Intervista a @genny.gram

Devo fare le mie scuse personali per non aver pubblicato in tempo debito questa intervista, ma la simpatia e la generosità che arriva già dal suo nome mi ha tolto un peso dall’anima. La ringrazio per l’attenzione dovuta nei miei e nei nostri confronti ma veniamo subito al dunque. Oggi conosceremo più da vicino la simpaticissima Genny Campana doc trasferitasi al nord ma portando con se tutta la cucina partenopea.

D: Ciao Generosa  e grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo con una “domanda obbligatoria”, ma che ci serve per introdurti ai nostri lettori: come è iniziata la tua esperienza di food blogger e per quali motivi?
R: Sono io che ringrazio voi. La mia avventura è iniziata in modo del tutto casuale: mia figlia ha creato il mio profilo su Instagram nel 2017 per poter essere votata in un contest. Incuriosita dal social e con molto tempo a disposizione, ero appena rientrata in Italia dopo anni di vita all’ estero, ho scelto la cucina come tema del mio profilo. Nasco come estetista, ma ho sempre amato cucinare, ho sempre avuto una vera curiosità per il cibo e così nasce @genny.gram
D: Come è nata la passione per la cucina e come mai hai scelto Instagram per    proporla
R: E’ molto semplice spiegare come e’ nata la mia passione per la cucina. Sono cresciuta in una casa dove la tavola era sempre apparecchiata, mia madre riusciva a organizzare un pranzo per gli ospiti improvvisi con davvero pochi ingredienti. Per me era vera magia. Ho scelto Instagram, perche’ amo fotografare ed e’ il social piu’ vicino al mio modo di essere, comunicativo e di grande condivisione
D: Cosa ne pensi del social Instagram?
R: Instagram mi ha permesso di conoscere virtualmente moltissime persone, di approfondire amicizie, ricevere consigli e darne. Credo sia un mezzo di comunicazione tra i piu’ validi, attraverso la fotografia si possono trasmettere vere emozioni, come tutti i social va usato nel modo giusto, ma per fortuna siamo liberi di scegliere in quale modo, io personalmente guardo alla qualità, ma non posso dire di non essere felice per la mia crescita
D: Nei tuoi profili social cosa ti piace di più mettere in evidenza ?
R: Sicuramente la semplicità e l’eleganza sono i punti che più metto in evidenza. Quando posto una foto, lo scatto mi deve rappresentare, non mi accontento facilmente e sono abbastanza esigente. Nella descrizione dei piatti aggiungo la simpatia e l’ironia che fanno parte del mio carattere
D: Che ruolo hanno avuto le tue tradizioni e in generale la tua famiglia nella tua formazione gastronomica?
R: Come detto sopra, mia madre e’ sempre stata una grande cuoca. A casa si e’ sempre dato grande importanza ai piatti della tradizione. Le nostre origini sono Campane, negli anni ci siamo spostati all’estero e poi nel nord Italia, quindi le mie conoscenze gastronomiche spaziano davvero molto, ma nel cuore porto la cucina della mia terra d’origine
D: Quando sei critica quando vai a cena fuori? e cosa vorresti che un ristorante offrisse di più ai suoli clienti ?
R: Sono diventata più critica negli ultimi anni, cioè da quando si sono affinate le mie conoscenze gastronomiche, leggo sempre prima le recensioni. Da un ristorante mi aspetto soprattutto il rispetto per la tradizione, amo la novità ma senza stravolgere troppo i piatti. E’ importante il servizio, guardo molto alla tavola e credo che il personale debba sempre essere disponibile verso il cliente ed avere una maggiore conoscenza dei piatti proposti
D: Pensi che la passione per la cucina potrebbe essere per te il tuo lavoro
R: Ci penso spesso: questa passione potrebbe evolversi in qualche cosa di più?  Mi piacerebbe.
D: cosa ne pensano i tuoi Familiari della tua avventura come Food blogger?
R: Loro sono stati i miei primi fans, mi hanno incoraggiata da subito e ancora mi supportano e sopportano quando fanno da cavie come primi assaggiatori dei miei piatti.
D: In cucina hai preso spunto da tua madre o da qualche altra persona?
