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Annalisa Aurioso

Intervista a Annalisa Aurioso @annalisa_aurioso

Ad onore della verità questo profilo chi ha da subito incuriosito, nella sua bio vi trovate scritto : Le mie più grandi passioni, il cibo e la mise en place; e a pensare che quando progettavamo il nuovo sito avevo già pensati di scrivere di bon ton ma poche erano le nozioni che avevo e quindi ho desistito. Visto il profilo interessante un paio di messaggi e poi giù con qualche telefonata che subito ci ha messo in sintonia, un primo approccio e un primo appuntamento … ma hai mè questo maledetto virus non ci ha permesso di vederci ma telefonarci si. Risultato stima e simpatia reciproca con qualche promessa di qualche futura collaborazione ma ora andiamo a conoscerla meglio …….

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Campana di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te ?
R:
Sono Napoletana, sono determinata, comunicativa, cerco sempre di migliorarmi. Amo gli animali ,ho cani e gatti, e la natura, di tanto in tanto faccio trekking, Ballo salsa, mi fa sentire bene. Mi piace il teatro, ho fatto qualche rappresentazione a livello amatoriale, ed in passato da ragazzina e ho anche lavorato in programmi televisivi regionali, ho partecipato a Miss Puglia Leggo molto e scrivo. Tutto ciò che è decorazione mi piace, dalla lavorazione della ceramica alle composizioni floreali.Ho progettato un prodotto alimentare, che si vende nei Conad del centro e Sud Italia.
D
: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram ?
R: In modo istintivi, rispecchia la mia persona.
D:
Non solo ricette sul tuo profilo ma anche Mise en place questo ci ha colpito molto perché se ne parla poco, da dove questo interesse?
R: Ho una preparazione di studi che riguarda il settore eventi, e sin da piccola mi affascinava tutto ciò che riguardava il galateo, la cucina e naturalmente la mise en place.
D: ti piacerebbe avere una rubrica tutta tua per questo argomento? Se si su che cosa punteresti maggiormente?
R: Si mi piacerebbe, e’ un mondo molto vasto, c’e’tanto di cui parlare Sicuramente le persone sono sempre incuriosite sull’argomento e vogliono sapere della posizione delle posate, dei piatti e come Comportarsi in situazioni formali
D: La passione per il cibo è la cucina da dove viene?
R:
io amo il cibo, non ho trovato ancora qualcosa che non mi piaccia, anzi si il soffritto, quello proprio non lo preferisco.La passione per il cibo me l’ha trasmessa mia madre.E’una grande cuoca, sperimenta di continuo, maggiormente piatti regionali, lei e’ molto appassionata in cucina ,in casa abbiamo circa 500 libri di cucina di ricette di tutta Italia, a volte da piccola prima di dormire mi mettevo a leggere questi libri, mi rilassava.E poi in famiglia nonno materno  e zio materno hanno aperto ristoranti in Florida, Madrid e Roma, insomma non avrei potuto provare poca passione per il cibo
D:
Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Bisogna vedere e capire di che cucina parliamo, fare solo torte o dolcetti, ad esempio non significa saper cucinare.
D:
Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Sicuramente, unica cosa per dare più’ valore ai produttori e i prodotti e’ la pubblicità’
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?
R:
Amo la vita, viaggiare, e sono molto curiosa.Nei posti che ho avuto la fortuna di visitare ,ho cercato sempre di fondermi con la cultura culinaria e culturale del posto .Credo che l’imprinting familiare per una persona sia importante,,e la mia famiglia mi ha sempre indirizzato e motivato alla scoperta del mondo ,ma il resto sicuramente lo fai da solo.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: Sono contenti.
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R:
Non da tutti.
D: della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare ?
R: La pastiera Napoletana
D:
Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: più di uno
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: Non credo ,vedo anche tantissime donne in cucina. Forse il tecnicismo da chef confonde e fa cedere che una donna sia meno capace
D:
Hai molti follower che ti seguono ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Si mi sento responsabile
D:
Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ?
R:
si mi farebbe molto piacere poterli incontrare
D: Cosa proporresti ?
R:
Cucina tradizionale
D:
Carne pesce verdura quali di questi elementi preferisci?
R: sono gli ingredienti che preferisco
D: Il piatto che più non riesci a fare?
R:
Ci devo ancora provare
D:
Questa intervista cade proprio in un momento non molto bello del nostro paese tu come lo stai vivendo?
R: Un momento delicatissimo per tutti, il coronavirus ha trovato impreparati tutti, dottori compresi. Sono speranzosa
D:
spesso chiudiamo le nostre interviste chiedendo una ricetta, invece vogliamo chiederti alcune pillole di bon ton a tavola
R:
A tavola non si dice Buon Appetito, questo perche’ per gli aristocratici il momento del pranzo era un momento importante, gioioso, da condividere con gli altri commensali, e quindi da iniziare molto spontaneamente.Quando facciamo un brindisi,i l classico con con e’bandito, bisognerebbe accostare i calici e fare un cenno .A tavola il pane va spezzato in piccoli pezzi e poi riposto nel  piattino che abbiamo in alto a sinistra della mise en place.

