomma. Fin da piccolo quindi mi è stata tramandata la passione per il cibo e la cucina, quella passione che oggi mi porta a condividere con tutti gli amici i miei esperimenti culinari.Lavoro come impiegato e al momento la cucina e la pasticceria sono solo un hobby, ogni istante libero lo passo a tra i fornelli. Cucinare e soprattutto preparare dolci mi rilassa, fra le mura della cucina posso esprimere la mia creatività ed essere me stesso al 100%. Si dice che siamo quello che mangiamo e io mangio quel che posto. 
D: Una bambina una famiglia cosa ne pensano loro di questa tua passione?
R: l progetto ORSO BALSAMICO vuole testimoniare il mio amore per la cucina e soprattutto per Emma: mia figlia, musa, preziosa aiutante, nonché giudice più severo!
D: Le tue origini quando hanno influenzato le tue scelte ma soprattutto i tuoi piatti
R: Sicuramente ho un forte imprinting campano, nel sud mi ci riconosco, al sud mi sento a casa. Essendo però cresciuto al nord il mio modo di pensare ed agire ha subito sicuramente ed inevitabilmente influenze soprattutto nell’approccio “imprenditoriale” alla vita, al fare e all’organizzare. L’Emilia è territorio di api operaie che hanno saputo creare marchi e prodotti di eccellenza e soprattutto, quello che rimproverò un pochino ai miei compaesani del sud, hanno saputo esaltare e far conoscere i propri prodotti a livello mondiale. In sintesi mi definisco una persona pratica, organizzata ma con la solarità e il calore che Napoli sa offrire. Tornando al cibo, nei miei piatti le mie origini si incontrano spesso. E’ in casa che ho imparato a cucinare e apprezzare i piatti della tradizione
D: Dolce o salato?
R: Goloso per natura quindi dolce senza alcun dubbio! Al ristorante la prima cosa che guardo nel menù sono i dolci ed in base a quello decido cosa ordinare
D: Quale è il tratto che contraddistingue i tuoi piatti?
R: Sento mia la frase “Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare”. L’amore è l’ingrediente base, nei piatti si trasferiscono le proprie emozioni e cucinare non è semplicemente seguire una ricetta. Mi piacciono i sapori forti e decisi, i profumi che mi riportano alle vacanze dai nonni e gli ingredienti del meridione che non mancano mai in casa.
D: Nei tuoi viaggi quali prodotti porti o porteresti con te?
R: L’unica cosa italiana alla quale non posso proprio rinunciare è il caffè ma fortunatamente oggi si riesce a trovare un buon espresso anche all’estero. Solitamente non porto nulla con me, mi piace piuttosto portare a casa me un ricordo culinario del luogo, un ingrediente tipico che poi possa far nascere una nuova ricetta mescolando i sapori scoperti durante il viaggio, con quelli di casa.
D: Hai qualche chef e o cuoco di riferimento?
R: La televisione e gli infiniti programmi di cucina ci hanno avvicinato molto ai grandi nomi della cucina. Seguo molto lo chef Antonino Cannavacciuolo che ammiro soprattutto per la sua infinita gavetta e la determinazione che lo hanno portato ad essere uno dei riferimenti della cucina italiana e non solo. Nei suoi piatti vivono le sue radici e questo è quello che anche io, nel mio piccolo, cerco di fare. Seguo con molta simpatia anche Chef Rubio, mi piace il suo rapporto quasi fisico con il cibo e la ricerca di quei sapori autentici che mi piacciono tanto.
D: Oggi si parla molto di cucina, web, televisione, social tu cosa cambieresti?

R: Oggi grazie a questi mezzi abbiamo accesso ad infinite informazioni e troviamo tutto e il contrario di tutto, quindi bisogna fare molta attenzione a selezionare le fonti. Non mi sento di demonizzare nessuna di queste tecnologie. Credo che la dose faccia il veleno quindi faccio un appello, soprattutto a me stesso, di non abusarne.
Mi piacerebbe che tutto questo non rimanesse solo una vetrina virtuale ma che potesse essere al contrario veicolo di scambio, arricchimento e nuovi incontri reali che possano far nascere amicizie e collaborazioni
D: Carne o Pesce?
R: Carnivoro! La carne mi piace soprattutto alla griglia e non vedo l’ora che arrivi la bella stagione per accendere il barbecue ed iniziare a grigliare. Il pesce lo adoro, mi piace mangiarlo ma non mi cimento spesso in ricette di mare.
D: Si è fatto un gran parlare di merendine in questo ultimo anno tu cosa ne pensi sotto il profilo puramente gastronomico?
R:
Avendo una figlia di 7 anni sono coinvolto da molto vicino. Sono prodotti industriali e con un profilo nutrizionale discutibile ma all’interno di un’alimentazione varia, senza esagerare, possono essere dati ai nostri figli. Il primo passo è una corretta educazione alimentare, con Emma stiamo cercando di non ripetere gli errori che i nostri genitori hanno fatto con noi. Ci sono valide alternative alle merendine come ad esempio un semplice panino al prosciutto, frutta, yogurt o perché no una torta fatta in casa. Credetemi ci sono ricette semplicissime e veloci da poter preparare con i nostri bimbi. La scuola, nel mio caso, sta facendo un ottimo lavoro. In classe è presente un “merendometro” e i bambini con la merenda più sana ottengono punti e alla fine del mese un piccolo premio. Ricordiamoci che sono bambini e che l’aspetto giocoso non deve mai mancare. 
D: In cucina chi comanda Moglie, figlia o mamma e quando ha influito per te l’ambiente familiare?
R
: La cucina è il mio regno, quindi comando io! Scherzi a parte è sempre bello condividere la preparazione con le persone care, il cibo è aggregante.  L’ambiente familiare ha sicuramente inciso tanto e mi ha trasmesso la passione della cucina, è osservando ed aiutando la mamma che ho mosso i primi passi tra i fornelli
D: Che rapporto hai con i tuoi followers?
R: Mi piace interagire molto con i miei followers, cerco di rispondere sempre a partire dal semplice saluto alla richiesta di qualche consiglio culinario. Un rapporto di scambio assolutamente alla pari. Con alcuni di loro sono riuscito ad organizzare un incontro e devo dire che sono nate anche delle belle amicizie, con altri spero di organizzare a breve anche se le distanze spesso rendono tutto più difficile. Anche se sono davvero tanti, mi piacerebbe avere più occasioni di incontro e confronto con loro… magari una bella cena insieme!
D: Ci daresti una ricetta veloce per i nostri lettori?
R: Con molto piacere! Mi sono accorto che pur essendo conosciutissima non in tutte le città si trovano locali dove gustare la PIADINA ROMAGNOLA artigianale. Ecco quindi una ricetta semplice che chiunque può sperimentare a casa:

(dose per 6/8 piadine)

500 gr Farina 00

125 gr Strutto

175 gr Acqua

15 gr   Sale

1 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di lievito istantaneo per salati (in alternativa 1 cucchiaino abbondante di bicarbonato)

Lavorare la farina insieme allo strutto, sale, miele e il lievito. Aggiungere un po’ per volta l’acqua a temperatura ambiente ed impastare per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e far riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti.  Dividere l’impasto in 6 parti e formare delle palline. Stendere con il mattarello fino ad ottenere dei dischi di diametro circa 22/24 cm e spessi 3 millimetri circa. Cuocere in una padella antiaderente ben calda senza aggiungere nulla. Cuocere un paio di minuti per lato (appena si formano le bolle girare la piadina e continuare la cottura del secondo lato cercando di sgonfiare le bolle d’aria). Libero sfogo alla fantasia per la farcitura, solitamente a base di salumi, formaggi, salsiccia etc.  

Grazie della tua disponibilità speriamo di averti ancora con noi con qualche ricetta, è perchè no quella cena di cui tu parli la potremmo organizzare a Napoli …… che ne pensi ?
R: si dai vediamo cosa succede e se mai ne parliamo

Intervista a Enza Lopatriello ambassador Campaniagolosa

iniziamo con oggi a conoscere meglio i nostri amici Food Blogger. La prima intervista non poteva che essere fatta a @enzalopatriello che oltre ad essere molto conosciuta sui social, in particolare modo su Istagram con ben 11,4 mila followers che la seguono da molto tempo , è anche la nostra prima ambassador, una collaborazione nata come dice lei perché abbiamo i comune la stessa passione ” La Dieta Mediterranea “

Enza Lopatriello in cucina per noi e per voi
@enzalopatriello_

CG: Ciao Enza e grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo con una “domanda obbligatoria”, ma che ci serve per introdurti ai nostri lettori: come è iniziata la tua esperienza di foodblogger e per quali motivi?
E: Ciao grazie a voi … diciamo che è iniziata quasi per gioco, non sono mai stata social, è stata la mia passione per la cucina che mi ha spinto ad iscrivermi al social


CG Come è nata la passione per la cucina e come mai hai scelto Instagram per proporla
E: Fin da piccola prendendo spunto dalla mamma….. e condividere arricchire e su Instagram questo  è possibile


C G: Quali sono stati i motivi per cui hai deciso di candidarti come Ambassador per Campaniagolosa
C G : Campaniagolosa sposa in pieno la mia filosofia, mangiare sano, Km0, ingredienti di qualità

C G: Nella tua bio di Istagram è messo ben in evidenza la frase Dieta si …….. ma mediterranea pensi che sia ben conosciuta ?
E: La dieta mediterranea è nota in tutto il mondo però non so fino a che punto sia conosciuta e messa in pratica correttamente, io tramite i miei post cerco di farla conoscere di più e affinché chi mi segue la possa mettere in pratica

C G: Che ruolo hanno avuto le tue tradizioni  e in generale la tua famiglia nella tua formazione gastronomica?
E: Un ruolo fondamentale ……, mi sono appassionata alla cucina proprio esempio da mia nonna e dalla mamma

C G: Sposata con un medico figli e tre belli Cani, chi più di loro apprezzano la tua cucina
E: Un figlio e 4 cani fantastici…… credo proprio tutti

C G: cosa ne pensano i tuoi Familiari della tua avventura come food blogger ?
E: Di questa mia avventura ne sono rimasti tutti piacevolmente sorpresi, spesso li coinvolgo e lo fanno con piacere

C G: In cucina hai preso spunto da tua madre o da qualche altra persona?
E: Da mia madre

C G: Raccontaci se ti va un aneddoto che hai avuto in cucina ?
E: Un aneddoto che solo ora a distanza di tempo mi fa sorridere; una volta era una domenica avevo ospiti a casa a pranzo, avevo appena sfornato un arrosto al latte, tra l’altro molto buono, uno dei miei amati cani attirato dal profumo ( si vede che anche loro apprezzano molto ) è entrato in cucina ed ha letteralmente rubato l’arrosto sotto i miei occhi increduli, per fortuna che non era l’unica pietanza che avevo preparato

C G: Cosa ti lega alla tua cucina di origine ?
E: Ricette semplici e poco raffinate, amo proporre soprattutto i prodotti della nostra amata terra del sud

C G: Ma torniamo alle tue origini. Cosa apprezzi di più della cucina Mediterranea? Quali sono secondo te gli ingredienti cardine
E:  Della dieta mediterranea apprezzo la sua completezza, l’ingrediente principale secondo è l’olio di oliva extravergine elisir di lunga vita

C G: Con che criteri scegli gli ingredienti per le ricette che fai a casa e proponi?
E: Seguo le stagionalità e i prodotti del mio orto

