Intervista a Tiziana Colombo @nonnapaperina

D: Grazie Tiziana per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti Parlaci un po’ di te: 

Sono mamma di tre splendidi figli, Roberta, Stefano e Paolo, e orgogliosa nonna di tre nipoti, con tre passioni: il mio pc, la cucina e i viaggi. Il mio blog è nato dopo la diagnosi di intolleranza al nichel, al glutine e al lattosio. Chi soffre di intolleranza alimentari lo ha vissuto sulla sua pelle: ti crolla il mondo addosso e all’improvviso gli alimenti generalmente innocui si trasformano in un percorso minato. Questo momento difficile è diventato però un’occasione per mettersi in gioco: ho iniziato a studiare l’argomento, a informarmi e a sperimentare nuove ricette compatibili con le mie intolleranze. Nel 2004 ho deciso di racchiudere tutto quello che avevo imparato e sperimentato in un piccolo blog e sono diventata Nonna Paperina. Dal successo del sito di ricette Nonnapaperina.it e dalla consapevolezza che di questi disturbi e di come conviverci se ne parli ancora troppo poco, nel 2012 è arrivata la decisione di fondare l’associazione Il Mondo delle Intolleranze, di cui sono oggi Presidente: un punto di riferimento per molte persone che soffrono di intolleranze alimentari, con lo scopo di promuovere la cultura alimentare e in particolare le problematiche delle intolleranze alimentari.

D: Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome ? ti senti un po’ la nonna di tutti ? 

Più che altro volevo un nome che fosse simpatico ma che lasciasse trasparire anche affidabilità e affetto. E allora quando ho fondato il blog ho scelto Nonna Paperina: giocoso, perché alle intolleranze alimentari bisogna rispondere con un sorriso, e affidabile e affettuoso proprio come una nonna, perché quello che ho proposto nel blog è il frutto di un lungo percorso e speravo potesse essere d’aiuto a qualcuno.

 

D: Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più, se no quale esperienze hai fatto ?

Con la Campania ho un rapporto speciale, oltre al fatto che la loro cucina è fantastica. Ho collaborato con tanti campani e ogni volta si è creata una sintonia particolare. Ad esempio, con chef Pucci di Napoli ho curato un progetto, con Antonio Esposito ho lavorato al mio secondo libro dedicato al lattosio. O ancora lo chef Antonino Cannavacciuolo, ormai un amico, che supporta tutte le iniziative de Il Mondo delle Intolleranze. Senza dimenticare poi il pasticcere Salvatore Vitale che è docente dell’Accademia dell’associazione e con cui spesso mi diverto a sperimentare nuovi ingredienti per le preparazioni dolci.

D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?

Viene dalla voglia di condividere un piatto con le persone a cui si vuole bene. Ho sempre pensato che cucinare per qualcuno fosse un gesto d’amore e lo riconfermo ogni volta che organizzo una cena a casa con la mia famiglia tutta riunita.

 

D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda? 

Penso che sia una cosa positiva quando se ne parla per promuovere la buona cucina, una dieta sana ed equilibrata e un’alimentazione corretta. Insomma, quando si cerca di promuovere una corretta cultura alimentare che poi è anche lo scopo dell’associazione Il Mondo delle Intolleranze.

 

D: Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo del cibo Free Gluten, da dove viene questo interesse?

Nasce da una necessità personale dato che sono intollerante al glutine, oltre che al nichel e al lattosio. Da questo bisogno però è nato un sincero interesse verso tutto ciò che può essere una valida alternativa al glutine. C’è un mondo di cereali e farine poco conosciuti e alternativi che può veramente rivoluzionare molte preparazioni.

 

D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti? 

Ci sono moltissimi imprenditori o piccoli produttori della filiera alimentare che ancora seguono le antiche tradizioni e penso che debbano essere premiati dai consumatori. La preservazione della tradizione è sempre da elogiare. Penso però anche che un buon modo per mettersi alla prova per questi produttori potrebbe essere confrontarsi con il vasto mondo delle intolleranze alimentari, per unire tradizione e nuovi bisogni dei consumatori.

 

D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano? 

Penso che arrivino dalla mia infanzia e dalla mia città d’origine, Cremona che secondo me unisce un po’ la tradizione lombarda a quella romagnola.

 

D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

Ne sono felici perché mi vedono felice e soddisfatta. Senza il loro supporto e il loro sostegno non sarei riuscita a portare avanti il blog e a creare l’associazione. Nei momenti di dubbio su ciò che stavo facendo, sono stati loro a darmi l’incoraggiamento giusto per continuare.


D:  Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta? 

Se ne parla tantissimo, ma penso che la gente normale ne abbia un’idea piuttosto vaga e invece andrebbe studiata a scuola per quanto è importante e fondamentale per un corretto stile di vita e una buona salute.

 

D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento? 

Troppo difficile sceglierne solo uno. Negli anni ho avuto tantissime collaborazioni con chef di tutta Italia e anche con l’associazione siamo riusciti a creare una rete su tutto il territorio: in ogni regione abbiamo vari chef di riferimento specializzati in intolleranze alimentari con cui ci confrontiamo

 

D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina? 

Da sempre i grandi chef sono uomini e quindi la cosa non mi stupisce. Penso invece che le donne debbano riguadagnare qualche punto: sono troppo pochi i nomi al femminile nel parterre dei grandi cuochi

 

D: Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

Tra Facebook e Instagram ho un seguito di oltre 100mila followers: si è creata anche una community molto partecipativa e unita: io propongo le mie ricette o alcuni spunti di riflessione e spesso si aprono confronti in cui ognuno porta la propria esperienza. ‘E una cosa che mi lascia stupefatta ogni volta che mi fermo a pensarci e ovviamente ne sento la responsabilità. Per questo motivo pubblico solo contenuti che diano informazioni chiare e corrette.


 D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci? 

Dipende dai periodi, d’inverno amo cucinare secondi a base di carne, mentre d’estate prediligo il pesce o i contorni di verdura.

 

D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione? 

Mi è capitato di incontrare alcuni di loro durante alcuni eventi, ma organizzare una serata interamente dedicata a loro sarebbe fantastico. Una bella idea!

 

D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o di che tu cosa consiglieresti a loro

Di scegliere con consapevolezza. La cucina richiede passione e impegno, ci vuole tanta costanza per ottenere buoni risultati. Per questo penso che la scelta non debba essere dettata dalla moda, ma da un interesse genuino. Detto questo, le soddisfazioni in questo campo sono impagabili.

 

D: Il piatto che più non riesci a fare? 

Il ragù classico perché il pomodoro è ricco di nichel. Ma sto sperimentando anche su questa ricetta con i nuovi pomodori “senza nichel” coltivati in idroponica.

 

D: la ricetta quella del cuore?

Sicuramente le lasagne di nonna paperina, dove utilizzo ovviamente ingredienti rigorosamente gluten free con qualche originale variazione.

 

 D: Stiamo vivendo un brutto momento che ha un grande impatto su tutta la nostra economia in particolare turismo e gastronomia, tu cosa ne pensi è quale è la tua ricetta per il futuro. 

Il momento è particolarmente difficile, ma penso che arriverà presto una svolta. Come dico sempre “Don’t worry, be happy”. Preoccuparsi non serve a nulla, dobbiamo essere felici di ciò che abbiamo e che i nostri cari stiano tutti bene. Per il futuro, penso che dovremo cambiare abitudini e dovremo pensare a un nuovo modo di condividere, che si tratti di condividere cibo, un evento o uno spettacolo. Anche qui, dobbiamo sperimentare e trovare la soluzione più adatta a noi.

 

D: avevamo lanciato due progetti il primo con l’obbiettivo di realizzare dei show cooking per fare conoscere le nostre ricette tipiche Campane, l’altro di proporre visite aziendali di produttori Campani, quali dovrebbero essere le prerogative di questi due progetti? 

Secondo me bisognerebbe mettere al centro la vostra tradizione culinaria e sottolineare la genuinità e la qualità dei prodotti.

