intervista a Valeria Capomaccio @acquario_blu

Oggi intervistiamo un altra cara amica conosciuta su istagram e la vogliamo ringraziare per averci concesso un pò del suo tempo prezioso

D: Il tuo account Acquario_blu cosa vorrà dire?
R: Il nome dato al mio account viene principalmente dal mio segno zodiacale: sono dell’ Acquario. Il blu, invece, mi ricorda il mare.
D: Parlaci un po’ di te?
R: Sono nata e cresciuta in un paese di mare: Gaeta. Da bambina dopo la scuola me ne andavo al porticciolo a vedere i pescatori che si imbarcavano per la pesca. Il mare ha rappresentato molto nella mia vita ed ancora è parte integrante della stessa. Sono un avvocato, moglie e madre di due ragazzi, ormai indipendenti. Mi piace leggere romanzi e libri di cucina. Amo, inoltre, passeggiare sulla spiaggia a contatto diretto con il mare.
D: Come ti sei appassionata al cibo?
R: La mia passione per il cibo è nata fin da piccola, a casa di mia nonna materna che era sempre in cucina a preparare le pietanze della tradizione gaetana. Ho cominciato così a cucinare i miei primi piatti, sempre sotto l’ occhio vigile della nonna. Mi ricordo ancora la soddisfazione che ho provato la prima volta che ho cucinato da sola: la soddisfazione di mangiare qualcosa che avevo preparato io è stata immensa.
D:In una ricetta quale è l’ingrediente principale che ti piace inserire?
R: Nelle mie ricette non manca quasi mai il pomodoro. Secondo me, conferisce una nota mediterranea al piatto, addolcisce, ma dà la giusta acidità e, naturalmente, aggiunge un tocco di colore
D: Come nascono le tue ricette?
R: Le mie ricette nascono dalla semplicità e dalla fantasia .Quando si rientra a casa dal lavoro, potersi preparare un pranzo o una cena deve essere piacevole, quindi piatti che con pochi ingredienti possono risultare gustosi. Capita anche che si debba improvvisare con quello che c’è nel frigo: allora qui entra in gioco la fantasia a creare con poco una squisita pietanza.
D: Quale è il rapporto con i tuoi follower?
R: E ’difficile poter seguire quotidianamente tutti i follower, ma io faccio del mio meglio. Dietro ognuno di loro c’è un volto e una storia. Con alcuni si è creata una vera e propria amicizia, tanto da sentirsi spesso, con altri una disponibilità a condividere consigli e piccoli trucchi nella cucina
D: Abbiamo visto che metti molta attenzione alle foto che posti, sei una appassionata di foto o ti aiuta qualcuno ?
R: Mi occupo da sola delle foto. Mi piace che uno scatto possa trasmettere a chi lo guarda, tutta la passione che io metto nel realizzare un piatto attraverso dettagli e luci, visto che è difficile trasmettere la bontà.
D: Cosa ne pensi degli chef che amano sperimentare nuove ricette e stravolgono quelle della tradizione?
R: Penso che i piatti tradizionali dovrebbero rimanere tali ma, vivendo in un epoca in cui sono cambiate le abitudini alimentari, quando si va al ristorante, non ci si accontenta più del solito piatto ma si cerca sempre qualcosa di innovativo. Ecco che gli chef si sono dovuti adeguare ai gusti della maggioranza, modificando, a volte, un piatto della tradizione.
D: Hai uno chef di riferimento ?
R: Tra i tanti chef di oggi, quello a cui faccio riferimento è Cannavacciuolo. Per me rappresenta la sintesi tra la tradizione e l’ innovazione. I suoi piatti nascono dalla tradizione partenopea, ma con un tocco di modernità, che non stravolge del tutto i sapori della sua terra .La semplicità degli ingredienti che usa nella sua cucina,  il modo in cui li trasforma  e li presenta, sono per me un ottimo spunto.  
D: I tuoi familiari cosa ne pensano di questa avventura? Ti sino vicino?
R: Sono tutti molto contenti. E’ stata proprio mia figlia ad aprire la mia pagina Instagram, per fare in modo che nel mio tempo libero potessi condividere i miei piatti con chi come me ama cucinare. Mi ha aperto anche un blog : Cucinavistamare.com, dove scrivo e spiego le mie ricette passo per passo.
D: Il tuo profilo è seguito da molti followers ti senti responsabile bei loro confronti per le ricette che posti ?
R: Certamente! cerco di essere sempre a disposizione, se hanno dubbi o richieste da farmi sulle mie ricette. E poi quando ne realizzano qualcuna e ti ringraziano perché è piaciuta, è una bella soddisfazione.
D: Ti farebbe piacere incontrare tutti loro ad una cena dove sarai la protagonista della cucina?
R: Sarebbe bellissimo conoscere le persone che ti seguono con affetto e ancor di più poter cucinare per loro, magari collaborando tutti insieme. Chissà se un giorno potrà accadere.
D: Dieta mediterranea cosa ne pensi ?
R: Penso che la dieta mediterranea sia la più completa e valida .La frutta, le verdure, l’ olio extravergine di oliva , di cui il nostro Paese è grande produttore, sono gli alimenti di cui non dovremmo mai fare a meno perché ci aiutano a mantenere il nostro corpo in salute e in attività.
D: Quale è il tuo rapporto con il cibo?
R: Mi piace mangiare un po’ di tutto senza eccedere. Se mangio un primo piatto a pranzo ,la sera ceno con verdure, carne o pesce. Ma non rinuncio mai ad una bella pizza, sia fatta in casa, che gustata in pizzeria.
D: Cosa consiglieresti ad una mamma per le merendine dei loro figli?
R: Da mamma so che i bambini adorano le merendine e che si lasciano spesso influenzare dalle pubblicità e dagli amici. Non sono contraria, ma bisognerebbe scegliere quelle più semplici ,ma soprattutto non devono rappresentare la quotidianità. Bisogna cercare di abituarli a fare merenda con un frutto, una fetta di pane e marmellata e, quando si può, cimentarsi a fare un dolce a casa da dargli a colazione o a merenda.
D: Pasta, pesce, carne quale di questo ingrediente preferisci?
R: Preferisco il pesce ,visto che vivendo in un paese di mare, fin da piccola sono stata abituata a mangiarlo. Lo preparo in tutti i modi, specie abbinato alla pasta.
D: Ad ogni piatto spesso si abbina un vino, tu hai qualche preferenza ?
R: Preparando spesso piatti di pesce, preferisco i vini bianchi. Quello che abbino spesso alle mie insalate di mare ,agli antipasti di pesce è il Pinot Grigio.
D: Per finire una ricetta veloce c’è la potresti dare ?