C G: Oggi si parla molto di tassare le merendine per i nostri figli tu cosa ne pensi ? credi che bisognerebbe portare nelle scuole primarie la formazione di una buona e sana alimentazione ?
E: Può sembrare eccessivo ma è un modo per indurre i ragazzi a consumare merende sane come la frutta …. Credo che nelle scuole una tantum si dovrebbe fare lezioni di sana e corretta alimentazione

C G: Quali potrebbero essere i progetti da portare nelle scuole ?
E: Rieducazione alimentare con persone esperte quali, medici, nutrizionisti da invitare negli istituti, non solo rivolti agli studenti ma chiederei anche la partecipazione dei loro genitori

C G: Il piatto che più ami cucinare?
E: Adoro letteralmente mettere le mani in pasta, quindi lievitati sia dolci che salati e soprattutto la pasta fresca fatta con grani e farine 100% Italiani e se mai del mio luogo Pisticci

CG: Il piatto che proprio no riesci a fare?
E: In cucina mi piace spaziare e provare soprattutto i piatti tipici regionali e se un piatto lo faccio per la prima volta mi ci metto con impegno e entusiasmo, quindi non c’è piatto che tenga

 CG: Quale è l’ingrediente che usi più in cucina è perché
E: Come dicevo prima l’ingrediente che non manca mail è la farina ingrediente basi di tutto ciò che faccio

CG: A quali chef ti sei ispirata?
E: La mia chef preferita a cui mi sono ispirata è ……. Indovinate un po’ …. Mia madre ho imparato tutto da lei e devo ancora imparare molto

CG: per concludere C’è la daresti una ricetta veloce?

E: Volentieri anche se è più lunga da scrivere che da realizzare:

     Basta che preparare 3-4 ore prima del pranzo un vasetto con olio extravergine di oliva e lasciare in infusione uno spicchio di aglio (Italiano) schiacciato, prezzemolo, origano, basilico, alloro, rosmarino, e peperoncino forte. Scolare la pasta al dente preferibile spaghetti, condire a crudo con l’olio aromatizzato e aggiungere scagli di parmigiano e pomodori secchi. Un piatto unico e completo sano e davvero gustosissimo ….. parola di Enza provare per credere, poi Vi aspetto i vostri pareri sul mio profilo Instagram @enzalopatriello_ . Un ultima cosa vi invito a visitare sempre e comunque la piattaforma di campaniagoloa, per trovare prodotti ed aziende che producono da sempre il buono, sano pulito, e in questo modo aiuteremo anche alla loro crescita. Vi ringrazio tutti ciao………

Intervista a Tiziana Colombo @nonnapaperina

D: Grazie Tiziana per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti Parlaci un po’ di te: 

Sono mamma di tre splendidi figli, Roberta, Stefano e Paolo, e orgogliosa nonna di tre nipoti, con tre passioni: il mio pc, la cucina e i viaggi. Il mio blog è nato dopo la diagnosi di intolleranza al nichel, al glutine e al lattosio. Chi soffre di intolleranza alimentari lo ha vissuto sulla sua pelle: ti crolla il mondo addosso e all’improvviso gli alimenti generalmente innocui si trasformano in un percorso minato. Questo momento difficile è diventato però un’occasione per mettersi in gioco: ho iniziato a studiare l’argomento, a informarmi e a sperimentare nuove ricette compatibili con le mie intolleranze. Nel 2004 ho deciso di racchiudere tutto quello che avevo imparato e sperimentato in un piccolo blog e sono diventata Nonna Paperina. Dal successo del sito di ricette Nonnapaperina.it e dalla consapevolezza che di questi disturbi e di come conviverci se ne parli ancora troppo poco, nel 2012 è arrivata la decisione di fondare l’associazione Il Mondo delle Intolleranze, di cui sono oggi Presidente: un punto di riferimento per molte persone che soffrono di intolleranze alimentari, con lo scopo di promuovere la cultura alimentare e in particolare le problematiche delle intolleranze alimentari.

D: Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome ? ti senti un po’ la nonna di tutti ? 

Più che altro volevo un nome che fosse simpatico ma che lasciasse trasparire anche affidabilità e affetto. E allora quando ho fondato il blog ho scelto Nonna Paperina: giocoso, perché alle intolleranze alimentari bisogna rispondere con un sorriso, e affidabile e affettuoso proprio come una nonna, perché quello che ho proposto nel blog è il frutto di un lungo percorso e speravo potesse essere d’aiuto a qualcuno.

 

D: Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più, se no quale esperienze hai fatto ?

Con la Campania ho un rapporto speciale, oltre al fatto che la loro cucina è fantastica. Ho collaborato con tanti campani e ogni volta si è creata una sintonia particolare. Ad esempio, con chef Pucci di Napoli ho curato un progetto, con Antonio Esposito ho lavorato al mio secondo libro dedicato al lattosio. O ancora lo chef Antonino Cannavacciuolo, ormai un amico, che supporta tutte le iniziative de Il Mondo delle Intolleranze. Senza dimenticare poi il pasticcere Salvatore Vitale che è docente dell’Accademia dell’associazione e con cui spesso mi diverto a sperimentare nuovi ingredienti per le preparazioni dolci.

D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?

Viene dalla voglia di condividere un piatto con le persone a cui si vuole bene. Ho sempre pensato che cucinare per qualcuno fosse un gesto d’amore e lo riconfermo ogni volta che organizzo una cena a casa con la mia famiglia tutta riunita.

 

D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda? 

Penso che sia una cosa positiva quando se ne parla per promuovere la buona cucina, una dieta sana ed equilibrata e un’alimentazione corretta. Insomma, quando si cerca di promuovere una corretta cultura alimentare che poi è anche lo scopo dell’associazione Il Mondo delle Intolleranze.

 

D: Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo del cibo Free Gluten, da dove viene questo interesse?