Grazie della tua disponibilità e simpatia ma sopratutto per averci fatto sfatare qualche piccola usanza non propio consona, ci piacerebbe molto in seguito parlare della buona educazione a tavola come noi affermiamo la differenza porta conoscenza e speriamo che questo brutto periodo che stiamo vivendo passerà. Quindi al prossimo incontro e non virtuale. Segui Annalisa Aurioso suo social https://www.instagram.com/annalisa_aurioso/?hl=en@annalisa_aurioso

Intervista a Federico Costa @astoc137

Non smettere di lavorare e di promuovere i nostri beniamini ci fà sentire tutti più utili per noi stessi ma sopratutto per gli altri. Quindi anche in questo momento cosi delicato oggi vi proponiamo l’intervista a Federico Costa, giovane con la passione della cucina, quindi vogliamo ringraziarlo per averci dedicato un pò del suo tempo anche in questo brutto tempo

D: Grazie per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Piemontese di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te ?
R: Sono Federico, ho 25 anni e vivo a Castelnuovo Scrivia, un piccolo paesino (6000mila abitanti) in provincia di Alessandria.Faccio il cuoco da quattro anni 
D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram?
R: Non ho mai considerato più di tanto Instagram all’inizio, ma col tempo ho capito le potenzialità e ho iniziato a impostarlo in modo professionale per far conoscere me e il mio lavoro.
D: se hai avuto eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno
R: Se devo essere sincero tutto quello che faccio lascia un segno. Sono uno che ci mette forse troppo cuore nelle cose che fa, ma credo sia un mio tratto distintivo
D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?
R: La passione per la cucina nasce per esigenza. Dopo le scuole medie, ho fatto il liceo scientifico e invece che spostarmi con i mezzi stavo dai miei nonni per pranzo. Purtroppo nel giro di un anno sono mancati entrambi e da lì ho iniziato ad approcciarmi al mondo della cucina. Con il tempo, con le prove e grazie a una forte spinta della mia fidanzata ho capito che era la mia strada.
D: Oggi si parla molto di cucina tanto in televisione che sul web cosa ne pensi di questa moda?
R: Devo dire che guardo molti programmi televisivi di cucina. Sono un bel mezzo per conoscere sapori, culture e ricette. Ma allo stesso tempo penso che non descrivano a pieno la vita in cucina.Tuttavia li trovo uno strumento molto potente, lo dico anche perché ho partecipato ad alcuni programmi e ne sto vedendo i benefici.
D: Oggi si parla molto di ricette cucina ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Sono un grande estimatore dei prodotti di nicchia e del lavoro degli agricoltori. Da sei mesi sono ambasciatore e collaboro per un ente – Terre Derthona – che si occupa di promuovere tutti i prodotti enogastronomici del mio territorio. Quello che faccio io per promuovere tutte queste belle realtà è andare a conoscerli e dargli visibilità con foto, video e ricette; inoltre utilizzo i prodotti regolarmente nella mia cucina
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?

