Interviste e notizie dal mondo del food

Intervista a Tiziana Colombo @nonnapaperina

D: Grazie Tiziana per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti Parlaci un po’ di te: 

Sono mamma di tre splendidi figli, Roberta, Stefano e Paolo, e orgogliosa nonna di tre nipoti, con tre passioni: il mio pc, la cucina e i viaggi. Il mio blog è nato dopo la diagnosi di intolleranza al nichel, al glutine e al lattosio. Chi soffre di intolleranza alimentari lo ha vissuto sulla sua pelle: ti crolla il mondo addosso e all’improvviso gli alimenti generalmente innocui si trasformano in un percorso minato. Questo momento difficile è diventato però un’occasione per mettersi in gioco: ho iniziato a studiare l’argomento, a informarmi e a sperimentare nuove ricette compatibili con le mie intolleranze. Nel 2004 ho deciso di racchiudere tutto quello che avevo imparato e sperimentato in un piccolo blog e sono diventata Nonna Paperina. Dal successo del sito di ricette Nonnapaperina.it e dalla consapevolezza che di questi disturbi e di come conviverci se ne parli ancora troppo poco, nel 2012 è arrivata la decisione di fondare l’associazione Il Mondo delle Intolleranze, di cui sono oggi Presidente: un punto di riferimento per molte persone che soffrono di intolleranze alimentari, con lo scopo di promuovere la cultura alimentare e in particolare le problematiche delle intolleranze alimentari.

D: Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome ? ti senti un po’ la nonna di tutti ? 

Più che altro volevo un nome che fosse simpatico ma che lasciasse trasparire anche affidabilità e affetto. E allora quando ho fondato il blog ho scelto Nonna Paperina: giocoso, perché alle intolleranze alimentari bisogna rispondere con un sorriso, e affidabile e affettuoso proprio come una nonna, perché quello che ho proposto nel blog è il frutto di un lungo percorso e speravo potesse essere d’aiuto a qualcuno.

 

D: Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più, se no quale esperienze hai fatto ?

Con la Campania ho un rapporto speciale, oltre al fatto che la loro cucina è fantastica. Ho collaborato con tanti campani e ogni volta si è creata una sintonia particolare. Ad esempio, con chef Pucci di Napoli ho curato un progetto, con Antonio Esposito ho lavorato al mio secondo libro dedicato al lattosio. O ancora lo chef Antonino Cannavacciuolo, ormai un amico, che supporta tutte le iniziative de Il Mondo delle Intolleranze. Senza dimenticare poi il pasticcere Salvatore Vitale che è docente dell’Accademia dell’associazione e con cui spesso mi diverto a sperimentare nuovi ingredienti per le preparazioni dolci.

D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?

Viene dalla voglia di condividere un piatto con le persone a cui si vuole bene. Ho sempre pensato che cucinare per qualcuno fosse un gesto d’amore e lo riconfermo ogni volta che organizzo una cena a casa con la mia famiglia tutta riunita.

 

D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda? 

Penso che sia una cosa positiva quando se ne parla per promuovere la buona cucina, una dieta sana ed equilibrata e un’alimentazione corretta. Insomma, quando si cerca di promuovere una corretta cultura alimentare che poi è anche lo scopo dell’associazione Il Mondo delle Intolleranze.

 

D: Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo del cibo Free Gluten, da dove viene questo interesse?

Nasce da una necessità personale dato che sono intollerante al glutine, oltre che al nichel e al lattosio. Da questo bisogno però è nato un sincero interesse verso tutto ciò che può essere una valida alternativa al glutine. C’è un mondo di cereali e farine poco conosciuti e alternativi che può veramente rivoluzionare molte preparazioni.

 

D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti? 

Ci sono moltissimi imprenditori o piccoli produttori della filiera alimentare che ancora seguono le antiche tradizioni e penso che debbano essere premiati dai consumatori. La preservazione della tradizione è sempre da elogiare. Penso però anche che un buon modo per mettersi alla prova per questi produttori potrebbe essere confrontarsi con il vasto mondo delle intolleranze alimentari, per unire tradizione e nuovi bisogni dei consumatori.

 

D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano? 

Penso che arrivino dalla mia infanzia e dalla mia città d’origine, Cremona che secondo me unisce un po’ la tradizione lombarda a quella romagnola.

 

D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

Ne sono felici perché mi vedono felice e soddisfatta. Senza il loro supporto e il loro sostegno non sarei riuscita a portare avanti il blog e a creare l’associazione. Nei momenti di dubbio su ciò che stavo facendo, sono stati loro a darmi l’incoraggiamento giusto per continuare.


D:  Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta? 

Se ne parla tantissimo, ma penso che la gente normale ne abbia un’idea piuttosto vaga e invece andrebbe studiata a scuola per quanto è importante e fondamentale per un corretto stile di vita e una buona salute.

 

D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento? 

Troppo difficile sceglierne solo uno. Negli anni ho avuto tantissime collaborazioni con chef di tutta Italia e anche con l’associazione siamo riusciti a creare una rete su tutto il territorio: in ogni regione abbiamo vari chef di riferimento specializzati in intolleranze alimentari con cui ci confrontiamo

 

D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina? 

Da sempre i grandi chef sono uomini e quindi la cosa non mi stupisce. Penso invece che le donne debbano riguadagnare qualche punto: sono troppo pochi i nomi al femminile nel parterre dei grandi cuochi

 

D: Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

Tra Facebook e Instagram ho un seguito di oltre 100mila followers: si è creata anche una community molto partecipativa e unita: io propongo le mie ricette o alcuni spunti di riflessione e spesso si aprono confronti in cui ognuno porta la propria esperienza. ‘E una cosa che mi lascia stupefatta ogni volta che mi fermo a pensarci e ovviamente ne sento la responsabilità. Per questo motivo pubblico solo contenuti che diano informazioni chiare e corrette.


 D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci? 

Dipende dai periodi, d’inverno amo cucinare secondi a base di carne, mentre d’estate prediligo il pesce o i contorni di verdura.

 

D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione? 

Mi è capitato di incontrare alcuni di loro durante alcuni eventi, ma organizzare una serata interamente dedicata a loro sarebbe fantastico. Una bella idea!

 

D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o di che tu cosa consiglieresti a loro

Di scegliere con consapevolezza. La cucina richiede passione e impegno, ci vuole tanta costanza per ottenere buoni risultati. Per questo penso che la scelta non debba essere dettata dalla moda, ma da un interesse genuino. Detto questo, le soddisfazioni in questo campo sono impagabili.

 

D: Il piatto che più non riesci a fare? 

Il ragù classico perché il pomodoro è ricco di nichel. Ma sto sperimentando anche su questa ricetta con i nuovi pomodori “senza nichel” coltivati in idroponica.

 

D: la ricetta quella del cuore?

Sicuramente le lasagne di nonna paperina, dove utilizzo ovviamente ingredienti rigorosamente gluten free con qualche originale variazione.

 

 D: Stiamo vivendo un brutto momento che ha un grande impatto su tutta la nostra economia in particolare turismo e gastronomia, tu cosa ne pensi è quale è la tua ricetta per il futuro. 

Il momento è particolarmente difficile, ma penso che arriverà presto una svolta. Come dico sempre “Don’t worry, be happy”. Preoccuparsi non serve a nulla, dobbiamo essere felici di ciò che abbiamo e che i nostri cari stiano tutti bene. Per il futuro, penso che dovremo cambiare abitudini e dovremo pensare a un nuovo modo di condividere, che si tratti di condividere cibo, un evento o uno spettacolo. Anche qui, dobbiamo sperimentare e trovare la soluzione più adatta a noi.

 

D: avevamo lanciato due progetti il primo con l’obbiettivo di realizzare dei show cooking per fare conoscere le nostre ricette tipiche Campane, l’altro di proporre visite aziendali di produttori Campani, quali dovrebbero essere le prerogative di questi due progetti? 

Secondo me bisognerebbe mettere al centro la vostra tradizione culinaria e sottolineare la genuinità e la qualità dei prodotti.

 

D: Ti piacerebbe realizzare degli show cooking per il gluten free

Ne ho fatti molti anche presso l’Accademia del Mondo delle Intolleranze e mi diverto sempre moltissimo. Quindi, perché no?

D: Ci daresti una ricetta free gluten ?

Certamente! Vi propongo i Paperini al fonio, dei biscottini molto simili alle lingue di gatto ma fatti con il fonio, un cereale ancora poco conosciuto. Sono senza glutine, senza lattosio e a basso contenuto di nichel e in questa stagione sono ottimi al posto dei savoiardi nel tiramisù.