R: A casa oltre a mia madre, cucinava anche mio padre e pure bene, ma la mamma e’ stata la mia ispiratrice
D: Raccontaci se ti va un aneddoto che hai avuto in cucina?
R: Avevo 19 anni circa, vivevo gia’ da sola e mi sono cimentata nella preparazione degli gnocchi di patate per degli amici ospiti a casa. Li ho preparati con largo anticipo e al momento di buttarli nell’acqua erano ammassati e mollicci, immangiabili, ho rimediato con una veloce e classica carbonara.
D: Cosa ti lega alla tua cucina di origine ?
R: Sicuramente i pranzi in famiglia, con genitori, nonni e zii. Siamo sempre stati molto uniti ed era bello vederci tutti insieme a condividere cibo e affetti
D: Ma torniamo alle tue origini. Cosa apprezzi di più della cucina Mediterranea? Quali sono secondo te gli ingredienti cardine ?
R: È sicuramente la cucina più varia per antonomasia, ricca di prodotti della tradizione, amo le verdure, i latticini e le castagne prodotti nella mia terra
D: Con che criteri scegli gli ingredienti per le ricette che fai a casa e/o proponi?
R: Guardo molto alla qualità e provenienza del prodotto (non sono fan del Bio), spesso propongo piatti del riciclo e non amo lo spreco. A casa non si butta via niente, quindi se qualche cosa avanza o prima che un alimento si deteriori, penso a come dargli nuova vita.
D: Oggi si parla molto di tassare le merendine per i nostri figli tu cosa ne pensi? credi che bisognerebbe portare nelle scuole primarie la formazione di una buona e sana alimentazione ?
R: Ammiro molto Michele Obama, ha fatto una grande battaglia negli Stati Uniti per cambiare il concetto di sana alimentazione, partendo dalle mese scolastiche. Sarebbe importantissimo educare sin da piccoli ad una buona alimentazione, mangiare bene e’ indice di buona salute. Non so se tassare le merendine sia una soluzione, ma sicuramente se noi adulti iniziassimo a pensare che cucinare e’ bello e farlo con i nostri figli e’ anche divertente, allora credo che qualche cosa potrebbe si cambiare.
D: Quali potrebbero essere i progetti da portare nelle scuole ?
R: I miei figli hanno frequentato la Scuola Europea a Monaco di Baviera. Il piccolo alle elementari ha partecipato ad un corso di cucina, per lui e’ stata una esperienza formativa interessante e divertente, nonostante l’eta’. Oggi ha 20 anni e sta volentieri in cucina con me, e’ uno dei miei ammiratori più’ critici. Questa potrebbe essere una buona iniziativa da portare nelle scuole.
D: Il piatto che più ami cucinare ?
R: La pasta e il riso in generale, mi diverte inventare abbinamenti nuovi, creando piatti colorati e stuzzicanti.
D: Il piatto che proprio no riesci a fare?
R: I dolci non sono il mio forte.
D: Quale è l’ingrediente che usi più in cucina è perché ?
R: Uso molto la curcuma per i suoi effetti benefici e il colore vivace, l’ho portato a casa persino dal mio ultimo viaggio alle Mauritius e l’olio d’oliva, quello buono che metto a crudo sui miei piatti
D: A quali chef ti sei ispirata ?
R: Sembrerà strano, con i miei genitori sono cresciuta guardando programmi televisivi di cucina, poi più grande ho seguito quelli di Gordon Ramsy, forse lui è quello che ho ammirato per primo. Non mi sono ispirata a nessuno in particolare, guardo più alle singole creazioni.
D: per concludere C’è la daresti una ricetta veloce?
R: Certo ” Un risotto all’uva rosata”

Ingredienti per 4 persone

300 gr. di riso carnaroli

100 gr. di gorgonzola dolce

Parmigiano Reggiano q.b

Burro, scalogno, brodo

Preparazione :
Tostare il riso con burro e scalogno, allungare il brodo fino quasi a cottura, aggiungere il gorgonzola e mantecare con il parmigiano. In una padella ho sciolto del burro ho tagliato a metá i chicchi d’uva e li ho lasciati insaporire, una parte verrà aggiunta al riso e con alcuni ho decorato il piatto 

ringraziamo la nostra amica per essersi concessa speriamo di averla ancora fra di noi per qualche consiglio e/o ricetta seguite le sue stories su @genny.gram

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