R: La passione per la cucina e per le cose buone è una cosa con cui convivo da sempre. Ho una nonna veneta, una piemontese e un nonno lombardo e uno piemontese quindi le tradizioni sono diverse; inoltre i miei genitori hanno sempre organizzato cene in casa con amici e parenti. Devo dire che sono molto fortunato e che ho molte fonti di ispirazione.
D:
In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R:
All’inizio non avevo molto supporto in famiglia, perché quando ho iniziato a fare il lavapiatti ho deciso di mollare l’università.Col passare del tempo, con ostinazione e voglia di imparare e crescere questa mia passione è stata supportata sempre di più.È stata dura ma i risultati ottenuti hanno dato una mano.
D:
Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che questa sia veramente conosciuta?
R:
Il termine dieta mediterranea è ormai diffusissimo, tuttavia non credo che tutti conoscano e seguano fedelmente i principi di questa. Abbiamo tante culture e tanti prodotti, i gusti e gli eccessi sono tanti, quindi non è così facile conoscere e apprezzare questo tipo di piano alimentare
D: Della tua terra quale è il piatto che più preferisci realizzare ?
R:
Sono un amante delle tradizioni e dei sapori della nonna. Amo sporcarmi le mani di farina e realizzare la pasta fresca; in particolare amo follemente gli gnocchi.
D:
Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R:
Ci sono tanti chef e cuochi a cui far riferimento. Amo follemente la cuoca di uno dei primi ristoranti in cui ho lavorato,Fernanda, che ancora oggi a 80 anni, lavora e porta avanti la sua storia e le sue ricette. Ho molti libri di Carlo Cracco e Massimo Bottura perché sono una fonte di ispirazione; tuttavia ho conosciuto da poco Eugenio Boer, ho cenato due volte in un mese nel suo ristorante, ho potuto parlarci e conoscere la sua storia e ne sono rimasto molto colpito e tutt’ora seguo tutto quello che fa.
D:
Di sicuro con il tuo profilo o blog hai conosciuto tante persone, chi ti ha più colpito ?
R:
Tramite Instagram ho conosciuta Agricola Stella, una piccola azienda agricola del mio paese. Ho stretto un bel rapporto con la proprietaria, Claudia Bandiani, che come me condivide la passione per le ricette della nonna. Infatti tutte le conserve e i sott’aceti che produce sono vecchie ricette della sua famiglia.Sono molto fortunato e contento di conoscere questa ragazza perché abbiamo veramente un bel rapporto, ci confrontiamo e collaboriamo tanto, con reciproca stima e affetto.
D: Ci racconti di qualche aneddoto simpatico che ti sia capitato in questi anni di militanza sul web ?
R:
Proprio ieri ho fatto la mia prima diretta instagram dove ho cucinato a distanza con Ilenia Bazzacco – Timo & Vaniglia, e insieme abbiamo realizzato una vellutata a modo nostro.
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne, pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?

R: Credo che la cucina sia tramanda di generazione in generazione grazie al sapere delle nonne e ogni cuoco fa riferimento alla propria. Non credo si possa parlare di rivincita perché ci sono molte donne in cucina che hanno tutt’ora un’enorme successo, mi vengono in mente Cristina Bowerman, Anne Sophie Pic e Annie Fèolde.
D: Hai molti follower che ti seguono, ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?

R: Non sento la responsabilità perché ho ancora tanta strada da fare e il mio profilo può solo che crescere
D:
Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ? e cosa proporresti?
R: Incontrerei sicuramente i miei follower per una serata di cucina, Proporrei tutto quello che faccio, tutti i produttori e i prodotti che ho conosciuto e con cui collaboro e farei conoscere la mia cucina, quello che so fare e quello che vorrei imparare e realizzare
D: Carne, pesce, verdura quali di questi elementi preferisci?
R:
Sono uno molto goloso e adoro veramente tanto mangiare e uscire a cena. Devo dire che pur essendo meno amante delle verdure, rispetto alla carne e al pesce, amo molto fare preparazioni con i vegetali
D:
Ti piacerebbe poter incontrare i tuoi follower per una serata all’insegna della condivisione?
R:
Assolutamente si. La condivisione e lo scambio di idee e informazioni è importante per la crescita sia personale che professionale, in cucina soprattutto. Un incontro con i follower sarebbe sicuramente una bella opportunità di crescita e uno stimolo in più.
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuoco o di chef tu cosa consiglieresti a loro?
R:
Ho un fratello di dieci anni in meno che quest’anno ha iniziato l’alberghiero. Non ho influito sulla sua scelta perché era una cosa che spettava a lui, ma continuo a sostenerlo e aiutarlo e imparare insieme a lui. La cucina è un mondo meraviglioso e chiunque sente il desiderio di fare questo mestiere è giusto che lo faccia al massimo
D: Il piatto che meno riesci a fare?
R:
Amo molto i dolci, quando li mangio…  Non sono molto bravo nei dessert ma credo che le basi della pasticceria sia fondamentali per un cuoco.
D:
Quello del cuore?
R:
Il piatto che più mi rappresenta e che amo sono gli gnocchi, perché sono un ricordo d’infanzia, ma adoro anche fare i risotti.
D:
Stiamo vivendo tutti questa permanenza forzata a casa quindi che ne pensi di darci una ricetta da fare a casa con i familiari anche per poi non annoiarsi ?
R: Non saprei sinceramente che ricetta darvi. Quello che sto facendo in questo periodo a casa è studiare e cucinare. Quindi vi consiglio di cucinare e sperimentare tutto quello che avete sempre voluto fare. Una ricetta che mi sento di proporvi è quella del flan di verdura in abbinamento a una fonduta.