 

Ingredienti per 20 paperini:

  • 60 gr. di uova
  • 30 gr. di tuorli d’uovo
  • 6 gr. di miele d’acacia
  • 80 gr. di zucchero di canna finissimo
  • 120 gr. di farina di fonio Oba Food
  • 1 gr. lievito
  • 1 gr. guar
  • b. di fondo in grani per la copertura

Preparazione:

Pesate con attenzione tutti gli ingredienti nelle dosi indicate. Con l’ausilio di un frullatore elettrico, montale le uova con i tuorli d’uovo, lo zucchero, il guar ed il miele, sbattendo il tutto fino ad ottenere un composto piuttosto spumoso. Setacciate la farina di fonio ed aggiungetela a pioggia all’impasto assieme al lievito.

Prendere dunque la carta forno ed usatela per rivestire una teglia. Inserite il composto in un sac à poche con inserita una punta piuttosto ampia a taglio. Formate dei bastoncini lunghi più o meno 4/5 cm. Spargete sui bastoncini ancora morbidi i grani di fonio ed infornate il tutto a 180° per circa 10/15 minuti.

Grazie Tiziana è stato molto carino conoscerti meglio, questa tua intervista ci ha davvero fatto piacere

Intervista a Francesco @gala_bio

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Piemontese di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te

 R: Mi chiamo Francesco, ho 36 anni, sono un portuale e un foodblogger.

 D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram

R: Non ho scelto il mio profilo su Instagram… è nato spontaneamente…con l interessa sul biologico che mi ha avvicinato qualche anno fa alla cucina, partendo dalle materie prime, scoprendo questa passione.

 D: se hai avuto eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno

R:Attualmente collaboro (e ho collaborato) con più di 90 aziende (collaboro solo con aziende italiane promuovendo solo il made in Italy). Dire che una mi abbia colpito più di altre non sarebbe corretto verso tutte le altre aziende, dato che seleziono le aziende con cura e sono tutte aziende alle quali sono particolarmente affezionato per la passione che mettono nella cura dei loro prodotti.

 D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?

 R:La passione nasce dal mio avvicinamento al mondo del biologico. Ciò ha comportato un utilizzo di materie prime per farmi inizialmente la pasta in casa, poi  lievitati, conserve e molto altro. Questo appunto mi ha fatto appassionare alla cucina e tutto il resto è stata una naturale evoluzione.

 D:Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?

R:Mi fa molto piacere questa cosa perché molti ora sono molto più consapevoli di cosa stanno mangiando. Magari decidono comunque di non consumare prodotti genuini, ma la consapevolezza è importante in ogni caso.

 D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?

 R:Bisognerebbe dare più risalto. Io non ho proposte, faccio già il possibile nel mio piccolo per fare conoscere tutte queste piccole realtà.

 D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

 R:Non lo vedrei come un successo, per me è un hobby che intraprendo con passione. In famiglia sono contenti, soprattutto quando assaggiano.

  D:Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che questa sia veramente conosciuta?

R: Non so quanto sia realmente conosciuta.

 D: Della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare

R:Molto difficile sceglierne uno. Sono più legato ai prodotti tipici che a un singolo piatto tipico…infatti cerco sempre di creare qualcosa di nuovo con i prodotti tipici.

D:Hai uno chef e o cuoco di riferimento?

R:Assolutamente no.

D:Di sicuro con il tuo profilo o blog hai conosciuto tante persone, chi ti ha più colpito

 R:Le persone più comuni, non certo personaggi di spicco, infatti non ne seguo nessuno.

 D:Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

 R:Non vedo un numero maggiore di uomini rispetto alle donne, almeno tra i miei follower.

 D: Hai molti follower che ti seguono, ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Si, molto.

D: Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ? e cosa proporresti?

 R: Certamente, proporrei qualcosa di semplice concentrandomi sulla qualità dei prodotti. Anche una semplice pasta al pomodoro.

 D: Carne, pesce, verdura quali di questi elementi preferisci?

R: Mi piacciono tutti e 3. Forse il mio preferito è il pesce, ma non è quello che consumo di più. Consumo più verdure.

 D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?

R: Certo.

D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuoco o di chef tu cosa consiglieresti a loro?

R: Non saprei, non so cosa comporti essere uno chef…la passione consiglio di coltivarla a prescindere dal percorso lavorativo.

D: Il piatto che meno riesci a fare?

R: Le torte

D: Quello del cuore?
R: La pizza

 D: Stiamo vivendo tutti questa permanenza forzata a casa quindi che ne pensi di darci una ricetta da fare a casa con i familiari anche per poi non annoiarsi

 D: Andate sul mio profilo e non vi annoierete…troverete 300 ricette alla portata di molti.

 

Grazie Francesco per averci dato e dato la possibilità di conoscerti meglio. Speriamo tanto di continuare questa collaborazione con te per altre nostre belle iniziative  

 

Intervista a Ilenia Bazzacco @timoevaniglia

Innamorata del sud, non potevo che leggere questa frase sul suo sito che anche noi un pò ci siamo innamorati delle sue ricette. Quindi ci siamo chiesti: una innamorata del sud non può mancare alle nostre interviste pochi clic, qualche messaggio, e la sua intervista bella e pronta per tutti noi quindi conosciamola meglio

D: Ciao Ilenia  e grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo con una “domanda obbligatoria”, ma che ci serve per introdurti ai nostri lettori: come è iniziata la tua esperienza di food blogger e per quali motivi?
R: Grazie a voi. La mia esperienza di food blogger è nata non da tantissimo, in effetti non mi definisco una food blogger. Ho aperto il blog per la voglia di condividere, di trasmettere quello che ho imparato negli anni di attività. Si perché, oltre a curare i miei social e il blog, conduco una trasmissione di cucina su 7 Gold (@2chiacchiereincucina), collaboro con aziende del settore per stesura di ricette e video ricette, tengo corsi di cucina per amatori, show cooking e lavoro come libera professionista come cuoca a chiamata. Insomma, un po’ più di food blogger.
D: Come è nata la passione per la cucina e come mai hai scelto Instagram per    proporla
R: Sono del parere che, con la passione per cucina, ci nasci. Da piccolina ho sempre amato pasticciare e “rubare”, attraverso i profumi e i gesti, i segreti delle nonne e della mamma, è sempre stato molto naturale per me. Ho scelto Instagram perché, al giorno d’oggi, è il mezzo più veloce per arrivare alle persone, la fotografia è la prima cosa che ti cattura.
D: Cosa ne pensi del social Instagram
R: Penso che non sia cosa facile da capire come tutti pensano.E’ un social che è in continua evoluzione.
D: Nei tuoi profili social cosa ti piace di più mettere in evidenza?
R: la mia cucina, la mia passione, i piatti che mi rappresentano, il mio lavoro, la mia passione per la fotografia
D:
.Che ruolo hanno avuto le tue tradizioni e in generale la tua famiglia nella tua formazione gastronomica?
R: Assolutamente un ruolo importantissimo. Da buona veneta, amo far conoscere i piatti della mia regione. Però non mi limito. L’Italia intera ha dei piatti fantastici. Mio marito ha i genitori napoletani per cui sono letteralmente affascinata da questa cucina ricca di sapori e di tradizioni.
D: Quando sei critica quando vai a cena fuori? e cosa vorresti che un ristorante offrisse di più ai suoli clienti ?
R: Lavorando nelle cucine dei ristoranti, so quanto lavoro e quanta fatica c’è dietro ad un piatto. In ogni caso porto rispetto per chi ci lavora. Sedermi ad un tavolo di un ristorante per me è motivo di crescita e di conoscenza, anche se magari non è di mio gusto. Cosa vorrei? Vorrei più cucine a vista, ecco, questo si.
D: Pensi che la passione per la cucina potrebbe essere per te il tuo lavoro
R: Io sono tra quelle persone fortunate che ha trasformato la propria passione in lavoro. Sono una libera professionista da ben otto anni.
D: Cosa ne pensano i tuoi Familiari della tua avventura come Food blogger?
R: I miei familiari mi hanno sempre appoggiato sia nel mio lavoro che come blogger.
D: In cucina hai preso spunto da tua madre o da qualche altra persona?
R: Mia mamma non è una grande appassionata di cucina. Piuttosto mia suocera e la nonna di mio marito, Abruzzese mi hanno insegnato tantissimo.
D: Raccontaci se ti va un aneddoto che hai avuto in cucina?
R: Per esempio… che grazie alle cucine di Masterchef Italia 1^ edizione, talent in cui io mi sono classificata al terzo posto, ho avuto la svolta della mia vita lavorativa? Ebbene si, grazie a questa bellissima esperienza, ho avuto la conferma che la mia vita sarebbe ruotata intorno alla cucina.
D: Cosa ti lega alla tua cucina di origine?
R: la volontà di non far dimenticare le ricette di una volta.
D: Ma torniamo alle tue origini. Cosa apprezzi di più della cucina Mediterranea? Quali sono secondo te gli ingredienti cardine?
R: la qualità e la varietà degli ingredienti assolutamente. Come faccio a scegliere? Tutti sono importanti e si completano insieme. Dall’olio, agli agrumi, dagli salumi, alle verdure di stagione come il mio amato Radicchio di Treviso, all’arte casearia.
D: Con che criteri scegli gli ingredienti per le ricette che fai a casa e proponi?
R: In assoluto la stagionalità, possibilmente km0.
D: Oggi si parla molto di tassare le merendine per i nostri figli tu cosa ne pensi? credi che bisognerebbe portare nelle scuole primarie la formazione di una buona e sana alimentazione?
R: Raramente in casa sono entrate le merendine. Una buona torta fatta in casa, pane burro e marmellata… cosa c’è di meglio e di più salutare?
D: Quali potrebbero essere i progetti da portare nelle scuole?
R: perché non proporre dei corsi di cucina come materia scolastica? Perché non insegniamo ai nostri bimbi a prepararsi la merenda?
D: Il piatto che più ami cucinare?
R: Un po’ tutti, adoro preparare il risotto ma preparare dolci mi rilassa e mi piace un sacco.
D: Il piatto che proprio no riesci a fare?
R: forse è più giusto che non amo fare: la selvaggina.
D: Quale è l’ingrediente che usi più in cucina è perché
R: Beh l’olio extravergine d’oliva sempre, le spezie, in particolare il peperoncino, e le erbe aromatiche, manco a dirlo il timo.
D: A quali chef ti sei ispirata?
R: Pare brutto se non ho uno chef in particolare? Attingo idee un po’ da tutti.
D: per concludere C’è la daresti una ricetta veloce?
R: difficile scegliere… perché non date un’occhiata al mio blog?