R: La mia ricetta non può essere che di mare :  Spaghetti con le cozze
Ingredienti:

180 gr di spaghetti;

1\2 kg di cozze;

1\2 bicchiere di vino bianco;

5 \6 pomodorini;

olio extravergine di oliva, peperoncino, aglio, prezzemolo q.b.

Procedimento: Pulire le cozze, metterle in un tegame con un filo di olio e con coperchio e farle aprire. Appena pronte, sgusciarle, tenendone qualcuna a parte con il guscio per guarnire i piatti. Filtriamo il fondo di cottura delle cozze e teniamo a parte. In una padella mettiamo olio, aglio, peperoncino. Facciamo soffriggere qualche minuto, poi aggiungiamo le cozze, il vino e facciamo evaporare. Uniamo i pomodori tagliati a spicchi e cuociamo ancora qualche minuto. Portiamo a cottura gli spaghetti, scoliamo e versiamoli nella padella aggiungendo un po’ dell’ acqua di cottura delle cozze. Rigiriamo bene e aggiungiamo il prezzemolo sminuzzato. Serviamo guarnendo con qualche cozza con guscio conservate in precedenza.




𝙎𝙥𝙖𝙜𝙝𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙧𝙞𝙨𝙤𝙩𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙗𝙤𝙩𝙩𝙖𝙧𝙜𝙖 𝙙𝙞 𝙩𝙤𝙣𝙣𝙤 𝙚 𝙪𝙤𝙫𝙖 𝙙𝙞 𝙨𝙖𝙡𝙢𝙤𝙣𝙚

Ecco una nuova ricetta della nostra amica @ilgustodianna, amante della dieta mediterranea e dei suoi profumi, oggi ci presenta una deliziosa ricetta impregnata dei profumi del mare un delizioso spaghetto risottato con uova di salmone, tutto come sempre all’insegna delle cose buone. Quindi mano ai fornelli e per domani avete risolto il vostro pranzo domenicale.

