Intervista a Loredana Cefalo @loredana_iocucino

D: Grazie Loredana per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, forse banale ma ci serve per introdurti

D: Parlaci un po’ di te:

R: Sono Loredana, ho ahimé 45 anni, sono mamma di 2 ragazzi e fra poco di una bebè, vivo a Roma da una 15ina di anni circa, ma sono stata in giro per l’Italia per il lavoro di mio marito. In passato ho lavorato in radio, nel marketing, mi occupavo di produzione e redazione televisiva ed eventi.

R:  Tanti scelgono il nome del profilo diverso, tu invece hai scelto un nome facile. Io mi chiamo @loredana_iocucino. È semplice, il nome è nato perché alla domanda “che lavoro fai?” una volta ho risposto “io cucino!”

D: Hai avuto collaborazioni e o eventi con imprenditori Campani ? cosa hai fatto e cosa ti è piaciuto di più.

R: No, nessuna, ma da buona campana cerco sempre intorno a me i prodotti della mia regione. Sono dipendente dalla mozzarella di bufala di Battipaglia e dal pomodoro di Lina Brandt.

D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene? Dai ricordi e dalla gola.

R: Mio padre e mia madre erano un punto di riferimento per il loro gruppo di amici. Non c’era weekend i cui non ricevessero almeno 20 persone per una cena a buffet. Si iniziava a cucinare dal giovedì per il sabato sera.

R: Alla domenica era buona abitudine fare la pasta fatta in casa. Mia madre era la manovalanza e mio padre quello creativo. E poi non so resistere al cibo. Sono golosissima. Posso dire di vivere per mangiare. Per me il cibo non è nutrimento, è pura goduria.

D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web, cosa ne pensi di questa moda? Che passerà.

R: Negli anni 80 facevo la modella e c’era la moda delle Top Model. Sembrava non dovesse mai tramontare e invece… Negli anni 90 i calciatori riempivano i rotocalchi. Oggi ci sono gli chef superstar.
Domani torneranno tutti i cucina e saranno di nuovo semplicemente cuochi.

D: Sul tuo blog abbiamo visto vari articoli dedicati al mondo dei vini e del cibo, ma anche molte ricette, come scegli le aziende e le ricette che proponi?

R: Le aziende le scelgo solo per gusto. Le ricette sono varie, spaziano da quelle super veloci e facilissime ai piatti un po’ più gourmet. Dipende da quello che mi viene in mente. Cerco sempre di inserire i prodotti di stagione, ma vado anche molto a ispirazione momentanea.

D:  Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?

R: Mi piacerebbe dargli risalto con una rubrica sui social e chissà anche con la TV. Sarebbe bello girare per campagne e riscoprire le tradizioni, quelle antiche. Intendiamoci, io sono per la modernità, la cucina scientifica aiuta moltissimo anche chi non sa cucinare: basta seguire delle regole semplici e il piatto ti viene, anche se è complesso. Ma sarebbe bello far vedere per una volta una persona che cucina una carbonara senza controllare le temperature, prendendo le uova fresche dal pollaio e mettendole nel piatto.

D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?

R: Marito e figli sono contenti (anche perché continuo a cucinare per loro, è un bel vantaggio) e mi sostengono molto.

D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?

R: Si, certo. Ma il cibo è amore e sentimento, oltre che regole, secondo me.

D:  Hai uno chef e o cuoco di riferimento?

R: No, devo ammettere he ognuno ha le sue straordinarie peculiarità. Per curiosità ho seguito molte tecniche di cucina sperimentale, mi piace fare la strega, anche in cucina.

D:  Ci racconti di qualche aneddoto simpatico che ti sia capitato in questi anni di militanza sul web o precisamente su Instagram.

R: Beh, la parte più divertente sta arrivando ora. Tengo delle interviste a persone che cucinano, sul mio profilo, tutti i giorni e sto scoprendo molte persone straordinarie, man anche tanto singolari!

D:  Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

R: No, credo che una donna, semplicemente, debba come al solito faticare il doppio per essere apprezzata. Poi il lavoro del cuoco professionista è molto faticoso, fisicamente e poco compatibile con figli e famiglia. Una donna deve sempre fare doppio lavoro se vuole sentirsi completamente realizzata.

D:  Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Non ne ho ancora tantissimi, ma lavoro per crescere. La responsabilità di creare una comunità vera e onesta è un fondamento di questo lavoro.

D: Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?

R: Formaggi, formaggi, formaggi e verdura. Sono quasi completamente vegetariana, se non fosse per prosciutto e mortadella.

D:  Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?

R: Certo, sarebbe molto divertente.

D:  Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuochi o chef, tu cosa consiglieresti loro.

Di studiare, di ascoltare, di sperimentare.

D:  Il piatto che di più non riesci a fare?
R: Il panettone e il pandoro. Ci divento matta tutti gli anni.

D: la ricetta quella del cuore?
R: Le melanzane alla parmigiana e il gattò di patate.

D:  Stiamo vivendo un brutto momento che ha un grande impatto su tutta la nostra economia in particolare turismo e gastronomia, tu cosa ne pensi è quale è la tua ricetta per il futuro.

Prendete un cucchiaio di positività.  Mescolate bene con due o tre sospiri, aggiungete un bel sorriso con tanti denti e continuate a mescolare. In una ciotola, a parte, mettete tutti i vostri difetti, molti pensieri e mescolate con molta energia e olio di gomito. Tutto si trasformerà in grandi opportunità. Mescolate insieme il contenuto delle due ciotole: cosa vi è venuto fuori? Opportunità positive, che sempre emergono se col sorriso e energia guardiamo al futuro.

D: avevamo lanciato due progetti: il primo con l’obbiettivo di realizzare degli show cooking per fare conoscere le nostre ricette tipiche Campane, l’altro di proporre visite aziendali di produttori Campani, quali dovrebbero essere le prerogative di questi due progetti?

R: Linguaggio semplice, ritorno alla tradizione e tanta veridicità.

D:  Visto la tua passione oltre per il cibo anche per il turismo, quali sarebbero le regioni Italiane più propense al settore tour enogastronomici ?

R: Direi tutte. È difficile trovarne una che non abbia tradizione e cultura gastronomica straordinaria nel nostro paese.

 

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