Nasce da una necessità personale dato che sono intollerante al glutine, oltre che al nichel e al lattosio. Da questo bisogno però è nato un sincero interesse verso tutto ciò che può essere una valida alternativa al glutine. C’è un mondo di cereali e farine poco conosciuti e alternativi che può veramente rivoluzionare molte preparazioni.

 

D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti? 

Ci sono moltissimi imprenditori o piccoli produttori della filiera alimentare che ancora seguono le antiche tradizioni e penso che debbano essere premiati dai consumatori. La preservazione della tradizione è sempre da elogiare. Penso però anche che un buon modo per mettersi alla prova per questi produttori potrebbe essere confrontarsi con il vasto mondo delle intolleranze alimentari, per unire tradizione e nuovi bisogni dei consumatori.

 

D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano? 

Penso che arrivino dalla mia infanzia e dalla mia città d’origine, Cremona che secondo me unisce un po’ la tradizione lombarda a quella romagnola.

 

D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

Ne sono felici perché mi vedono felice e soddisfatta. Senza il loro supporto e il loro sostegno non sarei riuscita a portare avanti il blog e a creare l’associazione. Nei momenti di dubbio su ciò che stavo facendo, sono stati loro a darmi l’incoraggiamento giusto per continuare.


D:  Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta? 

Se ne parla tantissimo, ma penso che la gente normale ne abbia un’idea piuttosto vaga e invece andrebbe studiata a scuola per quanto è importante e fondamentale per un corretto stile di vita e una buona salute.

 

D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento? 

Troppo difficile sceglierne solo uno. Negli anni ho avuto tantissime collaborazioni con chef di tutta Italia e anche con l’associazione siamo riusciti a creare una rete su tutto il territorio: in ogni regione abbiamo vari chef di riferimento specializzati in intolleranze alimentari con cui ci confrontiamo

 

D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina? 

Da sempre i grandi chef sono uomini e quindi la cosa non mi stupisce. Penso invece che le donne debbano riguadagnare qualche punto: sono troppo pochi i nomi al femminile nel parterre dei grandi cuochi

 

D: Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

Tra Facebook e Instagram ho un seguito di oltre 100mila followers: si è creata anche una community molto partecipativa e unita: io propongo le mie ricette o alcuni spunti di riflessione e spesso si aprono confronti in cui ognuno porta la propria esperienza. ‘E una cosa che mi lascia stupefatta ogni volta che mi fermo a pensarci e ovviamente ne sento la responsabilità. Per questo motivo pubblico solo contenuti che diano informazioni chiare e corrette.


 D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci? 

Dipende dai periodi, d’inverno amo cucinare secondi a base di carne, mentre d’estate prediligo il pesce o i contorni di verdura.

 

D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione? 

Mi è capitato di incontrare alcuni di loro durante alcuni eventi, ma organizzare una serata interamente dedicata a loro sarebbe fantastico. Una bella idea!

 

D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o di che tu cosa consiglieresti a loro

Di scegliere con consapevolezza. La cucina richiede passione e impegno, ci vuole tanta costanza per ottenere buoni risultati. Per questo penso che la scelta non debba essere dettata dalla moda, ma da un interesse genuino. Detto questo, le soddisfazioni in questo campo sono impagabili.

 

D: Il piatto che più non riesci a fare? 

Il ragù classico perché il pomodoro è ricco di nichel. Ma sto sperimentando anche su questa ricetta con i nuovi pomodori “senza nichel” coltivati in idroponica.

 

D: la ricetta quella del cuore?

Sicuramente le lasagne di nonna paperina, dove utilizzo ovviamente ingredienti rigorosamente gluten free con qualche originale variazione.

 

 D: Stiamo vivendo un brutto momento che ha un grande impatto su tutta la nostra economia in particolare turismo e gastronomia, tu cosa ne pensi è quale è la tua ricetta per il futuro. 

Il momento è particolarmente difficile, ma penso che arriverà presto una svolta. Come dico sempre “Don’t worry, be happy”. Preoccuparsi non serve a nulla, dobbiamo essere felici di ciò che abbiamo e che i nostri cari stiano tutti bene. Per il futuro, penso che dovremo cambiare abitudini e dovremo pensare a un nuovo modo di condividere, che si tratti di condividere cibo, un evento o uno spettacolo. Anche qui, dobbiamo sperimentare e trovare la soluzione più adatta a noi.

 

D: avevamo lanciato due progetti il primo con l’obbiettivo di realizzare dei show cooking per fare conoscere le nostre ricette tipiche Campane, l’altro di proporre visite aziendali di produttori Campani, quali dovrebbero essere le prerogative di questi due progetti? 

Secondo me bisognerebbe mettere al centro la vostra tradizione culinaria e sottolineare la genuinità e la qualità dei prodotti.

 

D: Ti piacerebbe realizzare degli show cooking per il gluten free

Ne ho fatti molti anche presso l’Accademia del Mondo delle Intolleranze e mi diverto sempre moltissimo. Quindi, perché no?

D: Ci daresti una ricetta free gluten ?

Certamente! Vi propongo i Paperini al fonio, dei biscottini molto simili alle lingue di gatto ma fatti con il fonio, un cereale ancora poco conosciuto. Sono senza glutine, senza lattosio e a basso contenuto di nichel e in questa stagione sono ottimi al posto dei savoiardi nel tiramisù.

 

Ingredienti per 20 paperini:

  • 60 gr. di uova
  • 30 gr. di tuorli d’uovo
  • 6 gr. di miele d’acacia
  • 80 gr. di zucchero di canna finissimo
  • 120 gr. di farina di fonio Oba Food
  • 1 gr. lievito
  • 1 gr. guar
  • b. di fondo in grani per la copertura

Preparazione:

Pesate con attenzione tutti gli ingredienti nelle dosi indicate. Con l’ausilio di un frullatore elettrico, montale le uova con i tuorli d’uovo, lo zucchero, il guar ed il miele, sbattendo il tutto fino ad ottenere un composto piuttosto spumoso. Setacciate la farina di fonio ed aggiungetela a pioggia all’impasto assieme al lievito.