Per preparare un piatto di spaghetti risottati sono necessari pochi ingredienti, purché siano di ottima qualità, come la scelta della bottarga di tonno che verrà semplicemente grattugiata sugli spaghetti, regalando al piatto un sapore di mare, deciso insieme ad un tocco di colore dato dalle delicatissime uova di salmone. Non mi resta altro che augurarvi una buon pranzo

Pronti ad indossare il grembiule e spostiamoci in cucina

Ingredienti per 4 persone:

360 gr di Spaghetti

2 spicchi aglio

40 gr. olio extravergine d’ oliva evo

5 cucchiai di bottarga di tonno grattugiata

50 gr. uova di salmone 

Preparazione

Mettete a bollire l’acqua con poco sale e fate cuocere gli spaghetti fino alla metà del tempo indicato per la cottura. Nel frattempo, in una padella capiente sfumate l’olio con l’aglio e sciogliete al suo interno un cucchiaio di bottarga, scolate gli spaghetti direttamente nel condimento e proseguite la preparazione aggiungendo qualche mestolo di acqua di cottura della pasta. A questo punto, si formerà una cremina data dall’amido che rilascia la pasta, rendendo il condimento avvolgente. Terminate la cottura. Impiattate gli spaghetti e cospargeteli di bottarga grattugiata a maglie larghe e guarnite il piatto con le uova di salmone. Buon appetito

Intervista a orsobalsamico Tiziano Mangiapia

D: Sul tuo profilo si legge: pigro, goloso, papà timido, scarpe comode e valigia ci spieghi a cosa ti riferisci
R: Ho cercato di condensare in “100gr di me” le mie principali caratteristiche. Ho scelto questa particolare unità di misura per descrivermi perché mi piace pensarmi come parte di una ricetta, la vita! Così mi sono descritto ai miei lettori, così mi descrive chi mi conosce bene:“Tiziano, classe 1981. Crema pasticcera, barba e occhi curiosi. Nord e sud, palla al centro. Camicia e tatuaggi. Scarpe comode, valigia e autostrada. Pigro, goloso e vagabondo. Papà. Timido, sognatore e razionale. Tortellino in brodo e Babà. Lampredotto e Lambrusco. Più dolce che salato. Modena, Napoli e un pizzico di Firenze. Nella vita precedente americano. Agitare bene prima dell’uso”. In particolare faccio il riferimento a scarpe comode e valigia perché la vita e il lavoro mi portano a viaggiare quasi quotidianamente e sempre di corsa … per questo indosso scarpe comode ed in auto ho sempre pronta una valigia.
D: Il tuo account su Instagram  @orsobalsamico rispecchia il tuo modo di essere ?
R: Credo proprio di sì, almeno lo spero. Ho cercato di creare una pagina incentrata principalmente sul mio grande amore, la cucina, ma che allo stesso tempo potesse trasmettere a chi mi segue qualcosa anche sulla mia personalità e quello che nel quotidiano faccio. Passione, colore, sorrisi ed ironia (autoironia soprattutto) sono alla base dei contenuti da me postati.
D: Cosa è per te il Food ? cosa è per te il Travel ?
R: Nonostante la parola “Balsamico” nel mio nickname riporti immediatamente in Emilia e a Modena, città dove sono nato e cresciuto, le mie radici affondano all’ombra del Vesuvio. I miei genitori sono entrambi di Napoli. Sono stato svezzato con lasagne e sartù, tortellini e genovese, ragù emiliano e ragù napoletano, zuppa inglese e babà… un mix esplosivo insomma. Fin da piccolo quindi mi è stata tramandata la passione per il cibo e la cucina, quella passione che oggi mi porta a condividere con tutti gli amici i miei esperimenti culinari.Lavoro come impiegato e al momento la cucina e la pasticceria sono solo un hobby, ogni istante libero lo passo a tra i fornelli. Cucinare e soprattutto preparare dolci mi rilassa, fra le mura della cucina posso esprimere la mia creatività ed essere me stesso al 100%. Si dice che siamo quello che mangiamo e io mangio quel che posto. 
D: Una bambina una famiglia cosa ne pensano loro di questa tua passione?
R: l progetto ORSO BALSAMICO vuole testimoniare il mio amore per la cucina e soprattutto per Emma: mia figlia, musa, preziosa aiutante, nonché giudice più severo!
D: Le tue origini quando hanno influenzato le tue scelte ma soprattutto i tuoi piatti
R: Sicuramente ho un forte imprinting campano, nel sud mi ci riconosco, al sud mi sento a casa. Essendo però cresciuto al nord il mio modo di pensare ed agire ha subito sicuramente ed inevitabilmente influenze soprattutto nell’approccio “imprenditoriale” alla vita, al fare e all’organizzare. L’Emilia è territorio di api operaie che hanno saputo creare marchi e prodotti di eccellenza e soprattutto, quello che rimproverò un pochino ai miei compaesani del sud, hanno saputo esaltare e far conoscere i propri prodotti a livello mondiale. In sintesi mi definisco una persona pratica, organizzata ma con la solarità e il calore che Napoli sa offrire. Tornando al cibo, nei miei piatti le mie origini si incontrano spesso. E’ in casa che ho imparato a cucinare e apprezzare i piatti della tradizione
D: Dolce o salato?
R: Goloso per natura quindi dolce senza alcun dubbio! Al ristorante la prima cosa che guardo nel menù sono i dolci ed in base a quello decido cosa ordinare
D: Quale è il tratto che contraddistingue i tuoi piatti?
R: Sento mia la frase “Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare”. L’amore è l’ingrediente base, nei piatti si trasferiscono le proprie emozioni e cucinare non è semplicemente seguire una ricetta. Mi piacciono i sapori forti e decisi, i profumi che mi riportano alle vacanze dai nonni e gli ingredienti del meridione che non mancano mai in casa.
D: Nei tuoi viaggi quali prodotti porti o porteresti con te?
R: L’unica cosa italiana alla quale non posso proprio rinunciare è il caffè ma fortunatamente oggi si riesce a trovare un buon espresso anche all’estero. Solitamente non porto nulla con me, mi piace piuttosto portare a casa me un ricordo culinario del luogo, un ingrediente tipico che poi possa far nascere una nuova ricetta mescolando i sapori scoperti durante il viaggio, con quelli di casa.
D: Hai qualche chef e o cuoco di riferimento?
R: La televisione e gli infiniti programmi di cucina ci hanno avvicinato molto ai grandi nomi della cucina. Seguo molto lo chef Antonino Cannavacciuolo che ammiro soprattutto per la sua infinita gavetta e la determinazione che lo hanno portato ad essere uno dei riferimenti della cucina italiana e non solo. Nei suoi piatti vivono le sue radici e questo è quello che anche io, nel mio piccolo, cerco di fare. Seguo con molta simpatia anche Chef Rubio, mi piace il suo rapporto quasi fisico con il cibo e la ricerca di quei sapori autentici che mi piacciono tanto.
D: Oggi si parla molto di cucina, web, televisione, social tu cosa cambieresti?