200 g di carciofi puliti

2 uova

200 g di panna liquida

1 Porro

50 g di parmigiano

Sale, pepe, burro q.b

Procedimento
Tritare i carciofi e cuocerli in una padella con olio, sale, pepe e mezza cipolla. Nel mentre cuocere la robiola con 100 g di panna a fuoco basso fino a ottenere una fonduta. Prendere il frullatore e frullare i carciofi cotti, le uova, il parmigiano e la restante panna fino a ottenere un composto omogeneo e regolare di sale e olio. Accendere il forno a 180 gradi, imburrare degli stampini e riempirli con carciofi frullati e far cuocere in una teglia alta da forno con dell’acqua così da tenerli morbidi. Cuocere i flan circa 30 minuti in una teglia alta con acqua fino a meta altezza della teglia e verificare la cottura con uno stuzzicadente. Nel mentre prendere una foglia di porro, tagliarla a julienne e farla cuocere a fuoco basso con olio e sale. Una volta cotto il tutto impiattare il flan, versateci sopra la fonduta e decorare con il porro.

Grazie a Federico ci ha fatto molto piacere conoscerti, speriamo di risentirci presto e un saluto a tutti i tuoi concittadini affinché tutto passi presto

Intervista a Crescenzo Morlando

Giovanissimo con radici del sud trasferitosi a Milano e porta con se tutta la sua passione di crescere nel mondo del food, la sua passione i dolci. Quindi con questa intervista si concede ai suoi follower per farsi conoscere un pò di più e non attraverso le sue foto e ricette

D: Cosa è per te il Food ? cosa è per te il Travel ?
R: il food per me è il mezzo grazie al quale mi estendo verso gli altri esprimendo me stesso e cercando di trasmettere le mie emozioni attraverso un piatto, e grazie al viaggiare conoscere nuove cucine e farle mie.
D: Raccontaci un po’ la tua storia
R: Sono nato in un piccolo paese campano S.Antimo  provincia di Napoli ed è  proprio li ho iniziato ad avvicinarmi  al mondo della cucina avevo circa 8 anni quando già immaginavo cosa volessi fare da grande mentre bazzicavo nel laboratorio di pasticceria dei cugini di mio padre. I ricordi più intensi sono legati alle feste comandate in particolare a quelle dedicate ai santi e a quelle di paese, giorni di formule magiche applicate alla vita, dove la pasticceria scandiva le stagioni. Crebbi e in me cresceva una grande voglia di sapere che mi porto ad esplorare città e posti nuovo Messico, Francia, Spagna dove ci sono restato per ben tre anni e dove ho potuto lavorare in ristoranti della guida Michelin. Tornato da quasi un anno e mezzo in Italia dove Milano mi ha accolto a braccai aperte, non solo Milano ma anche il ristorante di Aimo e Nadia dove sotto gli occhi e mani sapienti di chi ha fatto la storia ho appreso il cibo povero. Solo da pochi mesi mi propongo al pubblico milanese e non come chef a domicilio.
D: Le tue origini quando hanno influenzato le tue scelte ma soprattutto i tuoi piatti
R: tanto credo in ogni mio piatto io metta un pezzo della mia terra
D: Dolce o salato?
R: La mia passione e la mia tradizione …. il dolce !!!
D: Quale è il tratto che contraddistingue i tuoi piatti?
R: La mia cucina è basata sulla tradizione, caratterizzata da sapori intensi e da gusti antichi frutto dei miei viaggi.
D: Nei tuoi viaggi quali prodotti porti o porteresti con te?
R: Un pacco di farina: la farina è vita.
D: Hai qualche chef e o cuoco di riferimento?
R: No nessuno cerco di migliorare da solo sperimentando
D: Oggi si parla molto di cucina, web, televisione, social tu cosa cambieresti?
R: oggi si in effetti si parla molto di cucina sul web , in tv, social  che fanno apparire più di quanto sia reale un vero piatto. I veri cuochi fanno sognare mangiando un piatto preparato da loro e non postando.
D: Carne o Pesce?
R: sicuramente pesce
D:  Si è fatto un gran parlare di merendine in questo ultimo anno tu cosa ne pensi sotto il profilo puramente gastronomico
R: io preferisco una torta fatta in casa, sono abituato a mangiare fin da piccolo dolci veri e non merendine. 
D: In cucina chi comanda Moglie, figlia o mamma e quando ha influito per te l’ambiente familiare?
R: L’ambiente familiare ha influito molto, ho ricordi di quando mia mamma preparava gli gnocchi e li stendeva su di un lenzuolo bianco la domenica  mattina , ricordo ancora l’odore che aveva quella farina. Momenti magici
D: Che rapporto hai con i tuoi followers?
R: Cerco di creare un rapporto con tutte le persone che mi seguono, spesso non rispondo a dei messaggi ma certo non perché non voglia ma perché i cuochi sono chiusi in cucina per un periodo di 12 ore al giorno
D: Ci daresti una ricetta veloce per i nostri lettori?
R: Certo che si : Caprese Cenzomando

ingredienti

125 g di burro a temperatura ambiente

140 gr di zucchero semolato

3 uova

140 gr di cioccolato fondente

175 di mandorle (tritate finemente)