 

D: Ti piacerebbe realizzare degli show cooking per il gluten free

Ne ho fatti molti anche presso l’Accademia del Mondo delle Intolleranze e mi diverto sempre moltissimo. Quindi, perché no?

D: Ci daresti una ricetta free gluten ?

Certamente! Vi propongo i Paperini al fonio, dei biscottini molto simili alle lingue di gatto ma fatti con il fonio, un cereale ancora poco conosciuto. Sono senza glutine, senza lattosio e a basso contenuto di nichel e in questa stagione sono ottimi al posto dei savoiardi nel tiramisù.

 

Ingredienti per 20 paperini:

  • 60 gr. di uova
  • 30 gr. di tuorli d’uovo
  • 6 gr. di miele d’acacia
  • 80 gr. di zucchero di canna finissimo
  • 120 gr. di farina di fonio Oba Food
  • 1 gr. lievito
  • 1 gr. guar
  • b. di fondo in grani per la copertura

Preparazione:

Pesate con attenzione tutti gli ingredienti nelle dosi indicate. Con l’ausilio di un frullatore elettrico, montale le uova con i tuorli d’uovo, lo zucchero, il guar ed il miele, sbattendo il tutto fino ad ottenere un composto piuttosto spumoso. Setacciate la farina di fonio ed aggiungetela a pioggia all’impasto assieme al lievito.

Prendere dunque la carta forno ed usatela per rivestire una teglia. Inserite il composto in un sac à poche con inserita una punta piuttosto ampia a taglio. Formate dei bastoncini lunghi più o meno 4/5 cm. Spargete sui bastoncini ancora morbidi i grani di fonio ed infornate il tutto a 180° per circa 10/15 minuti.

Grazie Tiziana è stato molto carino conoscerti meglio, questa tua intervista ci ha davvero fatto piacere

Intervista a Francesco @gala_bio

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Piemontese di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te

 R: Mi chiamo Francesco, ho 36 anni, sono un portuale e un foodblogger.

 D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram

R: Non ho scelto il mio profilo su Instagram… è nato spontaneamente…con l interessa sul biologico che mi ha avvicinato qualche anno fa alla cucina, partendo dalle materie prime, scoprendo questa passione.

 D: se hai avuto eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno

R:Attualmente collaboro (e ho collaborato) con più di 90 aziende (collaboro solo con aziende italiane promuovendo solo il made in Italy). Dire che una mi abbia colpito più di altre non sarebbe corretto verso tutte le altre aziende, dato che seleziono le aziende con cura e sono tutte aziende alle quali sono particolarmente affezionato per la passione che mettono nella cura dei loro prodotti.

 D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?

 R:La passione nasce dal mio avvicinamento al mondo del biologico. Ciò ha comportato un utilizzo di materie prime per farmi inizialmente la pasta in casa, poi  lievitati, conserve e molto altro. Questo appunto mi ha fatto appassionare alla cucina e tutto il resto è stata una naturale evoluzione.

 D:Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?

R:Mi fa molto piacere questa cosa perché molti ora sono molto più consapevoli di cosa stanno mangiando. Magari decidono comunque di non consumare prodotti genuini, ma la consapevolezza è importante in ogni caso.

 D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?

 R:Bisognerebbe dare più risalto. Io non ho proposte, faccio già il possibile nel mio piccolo per fare conoscere tutte queste piccole realtà.

 D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

 R:Non lo vedrei come un successo, per me è un hobby che intraprendo con passione. In famiglia sono contenti, soprattutto quando assaggiano.

  D:Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che questa sia veramente conosciuta?

R: Non so quanto sia realmente conosciuta.

 D: Della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare

R:Molto difficile sceglierne uno. Sono più legato ai prodotti tipici che a un singolo piatto tipico…infatti cerco sempre di creare qualcosa di nuovo con i prodotti tipici.

D:Hai uno chef e o cuoco di riferimento?

R:Assolutamente no.

D:Di sicuro con il tuo profilo o blog hai conosciuto tante persone, chi ti ha più colpito

 R:Le persone più comuni, non certo personaggi di spicco, infatti non ne seguo nessuno.

 D:Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

 R:Non vedo un numero maggiore di uomini rispetto alle donne, almeno tra i miei follower.

 D: Hai molti follower che ti seguono, ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Si, molto.

D: Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ? e cosa proporresti?

 R: Certamente, proporrei qualcosa di semplice concentrandomi sulla qualità dei prodotti. Anche una semplice pasta al pomodoro.

 D: Carne, pesce, verdura quali di questi elementi preferisci?

R: Mi piacciono tutti e 3. Forse il mio preferito è il pesce, ma non è quello che consumo di più. Consumo più verdure.

 D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?

R: Certo.

D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuoco o di chef tu cosa consiglieresti a loro?

R: Non saprei, non so cosa comporti essere uno chef…la passione consiglio di coltivarla a prescindere dal percorso lavorativo.

D: Il piatto che meno riesci a fare?

R: Le torte

D: Quello del cuore?
R: La pizza

 D: Stiamo vivendo tutti questa permanenza forzata a casa quindi che ne pensi di darci una ricetta da fare a casa con i familiari anche per poi non annoiarsi

 D: Andate sul mio profilo e non vi annoierete…troverete 300 ricette alla portata di molti.

 

Grazie Francesco per averci dato e dato la possibilità di conoscerti meglio. Speriamo tanto di continuare questa collaborazione con te per altre nostre belle iniziative  

 

Intervista a Loredana Cefalo @loredana_iocucino

D: Grazie Loredana per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti

D: Parlaci un po’ di te:

R: Sono Loredana, ho ahimé 45 anni, sono mamma di 2 ragazzi e fra poco di una bebè, vivo a Roma da una 15ina di anni circa, ma sono stata in giro per l’Italia per il lavoro di mio marito. In passato ho lavorato in radio, nel marketing, mi occupavo di produzione e redazione televisiva ed eventi.

R:  Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome facile. Io mi chiamo @loredana_iocucino. È semplice, il nome è nato perché alla domanda “che lavoro fai?” una volta ho risposto “io cucino!”

D: Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più.

R: No, nessuna, ma da buona campana cerco sempre intorno a me i prodotti della mia regione. Sono dipendente dalla mozzarella di bufala di Battipaglia e dal pomodoro di Lina Brandt.

D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene? Dai ricordi e dalla gola.

R: Mio padre e mia madre erano un punto di riferimento per il loro gruppo di amici. Non c’era weekend i cui non ricevessero almeno 20 persone per una cena a buffet. Si iniziava a cucinare dal giovedì per il sabato sera.

R: Alla domenica era buona abitudine fare la pasta fatta in casa. Mia madre era la manovalanza e mio padre quello creativo. E poi non so resistere al cibo. Sono golosissima. Posso dire di vivere per mangiare. Per me il cibo non è nutrimento, è pura goduria.

D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web, cosa ne pensi di questa moda? Che passerà.

R: Negli anni 80 facevo la modella e c’era la moda delle Top Model. Sembrava non dovesse mai tramontare e invece… Negli anni 90 i calciatori riempivano i rotocalchi. Oggi ci sono gli chef superstar.
Domani torneranno tutti i cucina e saranno di nuovo semplicemente cuochi.

D: Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo dei vini e del cibo, ma anche molte ricette, come scegli le aziende e le ricette che proponi?

R: Le aziende le scelgo solo per gusto. Le ricette sono varie, spaziano da quelle super veloci e facilissime ai piatti un po’ più gourmet. Dipende da quello che mi viene in mente. Cerco sempre di inserire i prodotti di stagione, ma vado anche molto a ispirazione momentanea.

D:  Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?

R: Mi piacerebbe dargli risalto con una rubrica sui social e chissà anche con la TV. Sarebbe bello girare per campagne e riscoprire le tradizioni, quelle antiche. Intendiamoci, io sono per la modernità, la cucina scientifica aiuta moltissimo anche chi non sa cucinare: basta seguire delle regole semplici e il piatto ti viene, anche se è complesso. Ma sarebbe bello far vedere per una volta una persona che cucina una carbonara senza controllare le temperature, prendendo le uova fresche dal pollaio e mettendole nel piatto.