E si ha propio ragione difficile pure sceglierla la ricetta allora tutti a visitare il suo blog e i social …. dove qui!
https://www.timoevaniglia.com/ , @timoevaniglia, , https://www.facebook.com/ilenia.bazzacco

Grazie per la bella intervista speriamo di averti ad uno dei nostri show cooking

Intervista a @lorsoincucina Alessandro li Calzi

Le nostre interviste, si intensificano e sempre di grande personaggi molto conosciuti su Istagram. Oggi sicuramente conosceremo a parere nostro il più simpatico fra i food blogger il suo account sembra un po …. animalesco ma vi assicuriamo che è l’incontrario

D: Grazie Alex per aver accettato il nostro invito, veniamo subitoal dunque con la prima domanda, Siciliano di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te
R: Appassionato di cucina sin da s piccolo perché provengo da una famiglia di buone forchette, credo che la cucina sia un bel modo per comunicare con gli altri
D: Certo che l’account “lorsoincucina” per la prima parte ha qualcosa che rispecchia l’animale?
R: Diciamo di si! Ha a che fare con l’animale, l’orso con la sua mastodonticità è simbolo di forza… ed poiché io non sono piccolino..e mi piace mangiare come un orso, direi che è azzeccato!
D: eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno
R: Ho fatto tante collaborazioni fin dall’inizio, diciamo che quelle con l’azienda Mielizia, sono tra quelle che mi porto nel cuore.Fare gli show cooking mi piace molto perché mi mette in contatto diretto con le persone
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R: Bella domanda! Sicuramente mamma e nonna me l’hanno trasmessa, ma poiché mi piace molto viaggiare, mi ha sempre arricchito conoscere la cucina dei posti che ho visitato
D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Penso che è una bella cosa, perché alla fine la cucina è cultura e se raccontata bene ci fa conoscere la storia di un posto o di un popolo.
D: Sul tuo blog abbiamo visto che hai realizzato un ricettario con un gruppo di persone con diversa abilità ci parli di questa tua esperienza che crediamo sia stata bellissima?
R: Ho lavorato per 13 anni in una comunità per disabili. Il cibo piace a loro come a tutti, e con il cibo riuscivo a catturare la loro attenzione. Un anno a Natale abbiamo deciso di convogliare le ricette che realizzavamo nei laboratori settimanali, di cucina in un ricettario, da regalare alle loro famiglie
D: Quando queste persone che a gli occhi forse di tanti sembrano diverse ma che invece esprimono una gran voglia di fare, raccontaci qualche aneddoto in proposito
R: Ricordo ancora di un paziente di nome Crisitian, che era  di difficile gestione ed anche molto irascibile, quando neccessitavamo di tenerlo calmo, allora gli facevo impastare la pizza,distraendolo così e facendolo appassionare a quello che stava facendo.
D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Penso che i piccoli produttori dovrebbero farsi conoscere un pò di più, ed il web in questo momento per loro potrebbe essere l’asso nella manica.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: Ne sono orgogliosi, anche se a volte mi rimproverano che dovrei stare un po a dieta !
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R: A proposito di dieta.. si penso che sia conosciuta ed ormai diffusa, dieta mediterranea vuol dire mangiar bene e in un modo genuino.
D: Sicilia una grande territorio che da anni è conosciuto anche per la sua cultura gastronomica, quale piatto e o ricetta porti nel cuore?
R: Sono tanti i piatti che porto nel cuore della mia terra d’origine, forse la pasta alla norma è uno di quelli che amo di più,
D: Con l’arrivo nel nord Italia di sicuro avrai avuto un primo approccio ai nuovi piatti e prodotti di questo quale è stato il primo impatto 
R: Il primo impatto è stato quello di voler curiosare , cosa mi sarebbe piaciuto di più.Poiché quando sono arrivato al nord, ho fatto tappa a Piacenza per qualche anno, gnocco fritto e pisarei e fasò, sono stati un buon inizio.
D: A proposito di cucina tipica Siciliana arancino o Aracina? 
R: Arancina
D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: SI Sonia Peronaci
D: di sicuro il tuo profilo o blog ti ha fatto conoscere   tanti personaggi più o meno noti, chi ti ha colpito realmente?
R: Sonia Peronaci. per la tenacia , la bravura nel saper raccontare le ricette, per avere una visione innovativa della cucina attraverso il web
D: Ci racconti di qualche aneddoto simpatiche che ti sia capitato in questi anni di militanza sul web
R: l’estate scorsa mi trovavo a spacca Napoli per la mia prima volta ed ho sentito una signora che diceva al marito. Guarda quello è l’orso in cucina io lo seguo sempre sui social, andiamo a conoscerlo…
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: No assolutamente, penso che le donne ci sono e piano piano stanno venendo fuori
D: Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Io racconto la mia vita sul blog e sui social, le ricette sono quello che mi piace fare e mangiare, la responsabilità che ho verso i miei follower, è quella di farli sorridere attraverso la mia esplosione di positività
D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?
R: Pesce e verdura
D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?
R: Assolutamente si, sarebbe un bel traguardo
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o di chef tu cosa consiglieresti a loro?
R: Dico che di sicuro è un lavoro duro, ma regala tante soddisfazioni, ma i sacrifici sono davvero tanti, ci vuole costanza
D: Il piatto che più non riesci a fare?
R: La pasta frolla
D: Quello del cuore?
R: La pizza
D: Siamo prossimi al Carnevale ci daresti una ricetta rigorosamente per una serata a due? O qualcosa di tipico per il carnevale ovvio Siciliano
R: Pizza fritta ” crispelle fritte” , per san Valentino qualsiasi piatto a base di pesce

Ingredienti

1lt di latte

300 g di riso per risotti

150 g di farina

100 g miele

8 g di zucchero

16 g di lievito di birra disidratato

zeste di in arancia grattugiato

sale qb

cannella qb

zucchero a velo

olio di semi per frittura

Fate bollire il latte, versate il riso e fate cuocere a fuoco basso fino ad assorbimento. Mescolate di tanto in tanto. Se il latte non bastasse aggiungerne poco per volta altro. Quando il riso e’ stracotto, spegnete la fiamma e lasciatelo intiepidire. Aggiungete zucchero, farina, la scorza di arancia grattugiata ,il sale ed il lievito( che avrete sciolto in una tazzina d’acqua). Impastate bene in una ciotola capiente aiutandovi con un cucchiaio di legno. Coprite e lasciate lievitare per due ore circa.A questo punto versate un po’ per volta l’impasto lievitato su un tagliere. Formate dei cilindri con una spatola e fateli scivolare nell’olio bollente. Cuocete sino a doratura. Asciugare bene con carta assorbente l’olio In eccesso . Servire con miele liquido , cannella e zucchero a velo.