Pizzico di sale

Un goccio di rum

Procedimento

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato insieme al burro.Ponete su fuoco lento e girate costantemente fino ad ottenere un composto liscio e privo di pezzettini.Ponete da parte il composto di cioccolato.Separate i tuorli dagli albumi.Montate per qualche minuto i tuorli con 80 gr di zucchero e la buccia d’arancia, fino ad ottenere un composto spumoso e liscio.Aggiungete il liquore.Aggiungete al composto di tuorli montati il cioccolato fuso. Aiutatevi con le fruste elettriche per montare il composto e renderlo liscio e vellutato.Aggiungete la farina di mandorle o le mandorle pelate ridotte in polvere. Questa volta almagamate il composto con una spatola.Come vedrete, il composto si presenta piuttosto compatto e denso.Montate gli albumi a neve con il resto dello zucchero.
Amalgamate gli albumi con la spatola dal basso verso l’alto, cercando di non smontare il composto.Vedrete che l’impasto finale assumerà un aspetto vellutato e gonfio.Imburrate e infarinate perfettamente la teglia. Versate il composto della Torta Caprese e livellate il più possibile la superficie.La Cottura della Torta Caprese contribuisce a rendere il dolce umido dentro e croccante fuori. Dunque seguite questi trucchi per non sbagliare:1. utilizzate forno statico (il forno ventilato secca e asciuga particolarmente il cuore delle torte!)2. preriscaldate il forno a 180° prima di inserire la torta! che risulti quindi ben caldo!3. Cuocere nella parte media del forno per circa 30 – 35 minuti .
I tempi di cottura possono variare da forno a forno, ma ricordatevi che la Caprese al cioccolato dev’essere umida dentro! quindi di norma per uno stampo da 18 cm il tempo non supera mai i 35 – 38 minuti! pena, una caprese morbida ma non tartufata come deve essere! Quindi dopo 30 minuti, fate la prova stecchino: si sarà già formata la crosticina e il cuore deve risultare umido. Non eccessivamente bagnato ma umido!!


Grazie per averci concesso un pò del tuo tempo

Intervista a Maria Grazia Cericola @mariagraziacericola

Mamma ai fornelli rapita da un principe azzurro …. ma sarà mai vero che l’amore è scoppiato in cucina ? curiosi vero ? allora andiamo a scoprirlo con questa bella intervista concessaci da Maria Grazia cosi la conosceremo un pò meglio