D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

R: Marito e figli sono contenti (anche perché continuo a cucinare per loro, è un bel vantaggio) e mi sostengono molto.

D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?

R: Si, certo. Ma il cibo è amore e sentimento, oltre che regole, secondo me.

D:  Hai uno chef e o cuoco di riferimento?

R: No, devo ammettere he ognuno ha le sue straordinarie peculiarità. Per curiosità ho seguito molte tecniche di cucina sperimentale, mi piace fare la strega, anche in cucina.

D:  Ci racconti di qualche aneddoto simpatico che ti sia capitato in questi anni di militanza sul web o precisamente su Instagram.

R: Beh, la parte più divertente sta arrivando ora. Tengo delle interviste a persone che cucinano, sul mio profilo, tutti i giorni e sto scoprendo molte persone straordinarie, man anche tanto singolari!

D:  Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

R: No, credo che una donna, semplicemente, debba come al solito faticare il doppio per essere apprezzata. Poi il lavoro del cuoco professionista è molto faticoso, fisicamente e poco compatibile con figli e famiglia. Una donna deve sempre fare doppio lavoro se vuole sentirsi completamente realizzata.

D:  Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Non ne ho ancora tantissimi, ma lavoro per crescere. La responsabilità di creare una comunità vera e onesta è un fondamento di questo lavoro.

D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?

R: Formaggi, formaggi, formaggi e verdura. Sono quasi completamente vegetariana, se non fosse per prosciutto e mortadella.

D:  Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?

R: Certo, sarebbe molto divertente.

D:  Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o chef, tu cosa consiglieresti loro.

Di studiare, di ascoltare, di sperimentare.

D:  Il piatto che di più non riesci a fare?
R: Il panettone e il pandoro. Ci divento matta tutti gli anni.

D: la ricetta quella del cuore?
R: Le melanzane alla parmigiana e il gattò di patate.

D:  Stiamo vivendo un brutto momento che ha un grande impatto su tutta la nostra economia in particolare turismo e gastronomia, tu cosa ne pensi è quale è la tua ricetta per il futuro.

Prendete un cucchiaio di positività.  Mescolate bene con due o tre sospiri, aggiungete un bel sorriso con tanti denti e continuate a mescolare. In una ciotola, a parte, mettete tutti i vostri difetti, molti pensieri e mescolate con molta energia e olio di gomito. Tutto si trasformerà in grandi opportunità. Mescolate insieme il contenuto delle due ciotole: cosa vi è venuto fuori? Opportunità positive, che sempre emergono se col sorriso e energia guardiamo al futuro.

D: avevamo lanciato due progetti: il primo con l’obbiettivo di realizzare degli show cooking per fare conoscere le nostre ricette tipiche Campane, l’altro di proporre visite aziendali di produttori Campani, quali dovrebbero essere le prerogative di questi due progetti?

R: Linguaggio semplice, ritorno alla tradizione e tanta veridicità.

D:  Visto la tua passione oltre per il cibo anche per il turismo, quali sarebbero le regioni Italiane più propense al settore tour enogastronomici ?

R: Direi tutte. È difficile trovarne una che non abbia tradizione e cultura gastronomica straordinaria nel nostro paese.

 

Chiara Cardile @fooding.it

Intervista a Chiara Cardile @foodding.it

Oggi leggeremo l’intervista fatta ad una persona veramente simpatica. Il suo profilo ci ha subito colpito per la sua semplicità, ma anche per la passione per il cibo che lo stesso mette in bella mostra Chiara, simpatica estroversa è con le idee ben chiare …. visto il suo nome non poteva essere diversamente

Grazie Chiara per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti
D: Parlaci un po’ di te:
R: Tutto ha avuto inizio circa 6 anni fa, quando ho deciso di creare un blog dove poter racchiudere e raccontare i consigli che abitualmente gli amici erano soliti chiedermi. Si da piccola ero una buona forchetta e crescendo ho coltivato sempre più l’amore per il cibo fino ad aprire un blog tutto mio.
D: Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome in inglese e non in Italiano visto che parli di cibo Italiano, come mai questa scelta?
R: Ho battezzato il mio blog utilizzando il suffisso -ing in quanto sono solita coniare termini inserendo questo suffisso per rendere la parola più accattivante e divertente. Da qui il nome foodding.
D: L Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più ?
R: Negli anni ho collaborato con diversi imprenditori Campani e con alcuni sono rimasta in ottimi rapporti e la collaborazione prosegue. Penso ad esempio al Pastificio Marulo che ho visto nascere e crescere e che adesso è un brand affermato. Ricordo, anche, con grande affetto e piacere Massimo e Luigi Ruggiero dell’hotel e ristorante Villa Brunella di Capri che mi hanno fatto scoprire una Capri gentile, accogliente e di gran classe. Entrambe le esperienze le ho condivise con i miei lettori su foodding.it
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R: Ho sempre amato mangiare con gusto e i piatti di mamma hanno sempre avuto come risultato la mia piena soddisfazione. Quando un piatto lo adoro mi ci butto a capofitto!! Sono un’amante della pasta o meglio dei carboidrati in generale e non riesco a fare a meno delle melanzane, sia a funghetto che preparate alla parmigiana
D:  Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo dei vini e del cibo, ma anche molte ricette come scegli le aziende e le ricette che proponi?
R: Le ricette dei miei piatti sono un connubio della tradizione napoletana e quel pizzico di fantasia che non guasta. Amo sorprendere i miei follower scegliendo le eccellenze del territorio e seguendo la stagionalità dei prodotti. Spesso escogito ricette “svuota frigo” dando libero sfogo all’originalità.
D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Dalle piccole imprese, dai piccoli produttori ho imparato l’amore che nutrono per la dedizione verso i loro prodotti e il rispetto per la terra. Una proposta per dare maggiore risalto alla loro “arte” è quella di fare network tutti insieme. Con il Pastificio Marulo quest’anno ho conosciuto svariati produttori campani in quanto ero parte della redazione del Marulo Gourmet Club su canale8.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R:  I miei genitori e mia sorella mi hanno sempre sostenuto in questa avventura diventando ora i miei fan più affezionati!
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R: La dieta mediterranea ha un gran valore, basti pensare a quanto un piatto sano dona semplicità e gusto a tavola. Penso che oggi è essenziale diffondere i principi della sana e corretta alimentazione soprattutto perché nasce in Cilento ed è conosciuta in tutto il mondo
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: Penso che gli uomini a differenza delle donne siano più creativi ma che le donne hanno da sempre una marcia in più. “Non c’è spettacolo sulla terra più attraente di quello di una bella donna in atto di cucinare la cena per una persona che ama (Tom Wolfe)”
D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?
R: Sono un’onnivora, amo la carne al sangue come una morbida bistecca alla fiorentina abbinata ad un contorno che sia all’altezza.
D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?
R: Sarebbe un momento idillico per il confronto e la nascita di nuove idee da mettere in cantiere.
D: la ricetta quella del cuore?
R: Amo le melanzane cucinate in tutte le salse, sono il mio ortaggio preferito! Sono molto versatili in cucina, basti pensare alle melanzane a funghetti, barchette ripiene e parmigiana di melanzane ma il mio piatto preferito è la pasta alla siciliana.
D: Visto la tua passione oltre per il cibo anche per il turismo quali sarebbero le regioni Italiane più propense al settore tour enogastronomici ?
R: Tutte le regioni italiane hanno le proprie peculiarità e bellezze quindi credo valga la pena visitare tutta l’Italia e assaggiare i piatti tipici delle nostre regioni.