R: Oggi grazie a questi mezzi abbiamo accesso ad infinite informazioni e troviamo tutto e il contrario di tutto, quindi bisogna fare molta attenzione a selezionare le fonti. Non mi sento di demonizzare nessuna di queste tecnologie. Credo che la dose faccia il veleno quindi faccio un appello, soprattutto a me stesso, di non abusarne.
Mi piacerebbe che tutto questo non rimanesse solo una vetrina virtuale ma che potesse essere al contrario veicolo di scambio, arricchimento e nuovi incontri reali che possano far nascere amicizie e collaborazioni
D: Carne o Pesce?
R: Carnivoro! La carne mi piace soprattutto alla griglia e non vedo l’ora che arrivi la bella stagione per accendere il barbecue ed iniziare a grigliare. Il pesce lo adoro, mi piace mangiarlo ma non mi cimento spesso in ricette di mare.
D: Si è fatto un gran parlare di merendine in questo ultimo anno tu cosa ne pensi sotto il profilo puramente gastronomico?
R:
Avendo una figlia di 7 anni sono coinvolto da molto vicino. Sono prodotti industriali e con un profilo nutrizionale discutibile ma all’interno di un’alimentazione varia, senza esagerare, possono essere dati ai nostri figli. Il primo passo è una corretta educazione alimentare, con Emma stiamo cercando di non ripetere gli errori che i nostri genitori hanno fatto con noi. Ci sono valide alternative alle merendine come ad esempio un semplice panino al prosciutto, frutta, yogurt o perché no una torta fatta in casa. Credetemi ci sono ricette semplicissime e veloci da poter preparare con i nostri bimbi. La scuola, nel mio caso, sta facendo un ottimo lavoro. In classe è presente un “merendometro” e i bambini con la merenda più sana ottengono punti e alla fine del mese un piccolo premio. Ricordiamoci che sono bambini e che l’aspetto giocoso non deve mai mancare. 
D: In cucina chi comanda Moglie, figlia o mamma e quando ha influito per te l’ambiente familiare?
R
: La cucina è il mio regno, quindi comando io! Scherzi a parte è sempre bello condividere la preparazione con le persone care, il cibo è aggregante.  L’ambiente familiare ha sicuramente inciso tanto e mi ha trasmesso la passione della cucina, è osservando ed aiutando la mamma che ho mosso i primi passi tra i fornelli
D: Che rapporto hai con i tuoi followers?
R: Mi piace interagire molto con i miei followers, cerco di rispondere sempre a partire dal semplice saluto alla richiesta di qualche consiglio culinario. Un rapporto di scambio assolutamente alla pari. Con alcuni di loro sono riuscito ad organizzare un incontro e devo dire che sono nate anche delle belle amicizie, con altri spero di organizzare a breve anche se le distanze spesso rendono tutto più difficile. Anche se sono davvero tanti, mi piacerebbe avere più occasioni di incontro e confronto con loro… magari una bella cena insieme!
D: Ci daresti una ricetta veloce per i nostri lettori?
R: Con molto piacere! Mi sono accorto che pur essendo conosciutissima non in tutte le città si trovano locali dove gustare la PIADINA ROMAGNOLA artigianale. Ecco quindi una ricetta semplice che chiunque può sperimentare a casa:

(dose per 6/8 piadine)

500 gr Farina 00

125 gr Strutto

175 gr Acqua

15 gr   Sale

1 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di lievito istantaneo per salati (in alternativa 1 cucchiaino abbondante di bicarbonato)

Lavorare la farina insieme allo strutto, sale, miele e il lievito. Aggiungere un po’ per volta l’acqua a temperatura ambiente ed impastare per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e far riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti.  Dividere l’impasto in 6 parti e formare delle palline. Stendere con il mattarello fino ad ottenere dei dischi di diametro circa 22/24 cm e spessi 3 millimetri circa. Cuocere in una padella antiaderente ben calda senza aggiungere nulla. Cuocere un paio di minuti per lato (appena si formano le bolle girare la piadina e continuare la cottura del secondo lato cercando di sgonfiare le bolle d’aria). Libero sfogo alla fantasia per la farcitura, solitamente a base di salumi, formaggi, salsiccia etc.  

Grazie della tua disponibilità speriamo di averti ancora con noi con qualche ricetta, è perchè no quella cena di cui tu parli la potremmo organizzare a Napoli …… che ne pensi ?
R: si dai vediamo cosa succede e se mai ne parliamo

𝙎𝙥𝙖𝙜𝙝𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙘𝙤𝙡𝙖𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙞 𝙖𝙡𝙞𝙘𝙞 𝙙𝙞 𝘾𝙚𝙩𝙖𝙧𝙖, 𝙥𝙤𝙢𝙤𝙙𝙤𝙧𝙞 𝙨𝙚𝙘𝙘𝙝𝙞 𝙚 𝙘𝙧𝙪𝙢𝙗𝙡𝙚 𝙙𝙞 𝙩𝙖𝙧𝙖𝙡𝙡𝙤 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙪𝙧𝙘𝙪𝙢𝙖

la ricetta è stata realizzata dalla food blogger @ilgustodianna

Nella sua semplicità, questo piatto può essere realizzato in poco tempo, perché sono necessari pochi ingredienti, garantendo comunque un risultato dal gusto raffinato, impreziosito dal sapore unico e deciso della colatura di alici di Cetara, un piccolo borgo marinaro della  Costiera Amalfitana. Scopriamo insieme il procedimento per realizzare questa ricetta!

𝙄𝙉𝙂𝙍𝙀𝘿𝙄𝙀𝙉𝙏𝙄 𝙥𝙚𝙧 4 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚:

360 gr di Spaghetti

1 spicchio aglio

40 gr. olio extravergine d’ oliva

4 cucchiai di colatura di alici di Cetara

300 gr. di alici fresche sfilettate

60 gr. di pomodori secchi

50 gr. di taralli sbriciolati alla curcuma

𝙋𝙍𝙊𝘾𝙀𝘿𝙄𝙈𝙀𝙉𝙏𝙊:

Per preparare gli spaghetti con la colatura di alici, fate dorare l’aglio nell’olio in una padella capiente. Aggiungete le alici fresche e scottatele velocemente da entrambe le parti e dopo due minuti unite la colatura di alici e i pomodori secchi, spegnete poco dopo. Scolate gli spaghetti al dente e uniteli al condimento, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura che servirà ad idratare la pasta mantenendola umida. Regolate di sale, tenendo conto che il piatto è già di per sé abbastanza sapido. Saltate gli spaghetti qualche istante a fiamma vivace mantecando bene. Servite il piatto cospargendolo con un crumble di tarallo alla curcuma e un filo di olio evo a crudo. Buon appetito!