Prendere dunque la carta forno ed usatela per rivestire una teglia. Inserite il composto in un sac à poche con inserita una punta piuttosto ampia a taglio. Formate dei bastoncini lunghi più o meno 4/5 cm. Spargete sui bastoncini ancora morbidi i grani di fonio ed infornate il tutto a 180° per circa 10/15 minuti.

Grazie Tiziana è stato molto carino conoscerti meglio, questa tua intervista ci ha davvero fatto piacere

Intervista a Francesco @gala_bio

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Piemontese di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te

 R: Mi chiamo Francesco, ho 36 anni, sono un portuale e un foodblogger.

 D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram

R: Non ho scelto il mio profilo su Instagram… è nato spontaneamente…con l interessa sul biologico che mi ha avvicinato qualche anno fa alla cucina, partendo dalle materie prime, scoprendo questa passione.

 D: se hai avuto eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno

R:Attualmente collaboro (e ho collaborato) con più di 90 aziende (collaboro solo con aziende italiane promuovendo solo il made in Italy). Dire che una mi abbia colpito più di altre non sarebbe corretto verso tutte le altre aziende, dato che seleziono le aziende con cura e sono tutte aziende alle quali sono particolarmente affezionato per la passione che mettono nella cura dei loro prodotti.

 D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?

 R:La passione nasce dal mio avvicinamento al mondo del biologico. Ciò ha comportato un utilizzo di materie prime per farmi inizialmente la pasta in casa, poi  lievitati, conserve e molto altro. Questo appunto mi ha fatto appassionare alla cucina e tutto il resto è stata una naturale evoluzione.

 D:Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?

R:Mi fa molto piacere questa cosa perché molti ora sono molto più consapevoli di cosa stanno mangiando. Magari decidono comunque di non consumare prodotti genuini, ma la consapevolezza è importante in ogni caso.

 D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?

 R:Bisognerebbe dare più risalto. Io non ho proposte, faccio già il possibile nel mio piccolo per fare conoscere tutte queste piccole realtà.

 D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

 R:Non lo vedrei come un successo, per me è un hobby che intraprendo con passione. In famiglia sono contenti, soprattutto quando assaggiano.

  D:Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che questa sia veramente conosciuta?

R: Non so quanto sia realmente conosciuta.

 D: Della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare

R:Molto difficile sceglierne uno. Sono più legato ai prodotti tipici che a un singolo piatto tipico…infatti cerco sempre di creare qualcosa di nuovo con i prodotti tipici.

D:Hai uno chef e o cuoco di riferimento?

R:Assolutamente no.

D:Di sicuro con il tuo profilo o blog hai conosciuto tante persone, chi ti ha più colpito

 R:Le persone più comuni, non certo personaggi di spicco, infatti non ne seguo nessuno.

 D:Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

 R:Non vedo un numero maggiore di uomini rispetto alle donne, almeno tra i miei follower.

 D: Hai molti follower che ti seguono, ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Si, molto.

D: Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ? e cosa proporresti?

 R: Certamente, proporrei qualcosa di semplice concentrandomi sulla qualità dei prodotti. Anche una semplice pasta al pomodoro.

 D: Carne, pesce, verdura quali di questi elementi preferisci?

R: Mi piacciono tutti e 3. Forse il mio preferito è il pesce, ma non è quello che consumo di più. Consumo più verdure.

 D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?

R: Certo.

D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuoco o di chef tu cosa consiglieresti a loro?

R: Non saprei, non so cosa comporti essere uno chef…la passione consiglio di coltivarla a prescindere dal percorso lavorativo.

D: Il piatto che meno riesci a fare?

R: Le torte

D: Quello del cuore?
R: La pizza

 D: Stiamo vivendo tutti questa permanenza forzata a casa quindi che ne pensi di darci una ricetta da fare a casa con i familiari anche per poi non annoiarsi

 D: Andate sul mio profilo e non vi annoierete…troverete 300 ricette alla portata di molti.

 

Grazie Francesco per averci dato e dato la possibilità di conoscerti meglio. Speriamo tanto di continuare questa collaborazione con te per altre nostre belle iniziative  

 

Intervista a Loredana Cefalo @loredana_iocucino

D: Grazie Loredana per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti

D: Parlaci un po’ di te:

R: Sono Loredana, ho ahimé 45 anni, sono mamma di 2 ragazzi e fra poco di una bebè, vivo a Roma da una 15ina di anni circa, ma sono stata in giro per l’Italia per il lavoro di mio marito. In passato ho lavorato in radio, nel marketing, mi occupavo di produzione e redazione televisiva ed eventi.

R:  Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome facile. Io mi chiamo @loredana_iocucino. È semplice, il nome è nato perché alla domanda “che lavoro fai?” una volta ho risposto “io cucino!”

D: Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più.

R: No, nessuna, ma da buona campana cerco sempre intorno a me i prodotti della mia regione. Sono dipendente dalla mozzarella di bufala di Battipaglia e dal pomodoro di Lina Brandt.

D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene? Dai ricordi e dalla gola.

R: Mio padre e mia madre erano un punto di riferimento per il loro gruppo di amici. Non c’era weekend i cui non ricevessero almeno 20 persone per una cena a buffet. Si iniziava a cucinare dal giovedì per il sabato sera.

R: Alla domenica era buona abitudine fare la pasta fatta in casa. Mia madre era la manovalanza e mio padre quello creativo. E poi non so resistere al cibo. Sono golosissima. Posso dire di vivere per mangiare. Per me il cibo non è nutrimento, è pura goduria.