Si conclude qui la nostra intervista, certo di aver conosciuto meglio Chiara. Certi che i tuoi e i nostri follower ti possano conoscere meglio e che in tanti possano seguirti sul tuo profilo. Grazie …. Chiara

Intervista a Maria Carnovale @atavolaconmaya

Continuiamo a conoscere i nostri beniamini su istagram, oggi conosceremo meglio la nostra food blogger

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, di dove sei di  origine? Appassionata  di cucina  Parlaci un po’ di te
R: Abito a Torino da 40 anni e sono originaria della Calabria. La passione per la cucina ne la trasmessa mio nonno che era un  ottimo cuoco.
D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Istagram
R:
Maya è un nome che mi è sempre piaciuto fino da quando ero bambina
D: hai qualcuno che ti aiuta nel promuovere il tuo profilo ?
R: Voglio essere sincera all’inizio tutto da sola ma adesso ho i mie followers che mi aiutano con il passa parola!!! Che ringrazio
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R: Sono una buongustaia
D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Si se ne parla tanto anche perché il cibo più o meno piace a tutti…
D: Istagram un tripudio  di ricette ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Secondo me si anche perché sono ottimi prodotti. Cosa proporrei: le ditte dovrebbero con foto far vedere la produzione che ce dietro come nasce il prodotto
D:
Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?
R: Dalla mia tradizione culinaria, ricette tradizionali Calabresi, ricette della mamma e qualche altra inventata
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: Sono contenti e orgogliosi
D: della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare ?
R: polpette con le melanzane
D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: la verità no
D: sul tuo profilo diversi piatti cosa ti piace cucinare di più?
R: Chi mi segue sa che adoro i piatti di pasta in tutte le maniere
D: Come scegli le foto da pubblicare su Istagram?
R: Quando preparo un piatto so già come deve essere la foto (il piatto, scenografia ecc)
D: Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Si, e cerco di fare sempre meglio per loro
D: Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ?
R: Mi piacerebbe incontrare qualcuno di loro.
D: Cosa proporresti ?
R: un primo della mia regione e di conseguenza un dolce
D: Un dolce che ti fa impazzire e a cui non rinunci?
R: Pastiera napoletana
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o di chef tu cosa consiglieresti a loro?
R: Di lottare per quello che voglio
D: hai avuto collaborazioni grazie al tuo profilo? se si quale è stata la tua esperienza più bella ?
R: La più bella è stata con una ditta che produce tantissimi prodotti con lo zafferano…mi ha fatto conoscere lo zafferano in altri modi.
D:
Stiamo vivendo un brutto periodo chiusi in casa e con tanto tempo a disposizione dacci un consiglio su qualcosa da fare una ricetta tutta tua
R: Vero, stiamo vivendo un bruttissimo periodo, ma l’Italia è forte supereremo anche questa. Beh in questo momento piatti classici della nostra cucina tradizionale ..spaghetti al pomodoro Aglio-olio e peperoncinoCarbonara ecc

Eccosi alla fine e visto che di tempo ne abbiamo raccogliamo i consigli e tutti in cucina

Annalisa Aurioso

Intervista a Annalisa Aurioso @annalisa_aurioso

Ad onore della verità questo profilo chi ha da subito incuriosito, nella sua bio vi trovate scritto : Le mie più grandi passioni, il cibo e la mise en place; e a pensare che quando progettavamo il nuovo sito avevo già pensati di scrivere di bon ton ma poche erano le nozioni che avevo e quindi ho desistito. Visto il profilo interessante un paio di messaggi e poi giù con qualche telefonata che subito ci ha messo in sintonia, un primo approccio e un primo appuntamento … ma hai mè questo maledetto virus non ci ha permesso di vederci ma telefonarci si. Risultato stima e simpatia reciproca con qualche promessa di qualche futura collaborazione ma ora andiamo a conoscerla meglio …….

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Campana di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te ?
R:
Sono Napoletana, sono determinata, comunicativa, cerco sempre di migliorarmi. Amo gli animali ,ho cani e gatti, e la natura, di tanto in tanto faccio trekking, Ballo salsa, mi fa sentire bene. Mi piace il teatro, ho fatto qualche rappresentazione a livello amatoriale, ed in passato da ragazzina e ho anche lavorato in programmi televisivi regionali, ho partecipato a Miss Puglia Leggo molto e scrivo. Tutto ciò che è decorazione mi piace, dalla lavorazione della ceramica alle composizioni floreali.Ho progettato un prodotto alimentare, che si vende nei Conad del centro e Sud Italia.
D
: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram ?
R: In modo istintivi, rispecchia la mia persona.
D:
Non solo ricette sul tuo profilo ma anche Mise en place questo ci ha colpito molto perché se ne parla poco, da dove questo interesse?
R: Ho una preparazione di studi che riguarda il settore eventi, e sin da piccola mi affascinava tutto ciò che riguardava il galateo, la cucina e naturalmente la mise en place.
D: ti piacerebbe avere una rubrica tutta tua per questo argomento? Se si su che cosa punteresti maggiormente?
R: Si mi piacerebbe, e’ un mondo molto vasto, c’e’tanto di cui parlare Sicuramente le persone sono sempre incuriosite sull’argomento e vogliono sapere della posizione delle posate, dei piatti e come Comportarsi in situazioni formali
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R:
io amo il cibo, non ho trovato ancora qualcosa che non mi piaccia, anzi si il soffritto, quello proprio non lo preferisco.La passione per il cibo me l’ha trasmessa mia madre.E’una grande cuoca, sperimenta di continuo, maggiormente piatti regionali, lei e’ molto appassionata in cucina ,in casa abbiamo circa 500 libri di cucina di ricette di tutta Italia, a volte da piccola prima di dormire mi mettevo a leggere questi libri, mi rilassava.E poi in famiglia nonno materno  e zio materno hanno aperto ristoranti in Florida, Madrid e Roma, insomma non avrei potuto provare poca passione per il cibo
D:
Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Bisogna vedere e capire di che cucina parliamo, fare solo torte o dolcetti, ad esempio non significa saper cucinare.
D:
Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Sicuramente, unica cosa per dare più’ valore ai produttori e i prodotti e’ la pubblicità’
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?
R:
Amo la vita, viaggiare, e sono molto curiosa.Nei posti che ho avuto la fortuna di visitare ,ho cercato sempre di fondermi con la cultura culinaria e culturale del posto .Credo che l’imprinting familiare per una persona sia importante,,e la mia famiglia mi ha sempre indirizzato e motivato alla scoperta del mondo ,ma il resto sicuramente lo fai da solo.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: Sono contenti.
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R:
Non da tutti.
D: della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare ?
R: La pastiera Napoletana
D:
Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: più di uno
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: Non credo ,vedo anche tantissime donne in cucina. Forse il tecnicismo da chef confonde e fa cedere che una donna sia meno capace
D:
Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Si mi sento responsabile
D:
Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ?
R:
si mi farebbe molto piacere poterli incontrare
D: Cosa proporresti ?
R:
Cucina tradizionale
D:
Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?
R: sono gli ingredienti che preferisco
D: Il piatto che più non riesci a fare?
R:
Ci devo ancora provare
D:
Questa intervista cade proprio in un momento non molto bello del nostro paese tu come lo stai vivendo?
R: Un momento delicatissimo per tutti, il coronavirus ha trovato impreparati tutti, dottori compresi. Sono speranzosa
D:
spesso chiudiamo le nostre interviste chiedendo una ricetta, invece vogliamo chiederti alcune pillole di bon ton a tavola
R:
A tavola non si dice Buon Appetito, questo perche’ per gli aristocratici il momento del pranzo era un momento importante, gioioso, da condividere con gli altri commensali, e quindi da iniziare molto spontaneamente.Quando facciamo un brindisi,i l classico con con e’bandito, bisognerebbe accostare i calici e fare un cenno .A tavola il pane va spezzato in piccoli pezzi e poi riposto nel  piattino che abbiamo in alto a sinistra della mise en place.