Ringraziamo la food Blogger @ilgustodianna per averci regalato questa delizia

I coltelli da cucina

Quali sono i coltelli professionali in cucina e come si utilizzano

Scopriamo il loro utilizzo

Essenziali in cucina in un gran numero di operazioni, l’esperto chef o cuoco provetto deve sempre avere a portato di mano un set generico di coltelli e quelli specifici per diverse funzioni. Prerogativa importante dei coltelli da cucina professionali, devono sempre essere ben affilati. Ricordate che il loro uso deve essere sempre e comunque fatto in modo consapevole e con accuratezza, da utilizzare sempre con molta cura e attenzione, per i tagli di ossi da carni si preferisca comprare dei guanti anti taglio . Affiliamo i coltelli è iniziamo

  • Coltello spacca ossa : il peso della lama rettangolare, lunga e piatta, permette di tagliare le ossa e pezzi di carne
  • Coltello dello chef : detto anche coltello dello cuoco, ha una lunga lama rettangolare dai 15 a 30cm. La lama leggermente curva permette di usare il coltello facendolo oscillare per triturare gli alimenti.
  • Coltello da sfiletto : ha una lunga lama flessibile di circa 20cm. Ideale per pesce crudo, frutta e verdura
  • Coltello per disossare : ha una lama lunga e rigida la lunghezza della lama può variare dai 9 – 15 cm, con una punta curva e affilata per permetterci di disossare con facilità sia la carne che il pollame
  • Coltello seghettato : piccolo lungo circa 13 cm per tagliare sia la frutta e verdura. Più lungo è adatto a tagliare pane e torte in modo più lineare
  • Spelucchino : ha la stessa forma del coltello da chef ma è lungo dai 6 – 9 cm, è uno dei coltelli più utili in cucina. Grazie alla sua dimensione , si ha un controllo eccellente del taglio di frutta e verdura, carne e formaggi ecc ecc : Vi sono vari tipi, possono essere di acciaio
  • Mezzaluna : lama curva di acciaio per triturare con un pomello di legna posto in ambo i lati per facilitare l’uso
  • Tranciante : Coltello con una lunga lama stretta adatto per afferrare le carni e calde; quello scalanato con una punta arrotondata serve per affettare le carne fredde
  • Forchettone : Si distingue dalle semplici forchette perché presenta solo duo o tre denti lunghi che servono per tenere abbastanza ferme le carni che si devono tagliare. I migliori sono muniti di protezioni per le mani
  • Acciaio : da forma lunga e a bastoncino di acciaio grezzo. Serve per affilare le lame dei vari coltelli ha una lunghezza pari a 45 cm. Per poter affilare basta strofinare a circa 45° le lame su di esso. Si consiglia di usarlo con debita esperienza

Baccalà alla Luciana

 è una ricetta tipica della città di Salerno. In realtà esistono in Campania antichissime ricette che vedono il baccalà come protagonista, soprattutto in alcune zone del vesuviano in paesi come Somma Vesuviana e Ottaviano. La domanda sorge spontanea : che ci faceva il baccalà sulle tavole dei napoletani del 1500?

Ingredienti
  1. 1,5 kg di baccalà
  2. 600 gr di pomodorini (abbastanza maturi)
  3. 100 gr di olive
  4. 100 gr di farina
  5. 50 gr di capperi
  6. 5 alici salate di Cetara
  7. 2 cipolle ramate
  8. 6 patate
  9. Olio extravergine di oliva
  10. Pepe a grani
  11. Pan grattato
  12. Prezzemolo
  13. Basilico
  14. Sale

    Preparazione

  15. Taglia a pezzi il baccalà , passalo nella farina e friggilo in padella con olio bollente
  16. Taglia finemente la cipolla e taglia a metà i pomodorini ;
  17. Prendi una padella, versa un po’ di olio e fai appassire la cipolla. Poi aggiungi i pomodorini. Fai cuocere a fuoco lento e dopo qualche minuto aggiungi le olive snocciolate, le alici e i capperi.
  18. Prendi le patate, tagliale a fette e friggile in olio bollente;
  19. Disponi il baccalà in una teglia insieme alle patate e il sughetto; aggiungi basilico, prezzemolo tritato, una manciata di pan grattato e un pizzico di pepe.
  20. Accendi il forno e quando raggiunge i 180° inserisci la teglia lasciandola per circa 15 minuti.