Che dire una bella presentazione grazie e per chi vuole seguire ancora più da vicino il nostro amico non deve fare altro che seguire questi link https://www.lorsoincucina.it/ , https://www.instagram.com/lorsoincucina/ , https://www.instagram.com/lorsoincucina/

Gabriella Gasparini

Intervista alla food blogger @gabriellagasparinireal

Di certo su istagram spopola con i suoi 22,4 mila follower noi che la seguiamo un pò intimoriti dai suoi numeri e dai suoi successi ci chiedevamo se una intervista c’è l’ha concedeva. Ma solo due messaggi è abbiamo conosciuto una donna fantastica, socievole disponibile ma sopratutto simpaticissima e grande appassionata di cucina, d’altronde quello che passa in rete è la pura verità. Quindi immergiamoci in questa bellissima intervista che ci ha concesso per conoscere non la food blogger famosa ma puramente …….. Gabriella Gasparini

D: Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto il tuo nome è cognome come mai questa scelta ?
R: Ho deciso di scegliere il mio nome perché è quello che mi rappresenta sono io.
D: Libri, eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno ?
R: La prima è stata amore a prima vista ovvero La Prova del Cuoco è quella che poi mi ha portato da Benedetta Parodi ai Menù ed essere scelta come figurante nella sua trasmissione. Nel tempio della cucina italiana ho imparato molto sul campo , i tempi televisi della diretta, il dover aver tutto organizzato ,i passaggi di una ricetta che in televisione non sono semplici, bisogna averli chiari in mente.
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene ?
R: Dalla mia nonna, mi divertivo molto da piccola con lei in cucina
D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda ?
R: Che al di là della moda, la cucina è convivialità, tradizione. Se ci pensiamo bene tra i bisogni primari dell’uomo c’è quello di nutrirsi per cui la cucina ha origini antiche e primordiali.
D: Sul tuo blog abbiamo visto un articolo che mette in risalto la salvaguardia delle ricette della tradizione, come ben sai anche noi portiamo questo progetto inerente alla grande tradizione della nostra Regione conosci ho hai mai realizzato una ricetta Campana? Se si quale’
R: Si ho provato a fare il casatiello, il ciambellone salato con salumi e formaggi. La vostra regione vanta delle tradizioni culinarie antiche e molto ricche ,avete molti prodotti Dop eccellenti e c’è solo l’imbarazzo della scelta, ricco di prelibatezze uniche al mondo.
D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Concordo con voi, di solito si parla solo della ricetta ma ricordiamoci che per avere un buon piatto occorre usare prodotti di qualità. Penso che oltre alla ricetta bisognerebbe soffermarci sul prodotto, su come nasce, come si produce e parlare del territorio perché alcuni prodotti se nascono in certe regioni italiane ci sarà un perché, non hanno tutti lo stesso clima e sapore.
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano ?
R: Io uso sempre prodotti a km0 della mia terra, per fare invece ricette regionali mi avvalgo dei produttori di quella zona.Amo il mio paese e penso che dovremmo parlare di più dei nostri prodotti che sono unici al mondo ma che tutti cercano di imitare.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando ?
R: In famiglia tutti amano la  cucina per cui è una passione di famiglia.
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta ?
R: Molti sentono parlare della dieta che è riconosciuta come patrimonio dell’Unesco ma secondo me molti non la applicano alla regola.
D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento ?
R: In Italia ne ho due : Massimo Bottura che è della mia città e Antonino Cannavaciuolo.
D: Fra le tue foto tanti personaggi più o meno noti, chi ti ha colpito realmente?
R: Mike Bongiorno ,ho avuto la fortuna di conoscerlo alla Ruota della Fortuna, un grande professionista ,ti faceva sentire a tuo agio e ti sentivi in sintonia con lui.
D: Ci racconti di qualche aneddoto simpatiche che ti sia capitato in questi anni di militanza sul web
R: Un aneddoto è quello legato alla dicitura dell’olio evo ( extra vergine di oliva). Una signora mi ha scritto dicendomi che non riusciva a trovare la marca evo del prodotto e se poteva utilizzare un altro olio. Oppure con la dicitura q.b. ( quanto basta) la stessa identica cosa.
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina ?
R: No, non la penso così , penso che una volta la donna era considerata la regina del focolare perché stava a casa, ora che anche la donna ha la sua autonomia lavorativa, è spesso fuori casa,  molti uomini si sono avvicinati alla cucina.E dove non ci fosse la donna in casa qualcuno deve pur cucinare. E la cucina è convivialità, amore per il buon cibo .
D: Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog ?
R: Direi  proprio di si, cercare di fare dei contenuti di qualità lo è, eccome.
D: Carne, pesce verdura quali di questi elementi preferisci ?
R: Guarda io tutti e tre ma mi piace consumare anche molto la frutta.
D: Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione ?
R: Si sarebbe un’esperienza unica.
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o di che tu cosa consiglieresti a loro ?
R: Se è quello che desiderano : fare l’istituto alberghiero, di studiare e di fare tanta pratica. La cucina è fatica ma è anche soddisfazione.
D: Il piatto che ce più non riesci a fare?
R: Non amo molto fare le trippe.
D: Quello del cuore?
R: Le lasagne mi ricordano la domenica con la famiglia tutta a tavola e momenti felici.
D: Siamo prossimi al San Valentino ci daresti una ricetta rigorosamente per una serata a due
R: Come ricetta vi consiglio un risotto con Champagne e melograno.

La nostra amica la potete anche seguire sui profili social e web cosi da rimanere sempre in contatto

https://www.instagram.com/gabriellagasparinireal/

https://www.facebook.com/gabriellagasparini.it/

Intervista a @genny.gram

Devo fare le mie scuse personali per non aver pubblicato in tempo debito questa intervista, ma la simpatia e la generosità che arriva già dal suo nome mi ha tolto un peso dall’anima. La ringrazio per l’attenzione dovuta nei miei e nei nostri confronti ma veniamo subito al dunque. Oggi conosceremo più da vicino la simpaticissima Genny Campana doc trasferitasi al nord ma portando con se tutta la cucina partenopea.