Grazie della tua disponibilità e simpatia ma sopratutto per averci fatto sfatare qualche piccola usanza non propio consona, ci piacerebbe molto in seguito parlare della buona educazione a tavola come noi affermiamo la differenza porta conoscenza e speriamo che questo brutto periodo che stiamo vivendo passerà. Quindi al prossimo incontro e non virtuale. Segui Annalisa Aurioso suo social https://www.instagram.com/annalisa_aurioso/?hl=en@annalisa_aurioso

Intervista a Federico Costa @astoc137

Non smettere di lavorare e di promuovere i nostri beniamini ci fà sentire tutti più utili per noi stessi ma sopratutto per gli altri. Quindi anche in questo momento cosi delicato oggi vi proponiamo l’intervista a Federico Costa, giovane con la passione della cucina, quindi vogliamo ringraziarlo per averci dedicato un pò del suo tempo anche in questo brutto tempo

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Piemontese di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te ?
R: Sono Federico, ho 25 anni e vivo a Castelnuovo Scrivia, un piccolo paesino (6000mila abitanti) in provincia di Alessandria.Faccio il cuoco da quattro anni 
D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram?
R: Non ho mai considerato più di tanto Instagram all’inizio, ma col tempo ho capito le potenzialità e ho iniziato a impostarlo in modo professionale per far conoscere me e il mio lavoro.
D: se hai avuto eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno
R: Se devo essere sincero tutto quello che faccio lascia un segno. Sono uno che ci mette forse troppo cuore nelle cose che fa, ma credo sia un mio tratto distintivo
D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?
R: La passione per la cucina nasce per esigenza. Dopo le scuole medie, ho fatto il liceo scientifico e invece che spostarmi con i mezzi stavo dai miei nonni per pranzo. Purtroppo nel giro di un anno sono mancati entrambi e da lì ho iniziato ad approcciarmi al mondo della cucina. Con il tempo, con le prove e grazie a una forte spinta della mia fidanzata ho capito che era la mia strada.
D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Devo dire che guardo molti programmi televisivi di cucina. Sono un bel mezzo per conoscere sapori, culture e ricette. Ma allo stesso tempo penso che non descrivano a pieno la vita in cucina.Tuttavia li trovo uno strumento molto potente, lo dico anche perché ho partecipato ad alcuni programmi e ne sto vedendo i benefici.
D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Sono un grande estimatore dei prodotti di nicchia e del lavoro degli agricoltori. Da sei mesi sono ambasciatore e collaboro per un ente – Terre Derthona – che si occupa di promuovere tutti i prodotti enogastronomici del mio territorio. Quello che faccio io per promuovere tutte queste belle realtà è andare a conoscerli e dargli visibilità con foto, video e ricette; inoltre utilizzo i prodotti regolarmente nella mia cucina
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?

R: La passione per la cucina e per le cose buone è una cosa con cui convivo da sempre. Ho una nonna veneta, una piemontese e un nonno lombardo e uno piemontese quindi le tradizioni sono diverse; inoltre i miei genitori hanno sempre organizzato cene in casa con amici e parenti. Devo dire che sono molto fortunato e che ho molte fonti di ispirazione.
D:
In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R:
All’inizio non avevo molto supporto in famiglia, perché quando ho iniziato a fare il lavapiatti ho deciso di mollare l’università.Col passare del tempo, con ostinazione e voglia di imparare e crescere questa mia passione è stata supportata sempre di più.È stata dura ma i risultati ottenuti hanno dato una mano.
D:
Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che questa sia veramente conosciuta?
R:
Il termine dieta mediterranea è ormai diffusissimo, tuttavia non credo che tutti conoscano e seguano fedelmente i principi di questa. Abbiamo tante culture e tanti prodotti, i gusti e gli eccessi sono tanti, quindi non è così facile conoscere e apprezzare questo tipo di piano alimentare
D: Della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare ?
R:
Sono un amante delle tradizioni e dei sapori della nonna. Amo sporcarmi le mani di farina e realizzare la pasta fresca; in particolare amo follemente gli gnocchi.
D:
Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R:
Ci sono tanti chef e cuochi a cui far riferimento. Amo follemente la cuoca di uno dei primi ristoranti in cui ho lavorato,Fernanda, che ancora oggi a 80 anni, lavora e porta avanti la sua storia e le sue ricette. Ho molti libri di Carlo Cracco e Massimo Bottura perché sono una fonte di ispirazione; tuttavia ho conosciuto da poco Eugenio Boer, ho cenato due volte in un mese nel suo ristorante, ho potuto parlarci e conoscere la sua storia e ne sono rimasto molto colpito e tutt’ora seguo tutto quello che fa.
D:
Di sicuro con il tuo profilo o blog hai conosciuto tante persone, chi ti ha più colpito ?
R:
Tramite Instagram ho conosciuta Agricola Stella, una piccola azienda agricola del mio paese. Ho stretto un bel rapporto con la proprietaria, Claudia Bandiani, che come me condivide la passione per le ricette della nonna. Infatti tutte le conserve e i sott’aceti che produce sono vecchie ricette della sua famiglia.Sono molto fortunato e contento di conoscere questa ragazza perché abbiamo veramente un bel rapporto, ci confrontiamo e collaboriamo tanto, con reciproca stima e affetto.
D: Ci racconti di qualche aneddoto simpatico che ti sia capitato in questi anni di militanza sul web ?
R:
Proprio ieri ho fatto la mia prima diretta instagram dove ho cucinato a distanza con Ilenia Bazzacco – Timo & Vaniglia, e insieme abbiamo realizzato una vellutata a modo nostro.
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

R: Credo che la cucina sia tramanda di generazione in generazione grazie al sapere delle nonne e ogni cuoco fa riferimento alla propria. Non credo si possa parlare di rivincita perché ci sono molte donne in cucina che hanno tutt’ora un’enorme successo, mi vengono in mente Cristina Bowerman, Anne Sophie Pic e Annie Fèolde.
D: Hai molti follower che ti seguono, ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Non sento la responsabilità perché ho ancora tanta strada da fare e il mio profilo può solo che crescere
D:
Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ? e cosa proporresti?
R: Incontrerei sicuramente i miei follower per una serata di cucina, Proporrei tutto quello che faccio, tutti i produttori e i prodotti che ho conosciuto e con cui collaboro e farei conoscere la mia cucina, quello che so fare e quello che vorrei imparare e realizzare
D: Carne, pesce, verdura quali di questi elementi preferisci?
R:
Sono uno molto goloso e adoro veramente tanto mangiare e uscire a cena. Devo dire che pur essendo meno amante delle verdure, rispetto alla carne e al pesce, amo molto fare preparazioni con i vegetali
D:
Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?
R:
Assolutamente si. La condivisione e lo scambio di idee e informazioni è importante per la crescita sia personale che professionale, in cucina soprattutto. Un incontro con i follower sarebbe sicuramente una bella opportunità di crescita e uno stimolo in più.
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuoco o di chef tu cosa consiglieresti a loro?
R:
Ho un fratello di dieci anni in meno che quest’anno ha iniziato l’alberghiero. Non ho influito sulla sua scelta perché era una cosa che spettava a lui, ma continuo a sostenerlo e aiutarlo e imparare insieme a lui. La cucina è un mondo meraviglioso e chiunque sente il desiderio di fare questo mestiere è giusto che lo faccia al massimo
D: Il piatto che meno riesci a fare?
R:
Amo molto i dolci, quando li mangio…  Non sono molto bravo nei dessert ma credo che le basi della pasticceria sia fondamentali per un cuoco.
D:
Quello del cuore?
R:
Il piatto che più mi rappresenta e che amo sono gli gnocchi, perché sono un ricordo d’infanzia, ma adoro anche fare i risotti.
D:
Stiamo vivendo tutti questa permanenza forzata a casa quindi che ne pensi di darci una ricetta da fare a casa con i familiari anche per poi non annoiarsi ?
R: Non saprei sinceramente che ricetta darvi. Quello che sto facendo in questo periodo a casa è studiare e cucinare. Quindi vi consiglio di cucinare e sperimentare tutto quello che avete sempre voluto fare. Una ricetta che mi sento di proporvi è quella del flan di verdura in abbinamento a una fonduta.

200 g di carciofi puliti

2 uova

200 g di panna liquida

1 Porro

50 g di parmigiano

Sale, pepe, burro q.b

Procedimento
Tritare i carciofi e cuocerli in una padella con olio, sale, pepe e mezza cipolla. Nel mentre cuocere la robiola con 100 g di panna a fuoco basso fino a ottenere una fonduta. Prendere il frullatore e frullare i carciofi cotti, le uova, il parmigiano e la restante panna fino a ottenere un composto omogeneo e regolare di sale e olio. Accendere il forno a 180 gradi, imburrare degli stampini e riempirli con carciofi frullati e far cuocere in una teglia alta da forno con dell’acqua così da tenerli morbidi. Cuocere i flan circa 30 minuti in una teglia alta con acqua fino a meta altezza della teglia e verificare la cottura con uno stuzzicadente. Nel mentre prendere una foglia di porro, tagliarla a julienne e farla cuocere a fuoco basso con olio e sale. Una volta cotto il tutto impiattare il flan, versateci sopra la fonduta e decorare con il porro.