D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web, cosa ne pensi di questa moda? Che passerà.

R: Negli anni 80 facevo la modella e c’era la moda delle Top Model. Sembrava non dovesse mai tramontare e invece… Negli anni 90 i calciatori riempivano i rotocalchi. Oggi ci sono gli chef superstar.
Domani torneranno tutti i cucina e saranno di nuovo semplicemente cuochi.

D: Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo dei vini e del cibo, ma anche molte ricette, come scegli le aziende e le ricette che proponi?

R: Le aziende le scelgo solo per gusto. Le ricette sono varie, spaziano da quelle super veloci e facilissime ai piatti un po’ più gourmet. Dipende da quello che mi viene in mente. Cerco sempre di inserire i prodotti di stagione, ma vado anche molto a ispirazione momentanea.

D:  Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?

R: Mi piacerebbe dargli risalto con una rubrica sui social e chissà anche con la TV. Sarebbe bello girare per campagne e riscoprire le tradizioni, quelle antiche. Intendiamoci, io sono per la modernità, la cucina scientifica aiuta moltissimo anche chi non sa cucinare: basta seguire delle regole semplici e il piatto ti viene, anche se è complesso. Ma sarebbe bello far vedere per una volta una persona che cucina una carbonara senza controllare le temperature, prendendo le uova fresche dal pollaio e mettendole nel piatto.

D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

R: Marito e figli sono contenti (anche perché continuo a cucinare per loro, è un bel vantaggio) e mi sostengono molto.

D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?

R: Si, certo. Ma il cibo è amore e sentimento, oltre che regole, secondo me.

D:  Hai uno chef e o cuoco di riferimento?

R: No, devo ammettere he ognuno ha le sue straordinarie peculiarità. Per curiosità ho seguito molte tecniche di cucina sperimentale, mi piace fare la strega, anche in cucina.

D:  Ci racconti di qualche aneddoto simpatico che ti sia capitato in questi anni di militanza sul web o precisamente su Instagram.

R: Beh, la parte più divertente sta arrivando ora. Tengo delle interviste a persone che cucinano, sul mio profilo, tutti i giorni e sto scoprendo molte persone straordinarie, man anche tanto singolari!

D:  Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

R: No, credo che una donna, semplicemente, debba come al solito faticare il doppio per essere apprezzata. Poi il lavoro del cuoco professionista è molto faticoso, fisicamente e poco compatibile con figli e famiglia. Una donna deve sempre fare doppio lavoro se vuole sentirsi completamente realizzata.

D:  Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Non ne ho ancora tantissimi, ma lavoro per crescere. La responsabilità di creare una comunità vera e onesta è un fondamento di questo lavoro.

D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?

R: Formaggi, formaggi, formaggi e verdura. Sono quasi completamente vegetariana, se non fosse per prosciutto e mortadella.

D:  Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?

R: Certo, sarebbe molto divertente.

D:  Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o chef, tu cosa consiglieresti loro.

Di studiare, di ascoltare, di sperimentare.

D:  Il piatto che di più non riesci a fare?
R: Il panettone e il pandoro. Ci divento matta tutti gli anni.

D: la ricetta quella del cuore?
R: Le melanzane alla parmigiana e il gattò di patate.

D:  Stiamo vivendo un brutto momento che ha un grande impatto su tutta la nostra economia in particolare turismo e gastronomia, tu cosa ne pensi è quale è la tua ricetta per il futuro.

Prendete un cucchiaio di positività.  Mescolate bene con due o tre sospiri, aggiungete un bel sorriso con tanti denti e continuate a mescolare. In una ciotola, a parte, mettete tutti i vostri difetti, molti pensieri e mescolate con molta energia e olio di gomito. Tutto si trasformerà in grandi opportunità. Mescolate insieme il contenuto delle due ciotole: cosa vi è venuto fuori? Opportunità positive, che sempre emergono se col sorriso e energia guardiamo al futuro.

D: avevamo lanciato due progetti: il primo con l’obbiettivo di realizzare degli show cooking per fare conoscere le nostre ricette tipiche Campane, l’altro di proporre visite aziendali di produttori Campani, quali dovrebbero essere le prerogative di questi due progetti?

R: Linguaggio semplice, ritorno alla tradizione e tanta veridicità.

D:  Visto la tua passione oltre per il cibo anche per il turismo, quali sarebbero le regioni Italiane più propense al settore tour enogastronomici ?

R: Direi tutte. È difficile trovarne una che non abbia tradizione e cultura gastronomica straordinaria nel nostro paese.

 

Chiara Cardile @fooding.it

Intervista a Chiara Cardile @foodding.it

Oggi leggeremo l’intervista fatta ad una persona veramente simpatica. Il suo profilo ci ha subito colpito per la sua semplicità, ma anche per la passione per il cibo che lo stesso mette in bella mostra Chiara, simpatica estroversa è con le idee ben chiare …. visto il suo nome non poteva essere diversamente