D: Ciao Generosa  e grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo con una “domanda obbligatoria”, ma che ci serve per introdurti ai nostri lettori: come è iniziata la tua esperienza di food blogger e per quali motivi?
R: Sono io che ringrazio voi. La mia avventura è iniziata in modo del tutto casuale: mia figlia ha creato il mio profilo su Instagram nel 2017 per poter essere votata in un contest. Incuriosita dal social e con molto tempo a disposizione, ero appena rientrata in Italia dopo anni di vita all’ estero, ho scelto la cucina come tema del mio profilo. Nasco come estetista, ma ho sempre amato cucinare, ho sempre avuto una vera curiosità per il cibo e così nasce @genny.gram
D: Come è nata la passione per la cucina e come mai hai scelto Instagram per    proporla
R: E’ molto semplice spiegare come e’ nata la mia passione per la cucina. Sono cresciuta in una casa dove la tavola era sempre apparecchiata, mia madre riusciva a organizzare un pranzo per gli ospiti improvvisi con davvero pochi ingredienti. Per me era vera magia. Ho scelto Instagram, perche’ amo fotografare ed e’ il social piu’ vicino al mio modo di essere, comunicativo e di grande condivisione
D: Cosa ne pensi del social Instagram?
R: Instagram mi ha permesso di conoscere virtualmente moltissime persone, di approfondire amicizie, ricevere consigli e darne. Credo sia un mezzo di comunicazione tra i piu’ validi, attraverso la fotografia si possono trasmettere vere emozioni, come tutti i social va usato nel modo giusto, ma per fortuna siamo liberi di scegliere in quale modo, io personalmente guardo alla qualità, ma non posso dire di non essere felice per la mia crescita
D: Nei tuoi profili social cosa ti piace di più mettere in evidenza ?
R: Sicuramente la semplicità e l’eleganza sono i punti che più metto in evidenza. Quando posto una foto, lo scatto mi deve rappresentare, non mi accontento facilmente e sono abbastanza esigente. Nella descrizione dei piatti aggiungo la simpatia e l’ironia che fanno parte del mio carattere
D: Che ruolo hanno avuto le tue tradizioni e in generale la tua famiglia nella tua formazione gastronomica?
R: Come detto sopra, mia madre e’ sempre stata una grande cuoca. A casa si e’ sempre dato grande importanza ai piatti della tradizione. Le nostre origini sono Campane, negli anni ci siamo spostati all’estero e poi nel nord Italia, quindi le mie conoscenze gastronomiche spaziano davvero molto, ma nel cuore porto la cucina della mia terra d’origine
D: Quando sei critica quando vai a cena fuori? e cosa vorresti che un ristorante offrisse di più ai suoli clienti ?
R: Sono diventata più critica negli ultimi anni, cioè da quando si sono affinate le mie conoscenze gastronomiche, leggo sempre prima le recensioni. Da un ristorante mi aspetto soprattutto il rispetto per la tradizione, amo la novità ma senza stravolgere troppo i piatti. E’ importante il servizio, guardo molto alla tavola e credo che il personale debba sempre essere disponibile verso il cliente ed avere una maggiore conoscenza dei piatti proposti
D: Pensi che la passione per la cucina potrebbe essere per te il tuo lavoro
R: Ci penso spesso: questa passione potrebbe evolversi in qualche cosa di più?  Mi piacerebbe.
D: cosa ne pensano i tuoi Familiari della tua avventura come Food blogger?
R: Loro sono stati i miei primi fans, mi hanno incoraggiata da subito e ancora mi supportano e sopportano quando fanno da cavie come primi assaggiatori dei miei piatti.
D: In cucina hai preso spunto da tua madre o da qualche altra persona?
R: A casa oltre a mia madre, cucinava anche mio padre e pure bene, ma la mamma e’ stata la mia ispiratrice
D: Raccontaci se ti va un aneddoto che hai avuto in cucina?
R: Avevo 19 anni circa, vivevo gia’ da sola e mi sono cimentata nella preparazione degli gnocchi di patate per degli amici ospiti a casa. Li ho preparati con largo anticipo e al momento di buttarli nell’acqua erano ammassati e mollicci, immangiabili, ho rimediato con una veloce e classica carbonara.
D: Cosa ti lega alla tua cucina di origine ?
R: Sicuramente i pranzi in famiglia, con genitori, nonni e zii. Siamo sempre stati molto uniti ed era bello vederci tutti insieme a condividere cibo e affetti
D: Ma torniamo alle tue origini. Cosa apprezzi di più della cucina Mediterranea? Quali sono secondo te gli ingredienti cardine ?
R: È sicuramente la cucina più varia per antonomasia, ricca di prodotti della tradizione, amo le verdure, i latticini e le castagne prodotti nella mia terra
D: Con che criteri scegli gli ingredienti per le ricette che fai a casa e/o proponi?
R: Guardo molto alla qualità e provenienza del prodotto (non sono fan del Bio), spesso propongo piatti del riciclo e non amo lo spreco. A casa non si butta via niente, quindi se qualche cosa avanza o prima che un alimento si deteriori, penso a come dargli nuova vita.
D: Oggi si parla molto di tassare le merendine per i nostri figli tu cosa ne pensi? credi che bisognerebbe portare nelle scuole primarie la formazione di una buona e sana alimentazione ?
R: Ammiro molto Michele Obama, ha fatto una grande battaglia negli Stati Uniti per cambiare il concetto di sana alimentazione, partendo dalle mese scolastiche. Sarebbe importantissimo educare sin da piccoli ad una buona alimentazione, mangiare bene e’ indice di buona salute. Non so se tassare le merendine sia una soluzione, ma sicuramente se noi adulti iniziassimo a pensare che cucinare e’ bello e farlo con i nostri figli e’ anche divertente, allora credo che qualche cosa potrebbe si cambiare.
D: Quali potrebbero essere i progetti da portare nelle scuole ?
R: I miei figli hanno frequentato la Scuola Europea a Monaco di Baviera. Il piccolo alle elementari ha partecipato ad un corso di cucina, per lui e’ stata una esperienza formativa interessante e divertente, nonostante l’eta’. Oggi ha 20 anni e sta volentieri in cucina con me, e’ uno dei miei ammiratori più’ critici. Questa potrebbe essere una buona iniziativa da portare nelle scuole.
D: Il piatto che più ami cucinare ?
R: La pasta e il riso in generale, mi diverte inventare abbinamenti nuovi, creando piatti colorati e stuzzicanti.
D: Il piatto che proprio no riesci a fare?
R: I dolci non sono il mio forte.
D: Quale è l’ingrediente che usi più in cucina è perché ?
R: Uso molto la curcuma per i suoi effetti benefici e il colore vivace, l’ho portato a casa persino dal mio ultimo viaggio alle Mauritius e l’olio d’oliva, quello buono che metto a crudo sui miei piatti
D: A quali chef ti sei ispirata ?
R: Sembrerà strano, con i miei genitori sono cresciuta guardando programmi televisivi di cucina, poi più grande ho seguito quelli di Gordon Ramsy, forse lui è quello che ho ammirato per primo. Non mi sono ispirata a nessuno in particolare, guardo più alle singole creazioni.
D: per concludere C’è la daresti una ricetta veloce?
R: Certo ” Un risotto all’uva rosata”

Ingredienti per 4 persone

300 gr. di riso carnaroli

100 gr. di gorgonzola dolce

Parmigiano Reggiano q.b

Burro, scalogno, brodo

Preparazione :
Tostare il riso con burro e scalogno, allungare il brodo fino quasi a cottura, aggiungere il gorgonzola e mantecare con il parmigiano. In una padella ho sciolto del burro ho tagliato a metá i chicchi d’uva e li ho lasciati insaporire, una parte verrà aggiunta al riso e con alcuni ho decorato il piatto 

ringraziamo la nostra amica per essersi concessa speriamo di averla ancora fra di noi per qualche consiglio e/o ricetta seguite le sue stories su @genny.gram

intervista alla food blogger aquolina3

D: Il tuo account acquolina-3 cosa vorrà dire ?
R: A tutti noi, è capitato di aver l acquolina in bocca davanti ad una pietanza  dal profumo e dall’aspetto invitante e questo mi ha ispirato a dare il nome al mio blog
D: Parlaci un po’ di te?
R: Sono cresciuta ad Afragola in provincia di Napoli ma da anni vivo nel Casertano, ho due bambini meravigliosi e da quando sono mamma mi sono dedicata esclusivamente alla famiglia
D: Come ti sei appassionata al cibo ?
R: Ho vissuto in una famiglia numerosa dove per ogni festivita’ o ricorrenza ci si riuniva per stare insieme e assaporare i piatti di nonna. Ricordo me da bambina che ammiravo la nonna , mia mamma e le mie zie affaccendarsi davanti i fornelli, è  li che ho iniziato ad appassionarmi  cercando di carpire ogni piccolo segreto della cucina napoletana. Ho ancora in mente la nonna che preparava il Pane, profumi  e sapori di una volta che cerco di trasmettere in ogni mio piatto.
D: In una ricetta quale è l’ingrediente principale che ti piace inserire?
R: in genere non ho un ingrediente principale, ma uso molto le verdure per fare in modo che i miei figli possano mangiarle, è risaputo i ragazzi non amano le verdure e quindi cerco sempre il modo migliore per cucinarle, arrostite, gratinate e sempre molto colorate cosi da fargli venire l’acquolina……..
D: Come nascono le tue ricette?
R: Le mie ricette nascono a volte per caso, scegliendo gli ingredienti che ho a disposizione, altre volte, ripropongo dei piatti tipici dando ad ogni mia pietanza un tocco di particolarità che la rende mia.
D: Quale è il rapporto con i tuoi follower?
R: Per me è necessario avere sempre un contatto giornaliero con i miei follower, rispondendo ad ogni commento, condividendo con loro ricette, cercando di andare oltre il mondo virtuale perché so benissimo che dietro ad ogni schermo ad ogni touch c’è una persona
D: Abbiamo visto che metti molta attenzione alle foto che posti, sei una appassionata di foto o ti aiuta qualcuno?
R: Le foto che posto le faccio io, cerco sempre di rendere migliore ogni mio scatto, penso che in un blog la foto sia importantissima, perché tramite questa devo cercare di trasmettere il gusto ed i sapori tali da far venire l’acquolina e poi anche l’occhio vuole la sua parte.
D: Cosa ne pensi degli chef che amano sperimentare nuove ricette e stravolgono quelle della tradizione?
R: In cucina tutto è concesso, credo che sperimentare per dare un tocco di personalità al piatto sia lecito ma non sono d’accordo nello stravolgere del tutto le ricette della tradizione.
D: Hai uno chef di riferimento ?
R: Non ho uno chef di riferimento adoro tantissimo gli chef italiani prendendo talvolta spunto dalle loro ricette ma ho sempre seguito ed amo seguire le ricette non italiane del grande chef Gordon James Ramsay, mi piacerebbe incontrarlo un giorno.
D: I tuoi familiari cosa ne pensano di questa avventura? Ti sono vicino?
R: Ho sempre cucinato per i miei familiari ed hanno sempre apprezzato i miei piatti, la mia avventura sui social è nata per gioco ed inizialmente credevano rimanesse tale, poi con il passar del tempo vedendo l’amore e l’impegno profuso e costante mi sono sempre stati più vicini, apprezzando i miei piatti anche perché sono i primi ad assaggiarli.
D: Il tuo profilo è seguito da molti followers ti senti responsabile bei loro confronti per le ricette che posti ?
R: Si mi sento un po’ responsabile perché mi fa piacere riscontrare il loro favore sui piatti che propongo
D: Ti farebbe piacere incontrare tutti loro ad una cena dove sarai la protagonista della cucina?
R: Si un mio sogno ma purtroppo so irrealizzabile……..
D: Dieta mediterranea cosa ne pensi ?
R: Penso che sia giusta ed è importante abituare i bambini fin da piccoli a mangiare sano inserendo ogni giorno frutta e verdura preparandola ogni volta, come faccio io con i miei figli, in modo diverso.
D: Quale è il tuo rapporto con il cibo?
R: Adoro mangiare, ho dei piatti preferiti e mi piace assaggiare pietanze nuove.
D: Cosa consiglieresti ad una mamma per le merendine dei loro figli?
R: Io consiglio la frutta ed ogni tanto perché no delle belle torte fatte in casa e dei dolcetti
D: Pasta, pesce, carne quale di questo ingrediente preferisci?
R: Amo tutti questi ingredienti ma se dovessi essere messa dinanzi ad una scelta sceglierei la pasta fatta in casa e perché no da abbinare con il pesce o con la carne.
D: Ad ogni piatto spesso si abbina un vino, tu hai qualche preferenza?
R: I vini vanno sempre abbinati anche se preferisco il vino rosso
D: Per finire una ricetta veloce c’è la potresti dare?
R: Si una ricetta veloce e molto gustosa Pasta Patate e Provola:

Ingredienti PER 4 Persone

400 gr di pasta mista corta

800 gr di patate

Olio extra vergine di oliva

½ cipolla

250 gr di provola

50 gr di parmigiano

1 carota piccola

Sale

Pepe

Costa di sedano

Acqua quanto basta

Pomodorini ( a piacere se piace un po rossa)

PROCEDIMENTO:

Fate soffriggere olio , cipolla , carote e sedano che avete precedentemente tritato , aggiungete le patate  tagliate a tocchetti piccoli e fate insaporire coprite con dell’acqua aggiungere   il pomodoro sale e pepe. Fate cuocere a fuoco vivo per venti minuti  mescolando di tanto in tanto, cotte le patate   buttate la pasta, aggiustate di sale è un po’ di parmigiano .Nel frattempo che la pasta finisce di cuocere tagliate la provola a pezzettoni,  una volta finita la cottura della pasta aggiungete la provola ,trasferite la pasta nei piatti e spolverizzate con abbondante parmigiano. Se volete potete renderla ancora piu gustosa trasferendo tutta la pasta in una pirofila, aggiungere la provola e spolverizzare la superficie con parmigiano, infornarla a 190° per circa 15 minuti  o fino alla gratinatura  in forno gia caldo .Un piatto da far venire l’acquolina..

Buon appetito































Intervista a orsobalsamico Tiziano Mangiapia

D: Sul tuo profilo si legge: pigro, goloso, papà timido, scarpe comode e valigia ci spieghi a cosa ti riferisci
R: Ho cercato di condensare in “100gr di me” le mie principali caratteristiche. Ho scelto questa particolare unità di misura per descrivermi perché mi piace pensarmi come parte di una ricetta, la vita! Così mi sono descritto ai miei lettori, così mi descrive chi mi conosce bene:“Tiziano, classe 1981. Crema pasticcera, barba e occhi curiosi. Nord e sud, palla al centro. Camicia e tatuaggi. Scarpe comode, valigia e autostrada. Pigro, goloso e vagabondo. Papà. Timido, sognatore e razionale. Tortellino in brodo e Babà. Lampredotto e Lambrusco. Più dolce che salato. Modena, Napoli e un pizzico di Firenze. Nella vita precedente americano. Agitare bene prima dell’uso”. In particolare faccio il riferimento a scarpe comode e valigia perché la vita e il lavoro mi portano a viaggiare quasi quotidianamente e sempre di corsa … per questo indosso scarpe comode ed in auto ho sempre pronta una valigia.
D: Il tuo account su Instagram  @orsobalsamico rispecchia il tuo modo di essere ?
R: Credo proprio di sì, almeno lo spero. Ho cercato di creare una pagina incentrata principalmente sul mio grande amore, la cucina, ma che allo stesso tempo potesse trasmettere a chi mi segue qualcosa anche sulla mia personalità e quello che nel quotidiano faccio. Passione, colore, sorrisi ed ironia (autoironia soprattutto) sono alla base dei contenuti da me postati.
D: Cosa è per te il Food ? cosa è per te il Travel ?
R: Nonostante la parola “Balsamico” nel mio nickname riporti immediatamente in Emilia e a Modena, città dove sono nato e cresciuto, le mie radici affondano all’ombra del Vesuvio. I miei genitori sono entrambi di Napoli. Sono stato svezzato con lasagne e sartù, tortellini e genovese, ragù emiliano e ragù napoletano, zuppa inglese e babà… un mix esplosivo insomma. Fin da piccolo quindi mi è stata tramandata la passione per il cibo e la cucina, quella passione che oggi mi porta a condividere con tutti gli amici i miei esperimenti culinari.Lavoro come impiegato e al momento la cucina e la pasticceria sono solo un hobby, ogni istante libero lo passo a tra i fornelli. Cucinare e soprattutto preparare dolci mi rilassa, fra le mura della cucina posso esprimere la mia creatività ed essere me stesso al 100%. Si dice che siamo quello che mangiamo e io mangio quel che posto. 
D: Una bambina una famiglia cosa ne pensano loro di questa tua passione?
R: l progetto ORSO BALSAMICO vuole testimoniare il mio amore per la cucina e soprattutto per Emma: mia figlia, musa, preziosa aiutante, nonché giudice più severo!
D: Le tue origini quando hanno influenzato le tue scelte ma soprattutto i tuoi piatti
R: Sicuramente ho un forte imprinting campano, nel sud mi ci riconosco, al sud mi sento a casa. Essendo però cresciuto al nord il mio modo di pensare ed agire ha subito sicuramente ed inevitabilmente influenze soprattutto nell’approccio “imprenditoriale” alla vita, al fare e all’organizzare. L’Emilia è territorio di api operaie che hanno saputo creare marchi e prodotti di eccellenza e soprattutto, quello che rimproverò un pochino ai miei compaesani del sud, hanno saputo esaltare e far conoscere i propri prodotti a livello mondiale. In sintesi mi definisco una persona pratica, organizzata ma con la solarità e il calore che Napoli sa offrire. Tornando al cibo, nei miei piatti le mie origini si incontrano spesso. E’ in casa che ho imparato a cucinare e apprezzare i piatti della tradizione
D: Dolce o salato?
R: Goloso per natura quindi dolce senza alcun dubbio! Al ristorante la prima cosa che guardo nel menù sono i dolci ed in base a quello decido cosa ordinare
D: Quale è il tratto che contraddistingue i tuoi piatti?
R: Sento mia la frase “Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare”. L’amore è l’ingrediente base, nei piatti si trasferiscono le proprie emozioni e cucinare non è semplicemente seguire una ricetta. Mi piacciono i sapori forti e decisi, i profumi che mi riportano alle vacanze dai nonni e gli ingredienti del meridione che non mancano mai in casa.
D: Nei tuoi viaggi quali prodotti porti o porteresti con te?
R: L’unica cosa italiana alla quale non posso proprio rinunciare è il caffè ma fortunatamente oggi si riesce a trovare un buon espresso anche all’estero. Solitamente non porto nulla con me, mi piace piuttosto portare a casa me un ricordo culinario del luogo, un ingrediente tipico che poi possa far nascere una nuova ricetta mescolando i sapori scoperti durante il viaggio, con quelli di casa.
D: Hai qualche chef e o cuoco di riferimento?
R: La televisione e gli infiniti programmi di cucina ci hanno avvicinato molto ai grandi nomi della cucina. Seguo molto lo chef Antonino Cannavacciuolo che ammiro soprattutto per la sua infinita gavetta e la determinazione che lo hanno portato ad essere uno dei riferimenti della cucina italiana e non solo. Nei suoi piatti vivono le sue radici e questo è quello che anche io, nel mio piccolo, cerco di fare. Seguo con molta simpatia anche Chef Rubio, mi piace il suo rapporto quasi fisico con il cibo e la ricerca di quei sapori autentici che mi piacciono tanto.
D: Oggi si parla molto di cucina, web, televisione, social tu cosa cambieresti?