Grazie a Federico ci ha fatto molto piacere conoscerti, speriamo di risentirci presto e un saluto a tutti i tuoi concittadini affinché tutto passi presto

Intervista a Crescenzo Morlando

Giovanissimo con radici del sud trasferitosi a Milano e porta con se tutta la sua passione di crescere nel mondo del food, la sua passione i dolci. Quindi con questa intervista si concede ai suoi follower per farsi conoscere un pò di più e non attraverso le sue foto e ricette

D: Cosa è per te il Food ? cosa è per te il Travel ?
R: il food per me è il mezzo grazie al quale mi estendo verso gli altri esprimendo me stesso e cercando di trasmettere le mie emozioni attraverso un piatto, e grazie al viaggiare conoscere nuove cucine e farle mie.
D: Raccontaci un po’ la tua storia
R: Sono nato in un piccolo paese campano S.Antimo  provincia di Napoli ed è  proprio li ho iniziato ad avvicinarmi  al mondo della cucina avevo circa 8 anni quando già immaginavo cosa volessi fare da grande mentre bazzicavo nel laboratorio di pasticceria dei cugini di mio padre. I ricordi più intensi sono legati alle feste comandate in particolare a quelle dedicate ai santi e a quelle di paese, giorni di formule magiche applicate alla vita, dove la pasticceria scandiva le stagioni. Crebbi e in me cresceva una grande voglia di sapere che mi porto ad esplorare città e posti nuovo Messico, Francia, Spagna dove ci sono restato per ben tre anni e dove ho potuto lavorare in ristoranti della guida Michelin. Tornato da quasi un anno e mezzo in Italia dove Milano mi ha accolto a braccai aperte, non solo Milano ma anche il ristorante di Aimo e Nadia dove sotto gli occhi e mani sapienti di chi ha fatto la storia ho appreso il cibo povero. Solo da pochi mesi mi propongo al pubblico milanese e non come chef a domicilio.
D: Le tue origini quando hanno influenzato le tue scelte ma soprattutto i tuoi piatti
R: tanto credo in ogni mio piatto io metta un pezzo della mia terra
D: Dolce o salato?
R: La mia passione e la mia tradizione …. il dolce !!!
D: Quale è il tratto che contraddistingue i tuoi piatti?
R: La mia cucina è basata sulla tradizione, caratterizzata da sapori intensi e da gusti antichi frutto dei miei viaggi.
D: Nei tuoi viaggi quali prodotti porti o porteresti con te?
R: Un pacco di farina: la farina è vita.
D: Hai qualche chef e o cuoco di riferimento?
R: No nessuno cerco di migliorare da solo sperimentando
D: Oggi si parla molto di cucina, web, televisione, social tu cosa cambieresti?
R: oggi si in effetti si parla molto di cucina sul web , in tv, social  che fanno apparire più di quanto sia reale un vero piatto. I veri cuochi fanno sognare mangiando un piatto preparato da loro e non postando.
D: Carne o Pesce?
R: sicuramente pesce
D:  Si è fatto un gran parlare di merendine in questo ultimo anno tu cosa ne pensi sotto il profilo puramente gastronomico
R: io preferisco una torta fatta in casa, sono abituato a mangiare fin da piccolo dolci veri e non merendine. 
D: In cucina chi comanda Moglie, figlia o mamma e quando ha influito per te l’ambiente familiare?
R: L’ambiente familiare ha influito molto, ho ricordi di quando mia mamma preparava gli gnocchi e li stendeva su di un lenzuolo bianco la domenica  mattina , ricordo ancora l’odore che aveva quella farina. Momenti magici
D: Che rapporto hai con i tuoi followers?
R: Cerco di creare un rapporto con tutte le persone che mi seguono, spesso non rispondo a dei messaggi ma certo non perché non voglia ma perché i cuochi sono chiusi in cucina per un periodo di 12 ore al giorno
D: Ci daresti una ricetta veloce per i nostri lettori?
R: Certo che si : Caprese Cenzomando

ingredienti

125 g di burro a temperatura ambiente

140 gr di zucchero semolato

3 uova

140 gr di cioccolato fondente

175 di mandorle (tritate finemente)

Pizzico di sale

Un goccio di rum

Procedimento

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato insieme al burro.Ponete su fuoco lento e girate costantemente fino ad ottenere un composto liscio e privo di pezzettini.Ponete da parte il composto di cioccolato.Separate i tuorli dagli albumi.Montate per qualche minuto i tuorli con 80 gr di zucchero e la buccia d’arancia, fino ad ottenere un composto spumoso e liscio.Aggiungete il liquore.Aggiungete al composto di tuorli montati il cioccolato fuso. Aiutatevi con le fruste elettriche per montare il composto e renderlo liscio e vellutato.Aggiungete la farina di mandorle o le mandorle pelate ridotte in polvere. Questa volta almagamate il composto con una spatola.Come vedrete, il composto si presenta piuttosto compatto e denso.Montate gli albumi a neve con il resto dello zucchero.
Amalgamate gli albumi con la spatola dal basso verso l’alto, cercando di non smontare il composto.Vedrete che l’impasto finale assumerà un aspetto vellutato e gonfio.Imburrate e infarinate perfettamente la teglia. Versate il composto della Torta Caprese e livellate il più possibile la superficie.La Cottura della Torta Caprese contribuisce a rendere il dolce umido dentro e croccante fuori. Dunque seguite questi trucchi per non sbagliare:1. utilizzate forno statico (il forno ventilato secca e asciuga particolarmente il cuore delle torte!)2. preriscaldate il forno a 180° prima di inserire la torta! che risulti quindi ben caldo!3. Cuocere nella parte media del forno per circa 30 – 35 minuti .
I tempi di cottura possono variare da forno a forno, ma ricordatevi che la Caprese al cioccolato dev’essere umida dentro! quindi di norma per uno stampo da 18 cm il tempo non supera mai i 35 – 38 minuti! pena, una caprese morbida ma non tartufata come deve essere! Quindi dopo 30 minuti, fate la prova stecchino: si sarà già formata la crosticina e il cuore deve risultare umido. Non eccessivamente bagnato ma umido!!


Grazie per averci concesso un pò del tuo tempo

Intervista a Maria Grazia Cericola @mariagraziacericola

Mamma ai fornelli rapita da un principe azzurro …. ma sarà mai vero che l’amore è scoppiato in cucina ? curiosi vero ? allora andiamo a scoprirlo con questa bella intervista concessaci da Maria Grazia cosi la conosceremo un pò meglio