D: Grazie Maria Grazia per aver accettato il nostro invito, veniamo subito al dunque con la prima domanda, Pugliese di origine appassionato di cucina  Parlaci un po’ di te
R: Sono Maria Grazia, ho quattro figlie che sono le mie fan più accanite e nel tempo libero mi diverto ai fornelli. In poche parole, sono “una mamma ai fornelli’
D: Sul tuo sito si legge che hai scoperto la cucina tramite un fantomatico principe azzurro ma chi è ?
R: Sì, è vero! È proprio grazie a mio marito, che mi supporta e mi sopporta da più di trent’anni, che ho scoperto la mia passione per la cucina.
D: dicci come hai scelto il tuo profilo su Instagram
R: Se devo essere sincera, hanno fatto tutto le mie figlie, che oramai tutti conoscono come ‘le mie paperine’. Qualche anno fa hanno preso il mio cellulare e mi hanno creato un profilo su Instagram. Sai cosa mi hanno detto? “Ecco mamma, da oggi puoi fotografare tutte le delizie che ci prepari ogni giorno e puoi condividerle su questo social!” All’inizio ero spaventata, lo confesso, ma nel giro di pochissimo tempo mi sono resa conto che mi piaceva, e mi piace ancora tantissimo
D: Se hai avuto eventi, collaborazioni importanti parlaci delle esperienze che ti sono rimaste nel cuore, quelle che in qualche modo ti hanno lasciato un segno.
R: Nel mio percorso su Instagram ho avuto tantissime collaborazioni, tutte molto interessanti, e ognuna di esse mi ha lasciato un ottimo ricordo. Sono stata invitata a colazioni social, a blog tour, a social dinner e a tutti i brunch organizzati da Sonia Peronaci nella sua factory. Proprio in queste occasioni ho potuto conoscere persone che sono diventate amiche non solo virtuali, ma anche nella vita reale. Da qualche mese preparo le mie ricette anche a Telenorba e confesso che cucinare davanti alle telecamere, in diretta, è una sensazione davvero stupenda
D: La passione per il cibo e la cucina da dove viene?
R: Appena sposata, ho iniziato a cucinare per necessità, ma con il tempo è diventata una vera passione.
D: Quindi l’amore è stato galeotto
R: si molto
D: Oggi si parla molto di ricette di cucina, ma poco di prodotti e di produttori, quelli che ancora oggi a grande fatica realizzano prodotti seguendo le antiche tradizioni. Pensi che bisognerebbe dare più risalto? E cosa proporresti?
R: Penso che si dovrebbe dedicare una maggiore attenzione ai prodotti genuini e tradizionali, e soprattutto ai piccoli produttori. Proporrei una valorizzazione dei prodotti, degli incentivi per le coltivazioni e degli eventi per promuovere i prodotti della tradizione
D: Passione per la cucina e per le cose buone, da dove arrivano?
R: Da sempre attenta alla stagionalità dei prodotti e alla genuinità dei piatti preparati, ho sviluppato una vera e propria passione per le ricette semplici e veloci, facili da preparare e buone da gustare.
D: In famiglia cosa pensano di questa tua passione e del successo che ti sta regalando?
R: In famiglia sono molto entusiasti di questa mia passione, soprattutto perché, poi, possono assaggiare tutto. Sia mio marito che le mie figlie mi supportano e mi spronano a mettermi sempre in gioco.
D: Si parla tanto di dieta mediterranea, ma pensi che veramente che questa sia conosciuta?
R: Forse si generalizza un po’, ma credo che sia abbastanza conosciuta, anche se forse non sempre seguita correttamente
D: Della tua terra qual è il piatto che più preferisci realizzare?
R: Delle mia terra adoro le orecchiette, un delizioso formato di pasta fresca che si presta ad ogni tipo di condimento e che mangerei tutti i giorni. Come resistere ad un piatto di orecchiette con le cime di rapa con aglio, olio, peperoncino e acciughine? Impossibile!
D: Hai uno chef e o cuoco di riferimento?
R: Da sempre mi sono ispirata a Sonia Peronaci, una grande cuoca e soprattutto una grande donna. La stima è aumentata maggiormente dopo averla conosciuta di persona e averla frequentate. La gioia più grande? Cucinare con lei.
D: Mamma ai fornelli per le tue figlie quali sono i piatti che preferisci preparare ?
R: Piatti semplici, ma belli da portare in tavola, perché penso che, soprattutto in cucina, anche l’occhio vuole la sua parte. Nella mia cucina non mancano mai ciambelle e muffin, o comunque dolci per la colazione. Da un po’ mi diletto anche a preparare pizze e pane con il mio lievito madre.
D: Ma le tue figlie ti seguono su Instagram?
R: Sì, le mie figlie mi seguono su Instagram, così come i loro amici. E questo mi riempie di gioia!
D:
di sicuro grazie al tuo profilo hai conosciuto tante persone
R: Da quando sono su Instagram ho avuto la fortuna di conoscere tantissime persone, sia virtualmente che fisicamente, e sono nati dei consolidati rapporti di amicizia.
D: Tanti uomini in cucina ma poche donne pensi che sia la rivincita dei maschi a prendere il sopravvento nel mondo della cucina?
R: È vero, ultimamente i maschi spopolano sul web e ne ho conosciuti tanti davvero bravissimi. Credo che ormai uomini e donne in cucina vadano di pari passo.
D: Hai molti follower che ti seguono. Ti senti responsabile per quello che posti sia sui social che sul tuo blog?
R: Premesso che seguo sempre il mio istinto per le mie ricette e per i contenuti che pubblico sui miei social, è ovvio che mi senta responsabile.
D: Incontreresti i tuoi follower in una serata tutta dedicata alla tua cucina ?
R: Magari! Mi piacerebbe tantissimo!
D: Cosa proporresti ?
R: Proporrei uno showcooking interattivo con la partecipazione in prima persona di tutti e con degustazione finale, sarebbe un sogno che si realizza
D: Molti giovani vorrebbero intraprendere la professione di cuoco o di chef, tu cosa consiglieresti a loro?
R: Di studiare e di inseguire le loro ambizioni. Nessun sogno è destinato a rimanere sul fondo di un cassetto.
D: Il piatto che proprio non riesci a fare?
R: Se posso evito di cucinare piatti con i salumi
D: Quello del cuore?
R: Sbriciolata alla nutella, senza alcun dubbio.
D: Della tua Puglia cosa porti nei piatti che proponi?
R: Tutto ciò che riesco! Profumi, colori, sapori.