R: Oggi grazie a questi mezzi abbiamo accesso ad infinite informazioni e troviamo tutto e il contrario di tutto, quindi bisogna fare molta attenzione a selezionare le fonti. Non mi sento di demonizzare nessuna di queste tecnologie. Credo che la dose faccia il veleno quindi faccio un appello, soprattutto a me stesso, di non abusarne.
Mi piacerebbe che tutto questo non rimanesse solo una vetrina virtuale ma che potesse essere al contrario veicolo di scambio, arricchimento e nuovi incontri reali che possano far nascere amicizie e collaborazioni
D: Carne o Pesce?
R: Carnivoro! La carne mi piace soprattutto alla griglia e non vedo l’ora che arrivi la bella stagione per accendere il barbecue ed iniziare a grigliare. Il pesce lo adoro, mi piace mangiarlo ma non mi cimento spesso in ricette di mare.
D: Si è fatto un gran parlare di merendine in questo ultimo anno tu cosa ne pensi sotto il profilo puramente gastronomico?
R:
Avendo una figlia di 7 anni sono coinvolto da molto vicino. Sono prodotti industriali e con un profilo nutrizionale discutibile ma all’interno di un’alimentazione varia, senza esagerare, possono essere dati ai nostri figli. Il primo passo è una corretta educazione alimentare, con Emma stiamo cercando di non ripetere gli errori che i nostri genitori hanno fatto con noi. Ci sono valide alternative alle merendine come ad esempio un semplice panino al prosciutto, frutta, yogurt o perché no una torta fatta in casa. Credetemi ci sono ricette semplicissime e veloci da poter preparare con i nostri bimbi. La scuola, nel mio caso, sta facendo un ottimo lavoro. In classe è presente un “merendometro” e i bambini con la merenda più sana ottengono punti e alla fine del mese un piccolo premio. Ricordiamoci che sono bambini e che l’aspetto giocoso non deve mai mancare. 
D: In cucina chi comanda Moglie, figlia o mamma e quando ha influito per te l’ambiente familiare?
R
: La cucina è il mio regno, quindi comando io! Scherzi a parte è sempre bello condividere la preparazione con le persone care, il cibo è aggregante.  L’ambiente familiare ha sicuramente inciso tanto e mi ha trasmesso la passione della cucina, è osservando ed aiutando la mamma che ho mosso i primi passi tra i fornelli
D: Che rapporto hai con i tuoi followers?
R: Mi piace interagire molto con i miei followers, cerco di rispondere sempre a partire dal semplice saluto alla richiesta di qualche consiglio culinario. Un rapporto di scambio assolutamente alla pari. Con alcuni di loro sono riuscito ad organizzare un incontro e devo dire che sono nate anche delle belle amicizie, con altri spero di organizzare a breve anche se le distanze spesso rendono tutto più difficile. Anche se sono davvero tanti, mi piacerebbe avere più occasioni di incontro e confronto con loro… magari una bella cena insieme!
D: Ci daresti una ricetta veloce per i nostri lettori?
R: Con molto piacere! Mi sono accorto che pur essendo conosciutissima non in tutte le città si trovano locali dove gustare la PIADINA ROMAGNOLA artigianale. Ecco quindi una ricetta semplice che chiunque può sperimentare a casa:

(dose per 6/8 piadine)

500 gr Farina 00

125 gr Strutto

175 gr Acqua

15 gr   Sale

1 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di lievito istantaneo per salati (in alternativa 1 cucchiaino abbondante di bicarbonato)

Lavorare la farina insieme allo strutto, sale, miele e il lievito. Aggiungere un po’ per volta l’acqua a temperatura ambiente ed impastare per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e far riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti.  Dividere l’impasto in 6 parti e formare delle palline. Stendere con il mattarello fino ad ottenere dei dischi di diametro circa 22/24 cm e spessi 3 millimetri circa. Cuocere in una padella antiaderente ben calda senza aggiungere nulla. Cuocere un paio di minuti per lato (appena si formano le bolle girare la piadina e continuare la cottura del secondo lato cercando di sgonfiare le bolle d’aria). Libero sfogo alla fantasia per la farcitura, solitamente a base di salumi, formaggi, salsiccia etc.  

Grazie della tua disponibilità speriamo di averti ancora con noi con qualche ricetta, è perchè no quella cena di cui tu parli la potremmo organizzare a Napoli …… che ne pensi ?
R: si dai vediamo cosa succede e se mai ne parliamo

Intervista alla foodblogger Masha_chef84

Oggi conosciamo meglio la foodblogger Masha_chef84, ormai amica di tanti clic sul social Istagram e anche di belle telefonate per condividere le nostre esperienze. Ma visto i numeri e le condivisioni, crediamo che anche i suoi e i nostri follower vorranno conoscerla un pò meglio

Ciao Masha  e grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo con una “domanda obbligatoria”, ma che ci serve per introdurti ai nostri lettori: come è iniziata la tua esperienza di foodblogger e per quali motivi?
R: ciao e grazie mille a voi. Ho iniziato in realtà senza volerlo per superare un momento un po’ particolare della mia vita segnato dalla perdita di mio padre, a cui ero molto legata. Ma nei miei piani non era previsto di diventare foodblogger. Semplicemente condividevo qualcosa che mi piaceva.

Come è nata la passione per la cucina e come mai hai scelto Instagram per promuoverti ?
R: la passione per la cucina credo sia un dono ben radicato nel dna della mia famiglia. Mi è sempre piaciuto pasticciare e non mi sono mai data per vinta, neanche quando facevo delle vere e proprie “schifezze”. Instagram non lo conoscevo molto e ho scelto quel canale casualmente perché facebook era popolato sempre dalle solite persone mentre instagram mi ha dato la possibilità di conoscere persone nuove e di imparare tanto
Cosa ne pensi del social Instagram?
R: inizialmente era molto bello, poi è stato sporcato da persone che hanno solo voglia di apparire, bot, gruppi scambi like e tante altre scorrettezze. Tutte queste pratiche sono andate a discapito di chi ha scelto la strada della correttezza. Ci sono persone iscritte a decine di gruppi di scambio like al solo scopo di fare salire i loro post , la cosiddetta vanity metrics, che è diventata una vera e propria ricerca di approvazione. Ora ci sto solo ed esclusivamente per la bellezze di alcuni rapporti creati
Nei tuoi profili social cosa ti piace di più mettere in evidenza?
R: la passione che ci metto, soprattutto per i lievitati. Ma in generale cerco di far vedere come sono fatta davvero attraverso i miei piatti
Oltre al tuo profili Istagram dove possono trovare le tue ricette i nostri follower
R: Come è risaputo su Istagram potete trovare sempre i post è le mie ricette, ma si sa che Istagram è veloce quindi ricette, notizie e tanto altro potete collegarvi al mio blog all’indirizzo www.cucinaconmasha.com blog che curo personalmente
Che ruolo hanno avuto le tue tradizioni  e in generale la tua famiglia nella tua formazione gastronomica?
R: le tradizioni della mia terra le porto sempre con me e le rispetto ancora oggi. La mia famiglia, i sapori della Calabria sono una parte fondamentale per me
Quanto sei critica quando vai a cena fuori ? e cosa vorresti che un ristorante offrisse di più ai suoli clienti ?
R: cerco di non essere eccessivamente critica anche perché tendenzialmente vado in locali di cui mi fido. Ma se capito in posti nuovi, allora se c’è qualcosa che non mi piace non riesco a fingere. Stando sempre molto attenta ai sapori , purtroppo, poi il palato diventa esigente.  Solitamente alcuni ristoranti lasciano molto a desiderare in termini di servizio e di rapporto qualità prezzo, soprattutto nelle località turistiche. Ecco, a volte, la mancanza di formazione del personale, si tramuta in una pessima esperienza per il cliente e tante volte il cibo, rispetto a questo passa in secondo piano. Andare a cena fuori per me è una coccola e voglio viverla come tale.
Pensi che la passione per la cucina potrebbe essere per te il tuo lavoro ?
R: Nella vita mai dire mai, al momento non saprei.
Cosa ne pensano i tuoi Familiari della tua avventura come food blogger?
R: loro sono molto contenti per me.
In cucina hai preso spunto da tua madre o da qualche altra persona?
R: A casa mia ho avuto l’imbarazzo della scelta, ma mi sono ispirata anche a molti chef.
A quali chef ti sei ispirata ?
R: Canavacciuolo e Montersino
Raccontaci se ti va un aneddoto che hai avuto in cucina?
R: Beh se ne vuoi uno simpatico è stato il mio primo pollo disossato. Povera bestia l’ho ridotta veramente male. Volevo fare il pollo ripieno ma , credimi, se avesse potuto quel pollo sarebbe scappato via. Fortunatamente da cotto sembrava decente ed alla fine era buono, ma non credo disosserò mai un altro pollo in vita mia
Cosa ti lega alla tua cucina di origine ?
R: i ricordi della mia infanzia, perciò non sparirà mai dalla mia tavola
Ma torniamo alle tue origini. Cosa apprezzi di più della cucina Mediterranea ? Quali sono secondo te gli ingredienti cardine?
R: su tutto l’olio, un buon olio evo, con la giusta coratina ha il potere di stravolgere un piatto. Poi, da buona calabrese, il peperoncino, le verdure, non so scegliere perché non rinuncerei a nessuno di loro.
Con che criteri scegli gli ingredienti per le ricette che fai a casa e proponi?
R: uno solo la qualità perché puoi fare tutte le ricette che vuoi, ma se la base è scadente il risultato sarà mediocre.
Oggi si parla molto di tassare le merendine per i nostri figli tu cosa ne pensi? credi che bisognerebbe portare nelle scuole primarie la formazione di una buona e sana alimentazione ?
R: credo che andrebbe insegnato ai bambini la consapevolezza alimentare, che non significa demonizzare le merendine, ma significa fornire al bambino l’alternativa sana. Credo che la comodità abbia preso il sopravvento, i prodotti industriali, preconfezionati hanno sostituito, in alcune famiglie, la buona cucina fatta in casa. Ecco perché occorrerebbe far riscoprire alla famiglie la bontà delle cose fatte in casa. Ben vengano le merendine, se date con moderazione. A me gli estremismi non piacciono. Però mi piacerebbe educare i bambini a scegliere bene.
Quali potrebbero essere i progetti da portare nelle scuole?
R: per esempio dei laboratori scolastici dove si insegna al bambino a fare una torta semplice, o altro, in collaborazione con le scuole di cucina locali. Sarebbe un momento di doppia aggregazione per i piccoli.
Il piatto che più ami cucinare ?
I lievitati in generale
Il piatto che proprio non riesci a fare ?
R: le interiora
per concludere C’è la daresti una ricetta veloce?
R: Una caprese mille foglie per rendere omaggio alla Campania.