D: Grazie Maria Grazia per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Pugliese di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te
R: Sono Maria Grazia, ho quattro figlie che sono le mie fan più accanite e nel tempo libero mi diverto ai fornelli. In poche parole, sono “una mamma ai fornelli’
D: Sul tuo sito si legge che hai scoperto la cucina tramite un fantomatico principe azzurro ma chi è ?
R: Sì, è vero! È proprio grazie a mio marito, che mi supporta e mi sopporta da più di trent’anni, che ho scoperto la mia passione per la cucina.
D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram
R: Se devo essere sincera, hanno fatto tutto le mie figlie, che oramai tutti conoscono come ‘le mie paperine’. Qualche anno fa hanno preso il mio cellulare e mi hanno creato un profilo su Instagram. Sai cosa mi hanno detto? “Ecco mamma, da oggi puoi fotografare tutte le delizie che ci prepari ogni giorno e puoi condividerle su questo social!” All’inizio ero spaventata, lo confesso, ma nel giro di pochissimo tempo mi sono resa conto che mi piaceva, e mi piace ancora tantissimo
D: Se hai avuto eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore, quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno.
R: Nel mio percorso su Instagram ho avuto tantissime collaborazioni, tutte molto interessanti, e ognuna di esse mi ha lasciato un ottimo ricordo. Sono stata invitata a colazioni social, a blog tour, a social dinner e a tutti i brunch organizzati da Sonia Peronaci nella sua factory. Proprio in queste occasioni ho potuto conoscere persone che sono diventate amiche non solo virtuali, ma anche nella vita reale. Da qualche mese preparo le mie ricette anche a Telenorba e confesso che cucinare davanti alle telecamere, in diretta, è una sensazione davvero stupenda
D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?
R: Appena sposata, ho iniziato a cucinare per necessità, ma con il tempo è diventata una vera passione.
D: Quindi l’amore è stato galeotto
R: si molto
D: Oggi si parla molto di ricette di cucina, ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni. Pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Penso che si dovrebbe dedicare una maggiore attenzione ai prodotti genuini e tradizionali, e soprattutto ai piccoli produttori. Proporrei una valorizzazione dei prodotti, degli incentivi per le coltivazioni e degli eventi per promuovere i prodotti della tradizione
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?
R: Da sempre attenta alla stagionalità dei prodotti e alla genuinità dei piatti preparati, ho sviluppato una vera e propria passione per le ricette semplici e veloci, facili da preparare e buone da gustare.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: In famiglia sono molto entusiasti di questa mia passione, soprattutto perché, poi, possono assaggiare tutto. Sia mio marito che le mie figlie mi supportano e mi spronano a mettermi sempre in gioco.
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R: Forse si generalizza un po’, ma credo che sia abbastanza conosciuta, anche se forse non sempre seguita correttamente
D: Della tua terra qual è il piatto che più preferisci realizzare?
R: Delle mia terra adoro le orecchiette, un delizioso formato di pasta fresca che si presta ad ogni tipo di condimento e che mangerei tutti i giorni. Come resistere ad un piatto di orecchiette con le cime di rapa con aglio, olio, peperoncino e acciughine? Impossibile!
D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: Da sempre mi sono ispirata a Sonia Peronaci, una grande cuoca e soprattutto una grande donna. La stima è aumentata maggiormente dopo averla conosciuta di persona e averla frequentate. La gioia più grande? Cucinare con lei.
D: Mamma ai fornelli per le tue figlie quali sono i piatti che preferisci preparare ?
R: Piatti semplici, ma belli da portare in tavola, perché penso che, soprattutto in cucina, anche l’occhio vuole la sua parte. Nella mia cucina non mancano mai ciambelle e muffin, o comunque dolci per la colazione. Da un po’ mi diletto anche a preparare pizze e pane con il mio lievito madre.
D: Ma le tue figlie ti seguono su Instagram?
R: Sì, le mie figlie mi seguono su Instagram, così come i loro amici. E questo mi riempie di gioia!
D:
di sicuro grazie al tuo profilo hai conosciuto tante persone
R: Da quando sono su Instagram ho avuto la fortuna di conoscere tantissime persone, sia virtualmente che fisicamente, e sono nati dei consolidati rapporti di amicizia.
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: È vero, ultimamente i maschi spopolano sul web e ne ho conosciuti tanti davvero bravissimi. Credo che ormai uomini e donne in cucina vadano di pari passo.
D: Hai molti follower che ti seguono. Ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Premesso che seguo sempre il mio istinto per le mie ricette e per i contenuti che pubblico sui miei social, è ovvio che mi senta responsabile.
D: Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ?
R: Magari! Mi piacerebbe tantissimo!
D: Cosa proporresti ?
R: Proporrei uno showcooking interattivo con la partecipazione in prima persona di tutti e con degustazione finale, sarebbe un sogno che si realizza
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuoco o di chef, tu cosa consiglieresti a loro?
R: Di studiare e di inseguire le loro ambizioni. Nessun sogno è destinato a rimanere sul fondo di un cassetto.
D: Il piatto che proprio non riesci a fare?
R: Se posso evito di cucinare piatti con i salumi
D: Quello del cuore?
R: Sbriciolata alla nutella, senza alcun dubbio.
D: Della tua Puglia cosa porti nei piatti che proponi?
R: Tutto ciò che riesco! Profumi, colori, sapori.

Grazie Maria Grazia sicuramente questa intervista ci ha permesso di conoscerti un pò meglio è chissà se insieme a noi non riuscirai a realizzare il tuo sogno quello d’incontrare i tuoi follower. Di sicuro ora chi leggera questa intervista avrà avuto modo di avvicinarsi a te oltre che come food blogger anche come mamma ai fornelli. Ha proposito un saluto alle tue figlie ed anche uno al principe azzurro





Lucia Barnaba

Intervista alla food blogger Lucia Barnaba @keepqueenbeealve

Si sà sui social in particolare su Istagram spesso è volentieri non sempre si riesce a comprendere le persone, tutto gira velocemente. foto, dettagli, ricette un vortice che sicuramente a volte mette ansia, ma con la nostra amica abbiamo avuto non dico subito ma dopo brevi messaggi e aver letto i suoi post subito ci siamo detti: ” dai intervistiamola ” pochi messaggi in direct è cosi che abbiamo subito legati. Non vi nascondo che ho letto come sempre con molta attenzione la sua intervista, che ho trovato interessante e curiosa. quindi la lascio a voi per sapere cosa ne pensate