Grazie Chiara per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti
D: Parlaci un po’ di te:
R: Tutto ha avuto inizio circa 6 anni fa, quando ho deciso di creare un blog dove poter racchiudere e raccontare i consigli che abitualmente gli amici erano soliti chiedermi. Si da piccola ero una buona forchetta e crescendo ho coltivato sempre più l’amore per il cibo fino ad aprire un blog tutto mio.
D: Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome in inglese e non in Italiano visto che parli di cibo Italiano, come mai questa scelta?
R: Ho battezzato il mio blog utilizzando il suffisso -ing in quanto sono solita coniare termini inserendo questo suffisso per rendere la parola più accattivante e divertente. Da qui il nome foodding.
D: L Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più ?
R: Negli anni ho collaborato con diversi imprenditori Campani e con alcuni sono rimasta in ottimi rapporti e la collaborazione prosegue. Penso ad esempio al Pastificio Marulo che ho visto nascere e crescere e che adesso è un brand affermato. Ricordo, anche, con grande affetto e piacere Massimo e Luigi Ruggiero dell’hotel e ristorante Villa Brunella di Capri che mi hanno fatto scoprire una Capri gentile, accogliente e di gran classe. Entrambe le esperienze le ho condivise con i miei lettori su foodding.it
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R: Ho sempre amato mangiare con gusto e i piatti di mamma hanno sempre avuto come risultato la mia piena soddisfazione. Quando un piatto lo adoro mi ci butto a capofitto!! Sono un’amante della pasta o meglio dei carboidrati in generale e non riesco a fare a meno delle melanzane, sia a funghetto che preparate alla parmigiana
D:  Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo dei vini e del cibo, ma anche molte ricette come scegli le aziende e le ricette che proponi?
R: Le ricette dei miei piatti sono un connubio della tradizione napoletana e quel pizzico di fantasia che non guasta. Amo sorprendere i miei follower scegliendo le eccellenze del territorio e seguendo la stagionalità dei prodotti. Spesso escogito ricette “svuota frigo” dando libero sfogo all’originalità.
D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Dalle piccole imprese, dai piccoli produttori ho imparato l’amore che nutrono per la dedizione verso i loro prodotti e il rispetto per la terra. Una proposta per dare maggiore risalto alla loro “arte” è quella di fare network tutti insieme. Con il Pastificio Marulo quest’anno ho conosciuto svariati produttori campani in quanto ero parte della redazione del Marulo Gourmet Club su canale8.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R:  I miei genitori e mia sorella mi hanno sempre sostenuto in questa avventura diventando ora i miei fan più affezionati!
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R: La dieta mediterranea ha un gran valore, basti pensare a quanto un piatto sano dona semplicità e gusto a tavola. Penso che oggi è essenziale diffondere i principi della sana e corretta alimentazione soprattutto perché nasce in Cilento ed è conosciuta in tutto il mondo
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: Penso che gli uomini a differenza delle donne siano più creativi ma che le donne hanno da sempre una marcia in più. “Non c’è spettacolo sulla terra più attraente di quello di una bella donna in atto di cucinare la cena per una persona che ama (Tom Wolfe)”
D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?
R: Sono un’onnivora, amo la carne al sangue come una morbida bistecca alla fiorentina abbinata ad un contorno che sia all’altezza.
D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?
R: Sarebbe un momento idillico per il confronto e la nascita di nuove idee da mettere in cantiere.
D: la ricetta quella del cuore?
R: Amo le melanzane cucinate in tutte le salse, sono il mio ortaggio preferito! Sono molto versatili in cucina, basti pensare alle melanzane a funghetti, barchette ripiene e parmigiana di melanzane ma il mio piatto preferito è la pasta alla siciliana.
D: Visto la tua passione oltre per il cibo anche per il turismo quali sarebbero le regioni Italiane più propense al settore tour enogastronomici ?
R: Tutte le regioni italiane hanno le proprie peculiarità e bellezze quindi credo valga la pena visitare tutta l’Italia e assaggiare i piatti tipici delle nostre regioni.

Si conclude qui la nostra intervista, certo di aver conosciuto meglio Chiara. Certi che i tuoi e i nostri follower ti possano conoscere meglio e che in tanti possano seguirti sul tuo profilo. Grazie …. Chiara

Intervista a Maria Carnovale @atavolaconmaya

Continuiamo a conoscere i nostri beniamini su istagram, oggi conosceremo meglio la nostra food blogger

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, di dove sei di  origine? Appassionata  di cucina  Parlaci un po’ di te
R: Abito a Torino da 40 anni e sono originaria della Calabria. La passione per la cucina ne la trasmessa mio nonno che era un  ottimo cuoco.
D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Istagram
R:
Maya è un nome che mi è sempre piaciuto fino da quando ero bambina
D: hai qualcuno che ti aiuta nel promuovere il tuo profilo ?
R: Voglio essere sincera all’inizio tutto da sola ma adesso ho i mie followers che mi aiutano con il passa parola!!! Che ringrazio
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R: Sono una buongustaia
D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Si se ne parla tanto anche perché il cibo più o meno piace a tutti…
D: Istagram un tripudio  di ricette ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Secondo me si anche perché sono ottimi prodotti. Cosa proporrei: le ditte dovrebbero con foto far vedere la produzione che ce dietro come nasce il prodotto
D:
Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?
R: Dalla mia tradizione culinaria, ricette tradizionali Calabresi, ricette della mamma e qualche altra inventata
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: Sono contenti e orgogliosi
D: della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare ?
R: polpette con le melanzane
D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: la verità no
D: sul tuo profilo diversi piatti cosa ti piace cucinare di più?
R: Chi mi segue sa che adoro i piatti di pasta in tutte le maniere
D: Come scegli le foto da pubblicare su Istagram?
R: Quando preparo un piatto so già come deve essere la foto (il piatto, scenografia ecc)
D: Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Si, e cerco di fare sempre meglio per loro
D: Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ?
R: Mi piacerebbe incontrare qualcuno di loro.
D: Cosa proporresti ?
R: un primo della mia regione e di conseguenza un dolce
D: Un dolce che ti fa impazzire e a cui non rinunci?
R: Pastiera napoletana
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o di chef tu cosa consiglieresti a loro?
R: Di lottare per quello che voglio
D: hai avuto collaborazioni grazie al tuo profilo? se si quale è stata la tua esperienza più bella ?
R: La più bella è stata con una ditta che produce tantissimi prodotti con lo zafferano…mi ha fatto conoscere lo zafferano in altri modi.
D:
Stiamo vivendo un brutto periodo chiusi in casa e con tanto tempo a disposizione dacci un consiglio su qualcosa da fare una ricetta tutta tua
R: Vero, stiamo vivendo un bruttissimo periodo, ma l’Italia è forte supereremo anche questa. Beh in questo momento piatti classici della nostra cucina tradizionale ..spaghetti al pomodoro Aglio-olio e peperoncinoCarbonara ecc