Grazie Maria Grazia sicuramente questa intervista ci ha permesso di conoscerti un pò meglio è chissà se insieme a noi non riuscirai a realizzare il tuo sogno quello d’incontrare i tuoi follower. Di sicuro ora chi leggera questa intervista avrà avuto modo di avvicinarsi a te oltre che come food blogger anche come mamma ai fornelli. Ha proposito un saluto alle tue figlie ed anche uno al principe azzurro





Intervista a @genny.gram

Devo fare le mie scuse personali per non aver pubblicato in tempo debito questa intervista, ma la simpatia e la generosità che arriva già dal suo nome mi ha tolto un peso dall’anima. La ringrazio per l’attenzione dovuta nei miei e nei nostri confronti ma veniamo subito al dunque. Oggi conosceremo più da vicino la simpaticissima Genny Campana doc trasferitasi al nord ma portando con se tutta la cucina partenopea.

D: Ciao Generosa  e grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo con una “domanda obbligatoria”, ma che ci serve per introdurti ai nostri lettori: come è iniziata la tua esperienza di food blogger e per quali motivi?
R: Sono io che ringrazio voi. La mia avventura è iniziata in modo del tutto casuale: mia figlia ha creato il mio profilo su Instagram nel 2017 per poter essere votata in un contest. Incuriosita dal social e con molto tempo a disposizione, ero appena rientrata in Italia dopo anni di vita all’ estero, ho scelto la cucina come tema del mio profilo. Nasco come estetista, ma ho sempre amato cucinare, ho sempre avuto una vera curiosità per il cibo e così nasce @genny.gram
D: Come è nata la passione per la cucina e come mai hai scelto Instagram per    proporla
R: E’ molto semplice spiegare come e’ nata la mia passione per la cucina. Sono cresciuta in una casa dove la tavola era sempre apparecchiata, mia madre riusciva a organizzare un pranzo per gli ospiti improvvisi con davvero pochi ingredienti. Per me era vera magia. Ho scelto Instagram, perche’ amo fotografare ed e’ il social piu’ vicino al mio modo di essere, comunicativo e di grande condivisione
D: Cosa ne pensi del social Instagram?
R: Instagram mi ha permesso di conoscere virtualmente moltissime persone, di approfondire amicizie, ricevere consigli e darne. Credo sia un mezzo di comunicazione tra i piu’ validi, attraverso la fotografia si possono trasmettere vere emozioni, come tutti i social va usato nel modo giusto, ma per fortuna siamo liberi di scegliere in quale modo, io personalmente guardo alla qualità, ma non posso dire di non essere felice per la mia crescita
D: Nei tuoi profili social cosa ti piace di più mettere in evidenza ?
R: Sicuramente la semplicità e l’eleganza sono i punti che più metto in evidenza. Quando posto una foto, lo scatto mi deve rappresentare, non mi accontento facilmente e sono abbastanza esigente. Nella descrizione dei piatti aggiungo la simpatia e l’ironia che fanno parte del mio carattere
D: Che ruolo hanno avuto le tue tradizioni e in generale la tua famiglia nella tua formazione gastronomica?
R: Come detto sopra, mia madre e’ sempre stata una grande cuoca. A casa si e’ sempre dato grande importanza ai piatti della tradizione. Le nostre origini sono Campane, negli anni ci siamo spostati all’estero e poi nel nord Italia, quindi le mie conoscenze gastronomiche spaziano davvero molto, ma nel cuore porto la cucina della mia terra d’origine
D: Quando sei critica quando vai a cena fuori? e cosa vorresti che un ristorante offrisse di più ai suoli clienti ?
R: Sono diventata più critica negli ultimi anni, cioè da quando si sono affinate le mie conoscenze gastronomiche, leggo sempre prima le recensioni. Da un ristorante mi aspetto soprattutto il rispetto per la tradizione, amo la novità ma senza stravolgere troppo i piatti. E’ importante il servizio, guardo molto alla tavola e credo che il personale debba sempre essere disponibile verso il cliente ed avere una maggiore conoscenza dei piatti proposti
D: Pensi che la passione per la cucina potrebbe essere per te il tuo lavoro
R: Ci penso spesso: questa passione potrebbe evolversi in qualche cosa di più?  Mi piacerebbe.
D: cosa ne pensano i tuoi Familiari della tua avventura come Food blogger?