D: Una prima curiosità ma il tuo nome profilo non ti sembra un po’ difficile sia da ricordare che da scrivere ?
R: Si avete ragione è un po’ difficile, ma ho aperto questo blog con una missione in testa, fare capire alla gente quanto sono importanti le api per la nostra vita e per la biodiversità.
D: Come mai lo hai scelto e spiegaci cosa significa?
R: Come detto alla domanda precedente questo blog di cucina nasce con lo scopo di sensibilizzare le persona a fare più attenzione! Dobbiamo salvare le api. Sono fondamentali per la nostra vita, senza di loro scomparirebbero moltissime specie di frutta e verdure, scomparirebbe la biodiversità. Per questo in ogni mia foto trovate la mia piccola aspetta, proprio per ricordare che senza di loro quel prodotto e quel piatto non potrebbe esistere. “Keep Queen Bee Alive” significa “Teniamo viva l’Ape Regina”! Chi di voi conosce un po’ il mondo delle api sa bene che la vita di una famiglio dipende dalla vita e dalla salute della Regina. Più la Regina è “forte” più la famiglia riuscirà a combattere le difficoltà con la quale l’ambiente durante l’anno le mette alla prova.
D: Parlaci un po’ di te presentati
R: Sono Lucia, ho 35 anni, pugliese e sono sposata da 4 anni. Sono laureata in Marketing Management alla Luiss di Roma. Ho lavorato nel turismo. Dopo 15 anni di vita romana e dopo aver perso il lavoro (l’azienda ha completamente chiuso), io e mio marito abbiamo deciso di cambiare vita di trasferirci nella mia amata Puglia. Qui abbiamo avviato una piccola azienda agricola nel quale produciamo prodotti a km0 (tutti quelli che trovate nel mio blog) e miele. Infatti “l’orto è il mio supermercato e le api sono le mie aiutanti!”. Amo la natura (se non fosse ancora chiaro :D), gli animali e il mio nuovo “ufficio” in mezzo ai miei ulivi secolari, le api che volano leggere, le gallinelle che cantano ogni volta che mi regalano un nuovo ometto e il mio piccolo orto che mi regala sempre grandi soddisfazioni. Riempio il mio cestino di cose buone e sane e a casa preparo pranzi e cenette che rendono felice le persone che amo. Inoltre, amo l’arte e il disegno. All’interno delle mie pagine social è possibile trovare delle rubriche che parlano di nutrizione, travel e green.Il mio blog è lo specchio di quello che sono, rappresenta me, la mia vita e le mie passioni.
D: Oggi più che mai nuove filosofie di cucina si stanno tagliando un loro mercato, Fruttiani, crudisti, vegetariani, vegani tu cosa ne pensi? è quale di queste prendi in seria considerazione
R: Sicuramente i vegetariani sono quelli che attirano la mia attenzione e nutrono la mia stima. Ammiro la loro dedizione e costanza. I maltrattamenti che vengono effettuati sugli animali da allevamento sono terribili. I mangio pochissima carne, ma non riesco ad eliminarla del tutto
D: Ti capita di fare spese al supermercato? e quali sono gli ingredienti e prodotti che più cerchi
R: Non spesso, molte cose arrivano direttamente dalla nostra azienda. Compro latticini, latte, pane, pasta e biscotti (quando non riesco a farli homemade per mancanza di tempo), cioccolata, insomma cose semplici che mi permettono di cucinare piatti sani e nutrenti. Evitiamo i cibi spazzatura.
D: Al supermercato guardi gli altri carrelli spesso pieni di prodotti che non sempre si avvicinano alla filosofia di una dieta mediterranea, tu cosa ne pensi in merito
R: Penso che bisognerebbe fare attenzione a quello che si mangia, da dove viene e come viene prodotto. Da quando abbiamo aperto la nostra azienda che segue un regime biologico, mi sono resa conto che la frutta e verdura che compravo al supermercato erano privi di sapore e gonfiati con concimi chimici. Io credo che siamo meglio comprare poca quantità ma di ottima qualità. La qualità del cibo incide notevolmente sulla nostra salute. Mangiare sano non vuol dire essere più belle e più magre, ma per me la cosa più importante del “mangiare sano” è stare bene con se stessi e in salute.
D: Sei curiosa in cucina?
R: Tantissimo! Mi piace provare e sperimentare sempre piatti nuovi con nuovi accostamenti. Tutte le ricette che vedete sul mio blog sono quasi tutte frutto della mia immaginazione. Spesso parto da un ingrediente e penso: “Cosa posso preparare con questo ingrediente?” e così la mia creatività si mette a lavoro.
D: Quali sono gli chef e o food blogger a cui ti ispiri ? e perché ?
R: La food blogger che amo più di tutte è Sonia Peronaci, che ho avuto l’onore di conoscere partecipando ad uno dei suoi social brunch, perché oltre ad essere stata la prima in assoluto in Italia, una ottima cuoca e una bravissima comunicatrice, è una persona eccezionale, molto umile e disponibile!
D: Cosa è per te la cucina e quali caratteristiche dovrebbe avere un piatto
R: Per me la cucina è impegno, dedizione, creatività, studio, costanza e tanta passione.Un piatto è eccezionale quando il suo sapore provoca un’emozione. Per provocare un’emozione deve partire da: un’idea ben precisa e prodotti base di qualità. Inoltre si deve creare un equilibrio tra i sapori.
D: Nelle tue ricette come scegli gli ingredienti e come li relazioni con il territorio
R: Parto sempre dal raccolto dell’orto e poi da li penso alle ricette tradizionali, le rivisito, le trasformo e creo i miei piatti, trattando con il massimo rispetto le tradizioni e i prodotti. Il territorio è importante, anzi fondamentale, utilizzo sempre i prodotti locali.
D: Profilo instagram con un bel seguito quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato per farti conoscere.
R: Instagram non è facile, richiede tanto impegno. La concorrenza (se cosi possiamo definirla) è altissima. Di food blogger ce ne sono tantissime in Italia, ed emergere non è facile. Oggi tutti vogliono essere influencer. Io sono partita con un’idea precisa: “voglio farlo per me stessa, voglio farlo perché mi piace.” Così mostrando me stessa come sono con semplicità sono cresciuta un po’ alla volta e inaspettatamente. Mi diverto e lo faccio con impegno e tanta costanza solo perché mi piace. Tutto quello che è venuto dopo non me lo aspettavo e non l’ho cercato, mi ha solo portanto tanta gratificazione.
D: Se ti si offrirebbe la possibilità di incontrare i tuoi follower in una serata di show cooking  cosa prepareresti per loro
R: Mi è già successo ed è stato bellissimo. Ho portato piatti semplici della tradizione rivisitati dalla mia fantasia, per esempio ho preparato “Orecchiette al Primitivo con crema di cime di rapa, stracciatella e mollica di pane!”
D: Per te oggigiorno una ricetta è più un piatto da presentare o una emozione
R: È un’emozione. Infatti ogni piatto ha una storia da raccontare che provoca un’emozione. Si parla sempre di Storytelling, ogni volta che preparo un piatto e lo presento racconto la storia che mi ha portato a realizzarlo. Da dove è nata l’idea e perché ho realizzato del piatto. Le persone prima di assaggiare un piatto di innamorano della sua presentazione sia visiva che quella raccontata.
D: Quali sono i piatti della tua tradizione che spesso più ti piace realizzare
R: Orecchiette in tutti i modi possibili e immaginabili. Amo le orecchiette, perché sono versatili, si adattano facilmente a mille piatti diversi, sono belle, ma soprattutto sono buonissime!
D: Su Istagram abbiamo visto alcuni a  base di pesce è la tua preferenza ?
R: Si fra il pesce e la carne preferisco il pesce. Da piccola lo amavo talmente tanto che lo spinavo da solo anche a 5 anni.
D: Quali collaborazioni hai avuto e quali ti hanno riservato maggiori soddisfazioni
R: Ho avuto delle piccole collaborazioni con delle piccole aziende che mi hanno offerto i loro prodotti, che ho assaggiato e selezionato con cura. Poi ho fatto qualche show cooking e mi sono divertita tantissimo, nonostante la mia timidezza. Ho partecipato a Mattino Norba di Telenorba (tv regionale), dove ho cucinato in diretta TV. Sono stata invitata da Pugliaexpò al Mercatino del Gusto di Maglie che adoro, perché è organizzato benissimo e promuove il nostro territorio in maniera eccellente. Non ho una preferenza, sono tutte esperienze che mi hanno arricchito e aperto nuove opportunità.
D: Vista la tua esperienza cosa consiglieresti ad un ragazzo/a che vuole intraprendere la professione di food blogger e o di cuoco
R: La vita da cuoco non è facile, è faticosa e richiede tanta passione. Ma in fondo ogni lavoro richiede tanta passione! La vita da food blogger è una vita sicuramente più divertente, ma non da molte certezze. Io credo che ognuno di noi ha il diritto di sognare e il dovere di impiegare tutta la forza che ha nella realizzazione del suo sogno. Ogni lavoro al giorno d’oggi è rischioso e faticoso, ma la cosa fondamentale è svolgerlo solo ed unicamente per passione. Se si lavora con l’unico scopo di raggiungere un profitto elevato non si possono raggiungere grandi traguardi.
D: In famiglia chi ti ha ispirato alla cucina?
R: La mia mamma e la mia nonna! Due donne che fin da piccola mi hanno fatto impastare e pasticciare. Due donne piene di fantasia e di dedizione alla famiglia.
D: La cucina Italiana è risaputo è famosa in tutto il mondo ma tu come pensi di comunicare la tua ?
R: Creo ricette semplici, facili da preparare e gustose partendo da ingredienti del territorio. Nei miei post inoltre cerco di portare tanta informazione. Collaboro con una nutrizionista professionista per dare consigli sulle proprietà nutrizionali e benefiche di alcuni alimenti.
D: Oggi si parla molti di ricette chef stellati ecc ma pensi che si parla poco di prodotti e produttori ?
R: Credo di si. Si parla spesso di piatti e di chef e poco delle materie prime che hanno contribuito alla realizzazione del piatto. Anche se credo che questo stia lentamente cambiando. Almeno la Puglia mi ha stupito negli ultimi mesi, vedo un movimento che si sta dirigendo sempre più verso la promozione del territorio, dei prodotti e del produttore
D: Educazione scolastica al cibo secondo te potrebbe essere un buon progetto da portare in giro per scuole ?
R: Assolutamente si! Educare i bambini a mangiare sano fin da piccoli potrebbe portarli dei notevoli benefici sulla futura salute fisica da adulti. Io la inserirei come laboratorio pomeridiano al quale bambini e genitori potrebbero partecipare.

Possiamo dire che con questa intervista abbiamo conosciuto una diversa e migliore Lucia Barnaba, attenta al territorio e un pochettino vegetariana ma se volete potete seguirla sempre dai suoi profili social

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