Per 4 persone

6 sfoglie di pasta fresca per lasagna

2 pomodori dolci

1 buona mozzarella di bufala

È sufficiente coppare la sfoglia per lasagne e friggerla in abbondante olio e lasciarla scolare su  carta assorbente. Condite con qualche minuto di anticipo i pomodori, con un buon olio evo, sale, basilico, origano, peperoncino se volete.Quando la sfoglia sarà ancora calda componete la millefoglie, alternate uno strato di pasta fritta, uno di pomodoro, uno di pasta fritta ancora ed uno di mozzarella. Semplice e veloce .


Grazie noi tutti ti ringraziamo per averci dato la possibilità di conoscerti ancora meglio sopratutto come persona. Ti auguriamo il successo che ti meriti, poi aspettiamo tutti i tuoi post

Intervista al food blogger Luigi Palma

Dalla frecciarossa alla cucina…. velocemente

Il primo post che ho visto di Luigi mi ha subito incuriosito, poi una lunga chiacchierata tanto lunga che mi sono dovuto fermare tanto che la sua passione per la cucina attraversava l’etere cosi è stata subito amicizia. Io ora lo conosco e vorrei che lo conosciate anche voi, quindi passiamo subito alla sua intervista

  • Chi è Luigi Palma? parlaci un po’ di tè
    Buongiorno Beh cosa dire. Luigi è un ragazzino adolescente poco più che quarantenne, nato nell’alto Sannio, vissuto lì fino a 18 anni e poi emigrato in varie città italiane. Attualmente sono e spero di non cambiare più a Milano e precisamente Magenta, dove ho conosciuto la mia attuale splendida moglie Valentina
  • Sappiamo che fai il capotreno sulle Frecce quindi viaggi tanto, prendi spunto anche dalle regioni che visiti con il tuo lavoro
    Diciamo che avendo lavorato in Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Toscana, Campania, Lazio, e nuovamente Lombardia, ho avuto la possibilità di conoscere usi, costumi, tradizioni e l’arte culinaria. Conosco molto bene la Puglia e l’Umbria
  • Come ti sei appassionata al cibo?
    Beh direi passione per la cucina. A molti piace il cibo, ma non tutti sanno cucinare. Comunque ho iniziato a 9 anni a fare le prime frittate e girarle al volo in padella. E da lì ho coltivato la passione ma senza alcun titolo di studio inerente la stessa. Semplicemente autodidatta
  • In una ricetta quale è l’ingrediente principale che ti piace inserire?
    Il cuore. Battuta simpatica ma è la verità. Diciamo che l’ingrediente che non può e non deve è il sale
  • Come nascono le tue ricette ?
    Semplicemente dallo sperimentare. Io mi alzo di notte, penso, elaboro, e la mattina metto in pratica. Mi diverte tanto lo svuota frigo
  • Quale è il rapporto con i tuoi followers ?
    Molto cordiale, nel massimo del rispetto, senza mai invadere, e ringraziare sempre
  • Abbiamo visto che metti molta attenzione alle foto che posti, sei una appassionata di foto o ti aiuta qualcuno?
    Semplicemente autodidatta. Mai fatto corsi di fotografia. Il mio smartphone fa i miracoli
  • Cosa ne pensi degli chef che amano sperimentare nuove ricette e stravolgono quelle della tradizione?
    Non sono nella posizione di giudicare. Io amo sperimentare ma mantenendo sempre le mie tradizioni, e cioè L’Italia
  • Hai uno chef di riferimento ?
    Sono tutti bravi, ma a mio parere quello più sobrio anche nel preparare un piatto e Borghese. Infatti il nome del suo ristorante ha a che fare con “SEMPLICITÀ”
  • I tuoi familiari cosa ne pensano di questa avventura ? Ti sino vicino ?
    I miei hanno sempre accettato le mie decisioni. A volte anche non essendo felici ed a tratti anche molto contrariati. Ma nella stragrande mi hanno sempre supportato
  • Il tuo profilo è seguito da molti followers ti senti responsabile nei loro confronti per le ricette che posti ?
    Diciamo che mi sento più responsabile nei confronti di chi li assaggia i miei piatti. Se quest’ultimo non mi viene bene o non rispecchia le mie aspettative, non pubblico ed il followers non sa. Chi invece assaggia, il discorso cambia
  • Ti farebbe piacere incontrare tutti loro ad una cena dove sarai la protagonista della cucina ?
    Tutti sarebbe impossibile. Qualcuno volentieri
  • Dieta mediterranea cosa ne pensi ?
    Penso sia la migliore al mondo. Quale cosa più buona di uno Spaghetto allo Scarpariello
  • Quale è il tuo rapporto con il cibo ?
    Chi non ama mangiare, non potrà mai amare i fornelli. Io col tempo ho imparato a mangiare cose che mai avrei sognato. Solo perché le ho messe in pratica in cucina. Io amo mangiare
  • Cosa consiglieresti ad una mamma per le merendine dei loro figli ?
    Prodotti fatti in casa. Che possa essere dolce o salato, basta che sia preparato a casa
  •  Pasta, pesce, carne quale di questo ingrediente preferisci ?
    Tutti e tre anche se per la maggiore sono un carnivoro e gran pastaro
  • Ad ogni piatto spesso si abbina un vino, tu hai qualche preferenza ?
    Dipende cosa cucini e su quale regione punti il cucinare. Se faccio un risotto osso buco e taleggio di sicuro abbino qualche rosso del Novarese. Se faccio uno Chitarra alla Nerano di sicuro abbino qualche rosso Campano
  • Per finire una ricetta veloce c’è la potresti dare ?

Chitarra alla Nerano:

Una buona Pasta alla Chitarra
zucchine fresche
Provolone del Monaco
Affettare le zucchine a rondelle dello spessore di 5 millimetri circa. Friggete e fatele scolare su carta assorbente. Nel frattempo portare a bollitura l’acqua, calate la pasta e in un altro pentolino fate sciogliere a bagnomaria il provolone. Scolare la pasta qualche minuto prima, saltarla in padella con provolone e zucchine aromatizzate con mentuccia fresca. Tiratela con un pò d’acqua di cottura essendo ricca di amido e conferisce allo stesso modo anche cremosità. Servite a tavola e che dire…… BUON APPETITO