R: Loro sono stati i miei primi fans, mi hanno incoraggiata da subito e ancora mi supportano e sopportano quando fanno da cavie come primi assaggiatori dei miei piatti.
D: In cucina hai preso spunto da tua madre o da qualche altra persona?
R: A casa oltre a mia madre, cucinava anche mio padre e pure bene, ma la mamma e’ stata la mia ispiratrice
D: Raccontaci se ti va un aneddoto che hai avuto in cucina?
R: Avevo 19 anni circa, vivevo gia’ da sola e mi sono cimentata nella preparazione degli gnocchi di patate per degli amici ospiti a casa. Li ho preparati con largo anticipo e al momento di buttarli nell’acqua erano ammassati e mollicci, immangiabili, ho rimediato con una veloce e classica carbonara.
D: Cosa ti lega alla tua cucina di origine ?
R: Sicuramente i pranzi in famiglia, con genitori, nonni e zii. Siamo sempre stati molto uniti ed era bello vederci tutti insieme a condividere cibo e affetti
D: Ma torniamo alle tue origini. Cosa apprezzi di più della cucina Mediterranea? Quali sono secondo te gli ingredienti cardine ?
R: È sicuramente la cucina più varia per antonomasia, ricca di prodotti della tradizione, amo le verdure, i latticini e le castagne prodotti nella mia terra
D: Con che criteri scegli gli ingredienti per le ricette che fai a casa e/o proponi?
R: Guardo molto alla qualità e provenienza del prodotto (non sono fan del Bio), spesso propongo piatti del riciclo e non amo lo spreco. A casa non si butta via niente, quindi se qualche cosa avanza o prima che un alimento si deteriori, penso a come dargli nuova vita.
D: Oggi si parla molto di tassare le merendine per i nostri figli tu cosa ne pensi? credi che bisognerebbe portare nelle scuole primarie la formazione di una buona e sana alimentazione ?
R: Ammiro molto Michele Obama, ha fatto una grande battaglia negli Stati Uniti per cambiare il concetto di sana alimentazione, partendo dalle mese scolastiche. Sarebbe importantissimo educare sin da piccoli ad una buona alimentazione, mangiare bene e’ indice di buona salute. Non so se tassare le merendine sia una soluzione, ma sicuramente se noi adulti iniziassimo a pensare che cucinare e’ bello e farlo con i nostri figli e’ anche divertente, allora credo che qualche cosa potrebbe si cambiare.
D: Quali potrebbero essere i progetti da portare nelle scuole ?
R: I miei figli hanno frequentato la Scuola Europea a Monaco di Baviera. Il piccolo alle elementari ha partecipato ad un corso di cucina, per lui e’ stata una esperienza formativa interessante e divertente, nonostante l’eta’. Oggi ha 20 anni e sta volentieri in cucina con me, e’ uno dei miei ammiratori più’ critici. Questa potrebbe essere una buona iniziativa da portare nelle scuole.
D: Il piatto che più ami cucinare ?
R: La pasta e il riso in generale, mi diverte inventare abbinamenti nuovi, creando piatti colorati e stuzzicanti.
D: Il piatto che proprio no riesci a fare?
R: I dolci non sono il mio forte.
D: Quale è l’ingrediente che usi più in cucina è perché ?
R: Uso molto la curcuma per i suoi effetti benefici e il colore vivace, l’ho portato a casa persino dal mio ultimo viaggio alle Mauritius e l’olio d’oliva, quello buono che metto a crudo sui miei piatti
D: A quali chef ti sei ispirata ?
R: Sembrerà strano, con i miei genitori sono cresciuta guardando programmi televisivi di cucina, poi più grande ho seguito quelli di Gordon Ramsy, forse lui è quello che ho ammirato per primo. Non mi sono ispirata a nessuno in particolare, guardo più alle singole creazioni.
D: per concludere C’è la daresti una ricetta veloce?
R: Certo ” Un risotto all’uva rosata”

Ingredienti per 4 persone

300 gr. di riso carnaroli

100 gr. di gorgonzola dolce

Parmigiano Reggiano q.b

Burro, scalogno, brodo

Preparazione :
Tostare il riso con burro e scalogno, allungare il brodo fino quasi a cottura, aggiungere il gorgonzola e mantecare con il parmigiano. In una padella ho sciolto del burro ho tagliato a metá i chicchi d’uva e li ho lasciati insaporire, una parte verrà aggiunta al riso e con alcuni ho decorato il piatto 

ringraziamo la nostra amica per essersi concessa speriamo di averla ancora fra di noi per qualche consiglio e/o ricetta seguite le sue stories su @genny.gram