Eccosi alla fine e visto che di tempo ne abbiamo raccogliamo i consigli e tutti in cucina

Annalisa Aurioso

Intervista a Annalisa Aurioso @annalisa_aurioso

Ad onore della verità questo profilo chi ha da subito incuriosito, nella sua bio vi trovate scritto : Le mie più grandi passioni, il cibo e la mise en place; e a pensare che quando progettavamo il nuovo sito avevo già pensati di scrivere di bon ton ma poche erano le nozioni che avevo e quindi ho desistito. Visto il profilo interessante un paio di messaggi e poi giù con qualche telefonata che subito ci ha messo in sintonia, un primo approccio e un primo appuntamento … ma hai mè questo maledetto virus non ci ha permesso di vederci ma telefonarci si. Risultato stima e simpatia reciproca con qualche promessa di qualche futura collaborazione ma ora andiamo a conoscerla meglio …….

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Campana di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te ?
R:
Sono Napoletana, sono determinata, comunicativa, cerco sempre di migliorarmi. Amo gli animali ,ho cani e gatti, e la natura, di tanto in tanto faccio trekking, Ballo salsa, mi fa sentire bene. Mi piace il teatro, ho fatto qualche rappresentazione a livello amatoriale, ed in passato da ragazzina e ho anche lavorato in programmi televisivi regionali, ho partecipato a Miss Puglia Leggo molto e scrivo. Tutto ciò che è decorazione mi piace, dalla lavorazione della ceramica alle composizioni floreali.Ho progettato un prodotto alimentare, che si vende nei Conad del centro e Sud Italia.
D
: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram ?
R: In modo istintivi, rispecchia la mia persona.
D:
Non solo ricette sul tuo profilo ma anche Mise en place questo ci ha colpito molto perché se ne parla poco, da dove questo interesse?
R: Ho una preparazione di studi che riguarda il settore eventi, e sin da piccola mi affascinava tutto ciò che riguardava il galateo, la cucina e naturalmente la mise en place.
D: ti piacerebbe avere una rubrica tutta tua per questo argomento? Se si su che cosa punteresti maggiormente?
R: Si mi piacerebbe, e’ un mondo molto vasto, c’e’tanto di cui parlare Sicuramente le persone sono sempre incuriosite sull’argomento e vogliono sapere della posizione delle posate, dei piatti e come Comportarsi in situazioni formali
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R:
io amo il cibo, non ho trovato ancora qualcosa che non mi piaccia, anzi si il soffritto, quello proprio non lo preferisco.La passione per il cibo me l’ha trasmessa mia madre.E’una grande cuoca, sperimenta di continuo, maggiormente piatti regionali, lei e’ molto appassionata in cucina ,in casa abbiamo circa 500 libri di cucina di ricette di tutta Italia, a volte da piccola prima di dormire mi mettevo a leggere questi libri, mi rilassava.E poi in famiglia nonno materno  e zio materno hanno aperto ristoranti in Florida, Madrid e Roma, insomma non avrei potuto provare poca passione per il cibo
D:
Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Bisogna vedere e capire di che cucina parliamo, fare solo torte o dolcetti, ad esempio non significa saper cucinare.
D:
Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Sicuramente, unica cosa per dare più’ valore ai produttori e i prodotti e’ la pubblicità’
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?
R:
Amo la vita, viaggiare, e sono molto curiosa.Nei posti che ho avuto la fortuna di visitare ,ho cercato sempre di fondermi con la cultura culinaria e culturale del posto .Credo che l’imprinting familiare per una persona sia importante,,e la mia famiglia mi ha sempre indirizzato e motivato alla scoperta del mondo ,ma il resto sicuramente lo fai da solo.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: Sono contenti.
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R:
Non da tutti.
D: della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare ?
R: La pastiera Napoletana
D:
Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: più di uno
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: Non credo ,vedo anche tantissime donne in cucina. Forse il tecnicismo da chef confonde e fa cedere che una donna sia meno capace
D:
Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Si mi sento responsabile
D:
Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ?
R:
si mi farebbe molto piacere poterli incontrare
D: Cosa proporresti ?
R:
Cucina tradizionale
D:
Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?
R: sono gli ingredienti che preferisco
D: Il piatto che più non riesci a fare?
R:
Ci devo ancora provare
D:
Questa intervista cade proprio in un momento non molto bello del nostro paese tu come lo stai vivendo?
R: Un momento delicatissimo per tutti, il coronavirus ha trovato impreparati tutti, dottori compresi. Sono speranzosa
D:
spesso chiudiamo le nostre interviste chiedendo una ricetta, invece vogliamo chiederti alcune pillole di bon ton a tavola
R:
A tavola non si dice Buon Appetito, questo perche’ per gli aristocratici il momento del pranzo era un momento importante, gioioso, da condividere con gli altri commensali, e quindi da iniziare molto spontaneamente.Quando facciamo un brindisi,i l classico con con e’bandito, bisognerebbe accostare i calici e fare un cenno .A tavola il pane va spezzato in piccoli pezzi e poi riposto nel  piattino che abbiamo in alto a sinistra della mise en place.

Grazie della tua disponibilità e simpatia ma sopratutto per averci fatto sfatare qualche piccola usanza non propio consona, ci piacerebbe molto in seguito parlare della buona educazione a tavola come noi affermiamo la differenza porta conoscenza e speriamo che questo brutto periodo che stiamo vivendo passerà. Quindi al prossimo incontro e non virtuale. Segui Annalisa Aurioso suo social https://www.instagram.com/annalisa_aurioso/?hl=en@annalisa_aurioso